03/07/2009, 00.00
RUSSIA
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Ortodossia russa: identità etnica o religiosa?

Una ricerca rileva che il 72,6% degli abitanti della Federazione si considera ortodosso, ma solo il 3% di essi va in chiesa ogni settimana. Per il prof. Filipp, docente di storia della Chiesa all’università statale di Mosca, i dati evidenziano il bisogno di un’adeguata formazione delle guide religiose di tutte le confessioni presenti nella Federazione.
Berlino (AsiaNews/Agenzie) - “Sono russo perciò sono ortodosso”. La sociologa Natalia Zorkaia, dell’ong Levada Center, sintetizza così il risultato della ricerca condotta tra la popolazione della Federazione intitolato “Religiosità e religione in Russia”. In essa si rileva che oltre il 72% di dichiara ortodosso, ma solo il 3% va in chiesa almeno una volta la settimana. Un’lat percentuale segue con molta libertà i precetti della propria fede.
 
La ricerca, commissionata dall’organizzazione cattolica Renovabis, è nata con l’intento di “osservare il ritorno del fenomeno religioso nell’est Europa e niente più”, spiega Christopher Dam rappresentante dell’organismo che ha base a Berlino. La Zorkaia afferma che, dalle interviste ad un campione selezionato di 1600 persone, è emerso che “l’ortodossia nella Russia contemporanea costituisce un’identità etnica piuttosto che religiosa”.
 
Le cifre, presentate a fine giugno in una conferenza stampa a Berlino, rilevano che il 72.6% degli interpellati si dichiara ortodosso e solo il 7,3% afferma di essere ateo. Le persone che affermano di aderire ad altre confezioni cristiane, incluso il cattolicesimo, sono l’1,2%, mentre ebraismo, islam e buddismo raccolgono il 6,3% degli intervistati.
 
Dalla ricerca del Levada Center emerge tuttavia che tra coloro che si considerano ortodossi solo il 42% afferma di credere in Dio “incondizionatamente”. L’indagine rileva inoltre che di questi il 55% frequenta la chiesa in occasione delle feste principali, solo il 3% la visita ogni settimana mentre il 12% non si reca mai in chiesa. Anche il rispetto delle norme e dei precetti, come il digiuno, la confessione e la preghiera, ripropongono questi dati
 
Hegumen Filipp, docente di Storia della Chiesa alla Università statale Mgu di Mosca, afferma che dai risultati della ricerca si ricava che “la gente va in chiesa carica di credenze personali e superstizioni che cerca di far entrare nella vita della chiesa stessa”. Il lavoro promosso da Renovabis aiuta a comprendere lo sviluppo dal fenomeno religioso dalla fine dei divieti di epoca sovietica. Per quanto riguarda l’ortodossia in particolare, serve a comprendere il periodo trascorso sotto il patriarcato Alessio II.
 
Per Filipp la fotografia della situazione indica un compito tanto per il clero ortodosso quanto per i responsabili delle altre religioni del Paese. Il docente, che ha partecipato al lavoro di stesura del questionario, considera fondamentale il lavoro di formazione del clero. Un’adeguata educazione delle persone a cui affidata la guida delle diverse comunità di fedeli è l’unica modalità per accrescere una vera esperienza religiosa tra i laici ed una maggior coscienza del significato della loro fede.
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