26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 23/01/2010 10:48
INDONESIA
Nord Sumatra, bruciate due chiese protestanti: “troppi fedeli e troppe preghiere”
di Mathias Hariyadi
Almeno 1000 persone hanno appiccato l’incendio contro i luoghi della comunità pentecostale. Secondo i musulmani locali, i due edifici non avevano i permessi legali come “chiese”. Il Nahdlatul Ulama ammette le violenze di islamici radicali contro i cristiani. Nel 2009 in Indonesia, su 35 casi di violazione alla libertà religiosa, 28 sono contro i cristiani.

Jakarta (AsiaNews) – Una folla di almeno 1000 persone ha bruciato due chiese protestanti la scorsa notte a Sibuhuan (distretto di Padang Lawas, North Sumatra). L’incendio è il culmine di una tensione fra i fedeli e la comunità islamica locale, stanca di vedere “troppo fedeli e troppe preghiere” in un luogo non registrato come chiesa.
 
Il capo distretto di Padang Lawas, Basrah Lubis, afferma che “gli assalitori sono arrivati in un attimo. Il loro numero era enorme, più o meno un migliaio. Erano una folla irata perché l’amministrazione della chiesa non ha risposto alle loro richieste: cambiare l’uso degli edifici da ‘luoghi di preghiera’ a ‘edifici neutri’”.
 
Entrambe le due chiese bruciate – due costruzioni contigue - appartengono al Sinodo della Chiesa protestante di Batak (Huria Kristen Batak Protestan, Hkbp), e sono chiese pentecostali, i cui fedeli appartengono in maggioranza all’etnia Batak. Anche le loro liturgie, con danze e canti sono in lingua batak.
 
Secondo le forze dell’ordine, nessuno dei due edifici aveva il permesso di costruzione ed erano da considerare “luoghi di preghiera” e non “chiese”. In Indonesia, per costruire una chiesa occorre un procedimento legale particolare per ricevere i permessi (Izin Mendirikan Bangunan, Imb). Il percorso per ricevere tali permessi è duro e quasi sempre la comunità islamica boicotta il sorgere di nuove chiese. Per questo la mancanza di permessi legali è divenuta la fonte principale delle violenze dei musulmani contro i cristiani.
 
Secondo testimonianze locali, le prime schermaglie sono avvenute lo scorso Natale, quando un folto gruppo di residenti di Sibuhuan ha fatto un sit-in di protesta contro l’esistenza delle due chiese, che ha “troppi membri e disturbano i vicini”.
 
In effetti, i riti delle comunità pentecostali sono pieni di canti e di strumenti musicali ed è possibile che i servizi religiosi festivi abbiano recato disturbo ai locali, membri di un’altra religione.
Con affermazioni contraddittorie con le precedenti, i locali obbiettano pure che i tentativi della comunità di trasformare questi “luoghi di preghiera” in “vere e proprie chiese” sono ingiusti. “La base legale per dichiarare una chiesa è che il numero dei fedeli sia almeno di 60 membri. Ma questa comunità ha solo 23 membri”, afferma Basrah Lubis.
 
La comunità della Hkbp di Sibuhuan esiste fin dal 1982 e ancora oggi non riesce ad avere il permesso per trasformare i suoi edifici in vere e proprie chiese riconosciute. Basrah Lubis ammette che i non cristiani locali ostacolano il riconoscimento.
 
Ora che i due edifici sono in cenere, le comunità dell’Hkbp potranno partecipare ai servizi religiosi solo a Sosa, dove esistono tre chiese permanenti. Ma Sosa dista 28 chilometri da Sibuhuan.
Il rev. Gomar Gultom, segretario esecutivo del Sinodo delle Chiese cristiane in Indonesia (Pgi), fa notare che tutte queste violenze contro i cristiani avvengono perché alcuni gruppi islamici radicali si oppongono in ogni modo alla costruzione di luoghi di culto cristiani o cercano di frenare l’espressione pubblica delle altre fedi. “In Indonesia il cristianesimo è legale – dice – ma spesso i cristiani vengono minacciati”.
 
Proprio ieri a Jakarta, il prof. Said Agil Siradj, del Nahdlatul Ulama (NU), la più grande organizzazione musulmana (moderata) del Paese, ha presentato un rapporto del Wahid Institute per promuovere il pluralismo in Indonesia. Il rapporto mostra che nel 2009, su 35 casi di violazione alla libertà religiosa, 28 sono contro i cristiani. Il prof. Siradi afferma che le violenze contro i cristiani sono causate da piccoli gruppi islamici estremisti, la cui conoscenza “del vero islam è molto povera”.
 
Egli ha anche incoraggiato i cristiani a tenere buone relazioni con i musulmani, mostrando “sensibilità” verso di loro. Cercare di costruire una chiesa, va bene – ha detto – ma “è meglio e più saggio discutere il piano con la popolazione locale per ridurre al minimo i fraintendimenti”.
Intanto a Sibuhuan rimane alta la tensione. Il pastore della chiesa pentecostale è fuggito per timori di violenze.
 
Il pastore di Sosa, il rev. Rickson Nainggolan difende la comunità. L’incendio, egli afferma, serve per spaventare i cristiani e far cessare le loro attività. Egli punta il dito anche contro le forze dell’ordine che dal Natale scorso sapevano delle tensioni e non hanno fatto nulla per rendere sicura la situazione.
 
Il pastore contesta anche l’accusa secondo cui la chiesa non aveva i regolari permessi: “L’Hkbp di Sibuhuan esiste dal 1982 e possiede il suo Imb”. Ciò che la comunità ha fatto è “estendere l’edificio già esistente per ospitare il crescente numero di suoi fedeli. Ma i locali ci accusano di non avere il permesso e ci hanno costretto a terminare le nostre attività”.
Subandriya, capo della polizia della zona, afferma invece che l’edificio bruciato ieri “non è una chiesa, ma solo un ‘luogo di preghiera’”.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
01/10/2010 INDONESIA
Dopo 60 anni, inaugurata oggi la chiesa di santa Teresa in Central Java
di Mathias Hariyadi
29/08/2005 INDONESIA
West Java, estremisti islamici chiudono con la forza una cappella cattolica
di Andy Supriyadi
16/06/2007 INDONESIA
Chiese domestiche ancora nel mirino a West Java
15/11/2005 INDONESIA
East Java, telefonate minatorie a una chiesa cattolica
05/10/2004 INDONESIA
Una suora a Sang Timur: "Armi in pugno gli islamici vogliono chiudere la chiesa e la scuola"
di Mathias Hariyadi

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate