26 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 10/08/2012
NEPAL
Nepal, il governo blocca l'emigrazione delle donne nei Paesi del Golfo
di Kalpit Parajuli
Il divieto riguarda le lavoratrici con meno di 30 anni. Il bando avviene in seguito ai continui casi di abusi sessuali e maltrattamenti subiti dalle donne in Arabia Saudita, Qatar e Kuwait.

Kathmandu (AsiaNews) - Il governo nepalese vieta alle donne sotto i 30 anni di emigrare  nei Paesi del Golfo Persico. La decisione è stata resa nota ieri. Le autorità hanno giustificato il bando con i numerosi casi di abusi sessuali, maltrattamenti e sfruttamento sul posto di lavoro avvenuti in questi anni nei Paesi arabi.

Nel febbraio 2011 il Nepal ha acconsentito alle donne di migrare nei Paesi del Medio Oriente dopo 12 anni di divieto. Il bando era stato formulato in seguito al suicidio nel 1999 di una giovane domestica emigrata in Kuwait. La ragazza aveva subito per anni abusi sessuali da parte del datore di lavoro e dei suoi familiari.

Purna Chandra Bhattarai,  segretario del Ministero del lavoro e la gestione dei trasporti e in passato direttore generale del dipartimento per i migranti all'estero, sottolinea che "il bando sarà attivo finché non si avranno sviluppi significativi nella tutela dei nostri lavoratori nei Paesi del Golfo. Il divieto serve soprattutto a scoraggiare le donne a emigrare in questi Stati e a proteggere i nostri cittadini residenti nel mondo arabo". 

In totale sono oltre 4 milioni i cittadini nepalesi impiegati all'estero. Di questi  il 10% sono donne. Secondo l'Himalayan Time, quotidiano nepalese, le mete preferite dai migranti sono India e Paesi occidentali. Tuttavia, la crisi economica spinge sempre più persone a cercare lavoro anche nei Paesi arabi, nonostante i rischi e i divieti imposti dal governo. Molti di loro emigrano illegalmente. Nei Paesi del Golfo risiederebbero dai 20mila ai 70mila i cittadini nepalesi. Secondo l'ambasciata del Nepal in Qatar,  ogni settimana dalle due alle quattro donne contattano il personale diplomatico per chiedere aiuto. Molte scappano dai datori di lavoro e fuggono nelle ambasciate. La maggior parte dei casi si registra in Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, ma i maltrattamenti riguardano anche altri Paesi del Medio Oriente. Nel 2010, in Libano 15 domestiche si sono suicidate in seguito ad abusi sessuali.

Bishwa Khadka, direttore di Maiti Nepal, organizzazione per la tutela delle donne migranti, sostiene che la situazione nei Paesi arabi è molto critica e peggiora di anno in anno. "Abbiamo incontrato diverse domestiche - afferma - esse ci hanno raccontato di aver subito abusi sessuali dal loro datore di lavoro, che spesso le costringevano ad avere rapporti anche con altri uomini della famiglia o amici. Alcune vivevano come schiave, rinchiuse nel posto di lavoro e senza essere pagate". Diverse organizzazioni per i diritti delle donne fanno però notare che il divieto, difende solo le migranti regolari con meno di 30 anni. Inoltre, il governo non ha un piano efficiente per fermare il traffico illegale di uomini, che sfrutta l'apertura delle frontiere con l'India. Le più colpite dai maltrattamenti sono le donne che emigrano senza registrarsi negli appositi uffici. Nei Paesi arabi molti datori di lavoro preferiscono assumere clandestini o persone non in regola con i documenti, perché sono più restii a denunciare eventuali abusi e maltrattamenti. Oltre al Nepal, anche Filippine, Indonesia Sri Lanka e Kenia stanno rivedendo i rapporti con gli Stati del Golfo.

 

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
09/06/2011 NEPAL
Donne nepalesi vittime di prostituzione e schiavitù nei Paesi arabi
di Kalpit Parajuli
20/12/2013 NEPAL
Nepal, i soldi dei migranti sostengono l'economia. A costo di schiavitù e violenze
di Christopher Sharma
22/04/2013 QATAR
Qatar, milioni di "schiavi" per preparare i Mondiali di calcio del 2022
11/09/2014 NEPAL
Nepal, il governo ai migranti: Scegliete le nazioni cristiane, vi trattano meglio
di Christopher Sharma
26/07/2010 NEPAL – IRAQ
Iraq: Il Comando militare Usa rimpatria oltre 30mila migranti nepalesi
di Kalpit Parajuli

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate