Manipur, figlio del pastore Sitlhou perdona gli uccisori come segno di pace
L'appello ai funerali dei tre leader battisti uccisi nei giorni scorsi nei nuovi scontri tra i gruppi tribali dei Kuki-Zo e Naga: “Perdono quanti hanno ucciso mio padre nel nome del Signore e nella prospettiva del più ampio interesse della pace”. Il religioso ucciso si era speso per la riconciliazione tra i due gruppi. Preoccupazione per 6 persone ancora in ostaggio.
Imphal (AsiaNews) - Haominlun Sitlhou, il figlio del rev. Vumthang Sitlhou - uno dei tre leader battisti uccisi nei giorni scorsi in un’imboscata in India nella tormentata regione del Manipur - ha pubblicamente perdonato i responsabili che hanno brutalmente assassinato suo padre.
La dichiarazione è stata fatta durante la cerimonia funebre dei tre leader religiosi freddati a colpi d’arma da fuoco il 13 maggio mentre tornavano da un incontro religioso a Churachandpur. Migliaia di persone in lutto si sono radunate nel campus della Thadou Baptist Association India a Motbung per rendere loro l’ultimo omaggio.
Durante il funerale, Haominlun Sitlhou si è rivolto alla folla in lutto con parole che molti osservatori hanno definito straordinarie sia per il coraggio sia per la profonda convinzione spirituale. Ha dichiarato: “Perdono coloro che hanno ucciso mio padre nel nome del Signore e nella prospettiva del più ampio interesse della pace”.
Haominlun ha fatto appello alla riconciliazione tra le comunità colpite dalla violenza in corso nel Manipur. Ha invitato le persone a respingere l’odio e a continuare la missione di pace alla quale suo padre aveva dedicato la propria vita.
Il rev. Vumthang Sitlhou era una figura molto nota di collegamento tra le comunità cristiane tribali della regione. Secondo alcune fonti, aveva recentemente partecipato a consultazioni di pace che coinvolgevano leader cristiani Kuki-Zo e Naga e sosteneva il dialogo nel contesto delle crescenti tensioni etniche nel Manipur che oggi vedono scontrarsi tra loro i due gruppi tribali per il controllo delle colline, problema annoso di questa regione riacutizzato dai tre anni di forti tensioni con i Meitei, la popolazione a maggioranza indù che vive nelle pianure intorno a Imphal.
Durante il suo intervento, Haominlun ha rivolto un appello alle principali organizzazioni civili naga, tra cui lo United Naga Council (UNC), la Naga People’s Organisation (NPO) e la Senapati District Students’ Association (SDSA), chiedendo loro di contribuire a garantire il rilascio di sei ostaggi che sono ancora trattenuti in relazione ai disordini dei giorni scorsi. Ha descritto tali passi come necessari per ristabilire la pace e l’umanità nella regione.
L’uccisione del rev. Sitlhou ha suscitato dolore e cordoglio al di là delle divisioni comunitarie anche per la sua storia personale. Sua madre apparteneva alla comunità Rongmei Naga, uno dei gruppi il cui rapporto con il popolo Kuki-Zo è stato fortemente segnato da tensioni. Suo padre, il defunto pastore Pakho Sitlhou, aveva dedicato gran parte del proprio ministero alla comunità Rongmei Naga e aveva tradotto canti gospel kuki nella lingua rongmei.
Nelle settimane precedenti alla sua morte, il rev. Sitlhou era stato uno dei più attivi promotori del dialogo e della riconciliazione tra i cristiani Kuki e Naga nel Manipur.
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