08/11/2006, 00.00
NEPAL
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Nepal, firmato accordo di pace fra governo e maoisti

Il patto prevede il disarmo delle milizie e dell'esercito regolare e la formazione di un nuovo governo ad interim congiunto, che entrerà in carica il 1° dicembre. Allo studio anche una nuova Costituzione.

Kathmandu (AsiaNews/Agenzie) – Il governo nepalese ha siglato questa mattina uno storico accordo di pace con i ribelli maoisti che prevede la formazione di un governo ad interim comune ed il disarmo dei soldati di entrambe la parti. La firma pone fine ad una ribellione sanguinosa che dura da circa 10 anni.

I negoziatori spiegano che il nuovo governo verrà formato il prossimo 1° dicembre. Subito dopo, è prevista la stesura di una nuova Costituzione che rivedrà i poteri della monarchia, uno dei punti più contestati dai maoisti.

Per Ram Chandra Poudel, che ha condotto i negoziati per conto del governo, la decisione "apre la porta alla creazione di un nuovo Nepal", mentre per Annata, leader del ribelle Esercito di liberazione popolare, "l'accordo fa entrare il Paese in una nuova era".

I termini dell'accordo prevedono che il Partito nepalese del Congress, il più grande del Paese, abbia 75 dei 330 seggi disponibili nel nuovo Parlamento mentre il Partito comunista – che unisce i marxisti-leninisti di governo ed i ribelli – ne ha ottenuti 73. Gli scranni rimanenti verranno divisi fra gli altri 5 Partiti che attualmente compongono il panorama politico del Nepal.

Krishna Prasad Sitaula, ministro dell'Interno, spiega che "le armi dei ribelli saranno chiuse in dei magazzini sorvegliati dai soldati delle Nazioni Unite e lo stesso accadrà a quelle dell'esercito regolare". Il disarmo delle milizie è stato uno dei punti più discussi nel corso del lungo processo di riavvicinamento politico: dal 1996 ad oggi, la guerriglia ha ucciso più di 12.500 persone.

Quello firmato oggi è il terzo accordo di pace: i primi due, del 2001 e del 2003, sono falliti ed hanno riportato la violenza nel Paese.

Secondo alcuni analisti, quello di oggi è invece destinato a durare, dato che prevede l'avvento di un governo multi-partitico che ha ridotto notevolmente i poteri del re Gyanendra, considerato dai ribelli uno dei principali responsabili del conflitto.

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