24/03/2020, 12.56
FILIPPINE
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Nella Manila isolata, la Caritas aiuta i poveri a combattere fame e paura

Colpiti in modo più duro quanti lavorano a giornata. Distribuiti 3.042 sacchi di cibo a parrocchie e comunità. Raccolte donazioni per 10.080.912 pesos (182mila euro). Buoni spesa per oltre 5milioni di persone. Segretario esecutivo di Caritas Manila: “L’emergenza ha un impatto sociale da non trascurare”.

Manila (AsiaNews) – Paura, ma soprattutto fame: sono le principali conseguenze dell’emergenza coronavirus tra i poveri nell’area metropolitana di Manila, posta in isolamento dal governo per contenere la diffusione del nuovo coronavirus Covid-19. Lo dichiara ad AsiaNews p. Anton C.T. Pascual (foto 2), segretario esecutivo di Caritas Manila. “Nella Regione della capitale nazionale (Ncr) – racconta il sacerdote – milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà. L’isolamento di Manila ha colpito in modo più duro quanti lavorano a giornata. Per questo motivo, nel contesto della crisi sanitaria in corso è fondamentale risolvere il problema del cibo”.

Con il programma Damayan (Compassione), Caritas Manila chiede preghiere e donazioni per sostenere i suoi sforzi. Le offerte in beni e denaro e sono destinate alla produzione dei “Ligtas Covid 19 Kit”, confezioni dal valore di 2mila pesos (36 euro) contenenti strumenti e dispositivi sanitari per ridurre il rischio di contrarre la malattia; a questi si aggiungono le “Caritas Manna Food Bag”, pacchi alimentari dal 700 pesos (12,65 euro) che sosterranno i più poveri nei giorni del blocco. Ieri sera, i volontari hanno annunciato di aver già raccolto 10.080.912 pesos (182mila euro) e distribuito 3.042 sacchi di cibo a parrocchie e comunità.

Caritas Manila è protagonista anche di un’altra importante iniziativa, frutto della collaborazione con il settore privato e le autorità locali. Ieri, alcune delle più importanti compagnie nazionali hanno donato 1,5 miliardi di pesos (circa 27 milioni di euro) per la distribuzione di buoni alimentari ai residenti poveri di Metro Manila e dintorni. “Le società – spiega p. Pascual – che hanno aderito al piano desiderano che la Chiesa distribuisca tagliandi dal valore di 1.000 pesos (18 euro) ad un milione di famiglie indigenti. Questo vuol dire che ne beneficeranno circa 5milioni di persone. La somma consentirà ad ogni nucleo familiare di acquistare cibo per cinque-sette giorni”.

Distribuire i voucher richiede ai volontari di Caritas Manila un grande impegno: “A causa delle misure restrittive del governo, siamo costretti ad andare casa per casa, rispettando la distanza di sicurezza. La famiglia poi potrà recarsi presso il supermercato più vicino per riscattare il buono. Al momento, questo è quanto di meglio siamo in grado di fare nel minor tempo possibile”.

Nonostante paure e incertezze, spiega il segretario esecutivo del braccio umanitario dell’arcidiocesi, i “filippini poveri mantengono salda la fede in Dio. Ne ho avuto prova durante i miei colloqui con tanti venditori ambulanti, autisti, operai, commessi. Ma tutti noi, volontari e persone di Chiesa, siamo chiamati a parlare con loro ed essere portatori della speranza che supereremo questo virus. Allo stesso tempo, dobbiamo insistere sulla sensibilizzazione delle comunità al distanziamento sociale e alle precauzioni igienico-sanitarie di base”.

Parte della popolazione, infatti, sembra non accettare alcune delle precauzioni prese dall’arcidiocesi per contrastare la diffusione del virus. “Molti vogliono che le chiese restino aperte; chiedono di partecipare alle messe, che però al momento possiamo solo trasmettere su internet, radio e televisioni. Questo sembra quasi non bastare, perché la gente vuole ricevere l’Eucaristia”, dichiara p. Pascual.

“Siamo in attesa – conclude il sacerdote – che il governo faccia la sua parte per dare da mangiare alle persone. La Chiesa ed i privati lo stanno facendo, ma la fame si aggraverà nei prossimi giorni. L’amministrazione filippina, come quella di altri Paesi del mondo, sembra persa. La sua principale preoccupazione sembra essere la gestione del lato sanitario della crisi. Ma non si può trascurare la componente sociale! La fame è un problema reale: siamo tutti chiamati a lavorare insieme per il bene della popolazione”. (PF)

(Photo credit: Caritas Manila).

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