10 Febbraio 2012         
Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. |




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 28/08/2008 17:01
ITALIA - INDIA
PIME: digiuno e preghiera in unione coi cristiani dell'India
Veglia il 5 settembre alle ore 18 a Milano. Una lettera di solidarietà al card. Vithayathil, presidente della Conferenza dei vescovi indiani. Con una proposta ai politici italiani.

Milano (AsiaNews) - Una veglia pubblica di preghiera e digiuno a Milano come gesto di vicinanza ai cristiani dell’Orissa. È l’iniziativa che il Centro di cultura e attività missionaria del Pime di Milano - di fronte alla gravità delle notizie che continuano ad arrivare dall’India - ha indetto per il 5 settembre, giorno in cui si celebra la festa liturgica della beata Madre Teresa di Calcutta. Un gesto per esprimere vicinanza alla Chiesa cattolica indiana, che per domenica 7 settembre ha indetto proprio una giornata di digiuno e preghiera in tutte le diocesi del Paese. La veglia si terrà alle 18 presso la chiesa di San Francesco Saverio, in via Monte Rosa 81 a Milano.

 L’annuncio dell’iniziativa è contenuto in una lettera che padre Gian Paolo Gualzetti, direttore del Centro di cultura e attività missionaria del Pime di Milano, ha inviato in queste ore al presidente della Conferenza episcopale indiana, il cardinale Varkey Vithayathil, arcivescovo maggiore di Ernakulam-Ankamaly. «In quest’ora di dolore che ha colpito la Chiesa indiana tutta, come cittadini e cattolici italiani intendiamo manifestare, attraverso di Lei, la nostra solidarietà e vicinanza nella preghiera ai cristiani dell’India».

 La veglia di digiuno e preghiera vuole unirsi alle parole di Benedetto XVI che ieri, all’udienza generale in Vaticano, ha pregato per i cristiani dell’Orissa affinché «il Signore li accompagni e sostenga in questo tempo di sofferenza e dia loro la forza di continuare nel servizio d’amore in favore di tutti». Inoltre - nel giorno della festa della beata Madre Teresa di Calcutta - vuole porsi in ascolto della testimonianza luminosa che viene offerta anche in queste ore difficile dalle sue religiose: «È doloroso che le persone che noi serviamo, a cui facciamo del bene, facciano queste cose – ha dichiarato la superiora delle Missionarie della Carità, suor Nirmala Joshi, commentando i fatti dell’Orissa -. Ma dobbiamo perdonare e andare avanti, con gli occhi fissi alla nostra missione».

 L’iniziativa vuole infine essere anche un’occasione per denunciare il silenzio colpevole che finora (con l’eccezione delle testate cattoliche, in particolare missionarie) ha accompagnato il dramma dei cristiani dell’India. Perché quella dell’Orissa è una tragedia annunciata. Nel maggio scorso la nostra rivista Mondo e Missione aveva pubblicato un reportage dal titolo eloquente: «Orissa, i perseguitati di serie B». In quelle pagine si denunciava con dovizia di particolari le sofferenze e le minacce contro i cristiani che continuavano anche mesi dopo i tragici fatti di Natale. E l’arcivescovo di Bhubaneswar Raphael Cheennah raccontava la solitudine del proprio gregge con una frase eloquente: «L’India di oggi è un mercato che fa gola a tutti - spiega -. Ci sono grandi interessi economici, tutti vogliono avere buone relazioni con noi. In una situazione del genere ciò che accade alle minoranze non interessa a nessuno». Venerdì 5 al Pime ci si incontrerà a pregare e digiunare anche per chiedere alla politica italiana gesti che vadano oltre le generiche parole di solidarietà. Ad esempio: dopo le violenze di dicembre il governo locale ha impedito all’arcidiocesi di Bhubaneswar di ricevere aiuti dall’estero per ricostruire case, chiese e scuole bruciate. Chiediamo all’Italia di mobilitarsi perché - dopo la tragedia - non si ripeta anche questa beffa.

 Per informazioni:

Mondo e Missione: 02/43.822.317

mondoemissione @pimemilano.com

Ecco il testo completo della Lettera al card. Vithayathil:

A Sua Eminenza

cardinale Varkey Vithayathil,

arcivescovo maggiore di Ernakulam-Ankamaly

presidente della Conferenza episcopale indiana

 

Eminenza reverendissima

Siamo sconcertati dalle terribili notizie di massacri e devastazioni che hanno colpito nelle ultime settimane varie zone dell’Orissa e visto numerosi cristiani cadere vittime delle violenze.

Siamo colpiti, come cittadini del mondo, dall’ondata di odio che si sta abbattendo contro tante donne e uomini, poveri e inermi, per mano di persone indottrinate da ideologie basate sull’esclusione e sull’intolleranza. Siamo sconvolti dal fatto che episodi di sangue e terrore abbiano luogo in una terra - l’India - che ha dato i natali al padre della non-violenza, il Mahatma Gandhi, verso la cui saggezza e profezia tutto il mondo è debitore.

In modo particolare, siamo profondamente amareggiati nello scoprire che tra le vittime dell’odio ci siano tanti nostri fratelli e sorelle nella fede, che nessun’altra colpa hanno se non quella di credere al Vangelo di Gesù e alla potenza liberatrice del suo messaggio.

Eminenza, in quest’ora di dolore che ha colpito la Chiesa indiana tutta, come cittadini e cattolici italiani intendiamo manifestare, attraverso di Lei, la nostra solidarietà e vicinanza nella preghiera ai cristiani dell’India e ai missionari e missionarie che tra loro hanno lavorato e lavorano. Vogliamo farLe sentire l’affetto di tanti cristiani italiani che in questi giorni hanno seguito col fiato sospeso le dolorose vicende dell’Orissa.

Il nostro pensiero va - in particolare - alle comunità cristiane delle zone colpite. Chiediamo al Signore che sia loro vicino, per sostenere la loro fedeltà al Vangelo anche nell’ora della Croce. Preghiamo perché mai - anche in momenti così difficili, quando si palesa l’ostilità - l’odio o il desiderio di vendetta prendano il sopravvento sulla capacità di perdonare, sulla scia del Maestro. E perché la testimonianza cristiana possa continuare a essere offerta, gratuitamente e liberamente, a ogni uomo e a ogni donna del vostro grande Paese.

Con questi sentimenti - facendo nostro l’invito da Lei rivolto alle comunità locali - il 5 settembre, giorno della festa liturgica della beata Madre Teresa di Calcutta, anche noi ci riuniremo a Milano per un momento pubblico di digiuno e preghiera in solidarietà con i cristiani dell’Orissa.

Come cittadini italiani, inoltre, ci impegniamo a far arrivare ai nostri politici la richiesta di maggiori pressioni sul governo indiano affinché il rispetto della libertà religiosa, proclamato dalla Costituzione indiana, sia realmente garantito in ogni zona del Paese.

Osiamo sperare che l’India - da tempo assurta al ruolo di protagonista sulla scena internazionale ed esempio di democrazia per il mondo intero - trovi in quest’ora dolorosa la forza per riscoprire nella pacifica coesistenza tra fedi e culture diverse, che appartiene al suo patrimonio storico, la ricchezza più preziosa da portare in dote al mondo di oggi.

 

padre GianPaolo Gualzetti

Direttore del Centro di cultura e attività missionaria PIME

- Milano -

 

28 agosto 2008

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
13/10/2008 INDIA - VATICANO
Chiesa bruciata a Bangalore. Cristiani dell’Orissa confortati dalla preghiera del papa
di Nirmala Carvalho
24/09/2008 INDIA - EU
La cristianofobia in India e nel Parlamento europeo
31/01/2006 India - Vaticano
Deus caritas est: l'aiuto dei cristiani sotto falso nome per evitare la persecuzione
27/08/2008 VATICANO
Papa: in India autorità religiose e civili operino per fermare la violenza
07/01/2009 INDIA
La Corte suprema chiede al governo dell’Orissa più protezione per i cristiani
di Nirmala Carvalho

In evidenza
CINA - VATICANO
Qual è il vero bene per la Chiesa in Cina
di Card. Joseph Zen Ze-kiunAlla vigilia di un importante incontro a Roma su “Gesù nostro contemporaneo”, il card. Zen chiede a tutti i cattolici di aiutare la Chiesa in Cina (e soprattutto i suoi vescovi ufficiali) di uscire dall’ambiguità, seguendo Benedetto XVI e di “disfarsi” di organismi nemici della fede (v. Associazione patriottica, ufficio affari religiosi, ecc.), che controllano e soffocano i fedeli. La Chiesa cinese è sull’orlo di uno scisma dovuto a “mercanteggiamenti” fra la fede cattolica e il potere politico. Il sottotitolo di questo articolo (voluto dall’autore) è:”In dialogo con la Comunità di Sant’Egidio e con Gianni Valente di 30Giorni”.
CINA – VATICANO
Mons. Savio Hon: Libertà per i vescovi e i sacerdoti arrestati, fa bene anche alla Cina
di Bernardo CervelleraAnche se il governo non dà risposte né alla Santa Sede, né ai diplomatici, né ad amici del Vaticano e della Cina, è importante che “nessuno li dimentichi”. La risposta ufficiale del governo cinese quando si chiedono notizie è sempre: “Non sappiamo”. “Occorre anzitutto pregare”, “ma occorre anche appellarsi a coloro che li detengono”.
CINA - VATICANO
Appello: Vescovi e sacerdoti scomparsi o detenuti in prigione, a casa per il Capodanno cinese
di Bernardo CervelleraIn occasione dell’Anno del Dragone, AsiaNews chiede al presidente Hu Jintao e all’ambasciatore Ding Wei la liberazione di tre vescovi e sei sacerdoti cinesi scomparsi nelle mani della polizia o nei campi di lavori forzati.

Dossier


Libri
Augusto Colombo. Apostolo dei paria
di Piero Gheddo
pp. 320

Matteo Ricci: missione e ragione. Una biografia intellettuale
di Gianni Criveller
pp. 132

Bioetica religioni missioni
di Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432

Matteo Ricci e Giulio Aleni, due vite incrociate
di Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176

Missione Bengala
155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI 
di Piero Gheddo
pp. 480

La Cina di Mao processa la Chiesa
di Angelo S.Lazzarotto
pp. 528


Il rovescio delle medaglie
di Bernardo Cervellera
pp. 240


Il Vescovo partigiano
EMI 2007 pp. 448
di Piero Gheddo


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate