27/01/2006, 00.00
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Palestina, deputato cattolico di Fatah: è ancora possibile un cammino di pace

Parla Bernard Sabela, eletto a Gerusalemme: per non deludere gli elettori Hamas deve portare avanti il processo di pace con Israele. "Premature" le preoccupazioni sulla sharia.

Gerusalemme (AsiaNews) – All'interno del nuovo governo palestinese c'è chi ha fiducia in un dialogo tra Hamas e Israele. Il prof. Bernard Sabela, cattolico, eletto deputato nella lista di Fatah, è "ottimista": se Hamas non vuole deludere i suoi elettori dovrà portare avanti il processo di pace, i palestinesi vogliono stabilità. Poi rassicura i cristiani: prematuro parlare di sharia.

Sabela, anche professore all'Università pontificia di Betlemme, ha vinto uno dei due seggi assegnati ai cristiani a Gerusalemme. Il politico reputa le elezioni del 25 gennaio "una vittoria prima che per Hamas, per la democrazia". "La gente ha scelto – dice – e ora Hamas deve rispondere alle sue esigenze e prendere decisioni in tempi brevi". "Se i suoi leader sono sinceri nell'intento di aiutare la popolazione, Hamas deve rispondere alle richieste dei palestinesi che l'hanno votata". Per questo Sabela si dice "fiducioso" che un cammino verso la pace sia ancora possibile: "Il governo non può scindere il piano sociale da quello politico e per assicurare stabilità, educazione, lavoro, combattere la crisi economica, c'è bisogno di avere un'agenda che preveda fine all'incubo dell'occupazione e proseguimento del processo di pace". "Se sei a capo del processo politico e la gente ha bisogno di servizi, stabilità, andare avanti con la vita quotidiana, tu devi riuscire a far funzionare il processo politico" aggiunge.

Come in Fatah, all'interno di Hamas ci sono posizioni differenti moderate o più estremiste: "Ci sarà, mi auguro in tempi brevi, un processo interno al partito, perché si delinei una linea più decisa. Sono ottimista e penso che la ragione prevarrà".

Lo stesso Fatah – finora alla guida dell'Autorità nazionale palestinese – ha bisogno di esamonare la sua situazione: "Dove abbiamo sbagliato, cosa dobbiamo cambiare e riformare per diventare più forti".

Secondo Sabela è ancora troppo presto per prevedere che tipo di rapporto si realizzerà tra i due principali schieramenti all'interno del futuro governo. "Sicuramente lasceremo che a formare il governo sia il partito di maggioranza".

Il professore definisce "premature" le preoccupazioni espresse all'indomani del voto da alcuni cristiani circa il rischio dell'introduzione della legge islamica. E assicura: "Non vedo panico tra i palestinesi cristiani e sono sicuro che nella remota eventualità della proposta, in Consiglio legislativo faremo valere le nostre posizioni".

Rispetto alle posizioni di Israele, che ribadisce di non voler trattare con Hamas, il professore ricorda che già in passato questo atteggiamento c'era stato verso l'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina), definita organizzazione terrorista, ma poi ha accettato di trattare. "Con Hamas potrebbe succedere la stessa cosa solo che la situazione ora è più urgente: dobbiamo raggiungere in tempi brevi il tavolo delle trattative, non si può rimandare".

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