13 Dicembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 30/11/2017, 13.35

    BANGLADESH – VATICANO

    Papa in Bangladesh: Paese di armonia religiosa e generosità per i Rohingya



    La comunità internazionale “attui misure efficaci” per la crisi dei Rohingya, sia sul piano politico che offrendo “immediata assistenza materiale” al Bangladesh. “Eloquente nella comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dhaka, e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”.

    Dhaka (AsiaNews) – “È necessario” che la comunità internazionale “attui misure efficaci” per la crisi dei Rohingya, sia sul piano politico che offrendo “immediata assistenza materiale” al Bangladesh - “noto per l’armonia che tradizionalmente è esistita tra i seguaci di varie religioni”- che sta generosamente aiutando centinaia di migliaia di profughi. Nel suo primo discorso in Bangladesh, dove è giunto alle 10, ora locale, papa Francesco ha affrontato quello che è attualmente il problema più grave del Paese, del quale ha anche lodato “l’armonia tra le religioni” evidenziata anche dalla “comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dhaka, e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”.

    Francesco ha espresso le sue considerazioni nell’incontro nel Palazzo presidenziale a Dhaka con le autorità politiche e religiose, i membri del corpo diplomatico e i rappresentanti della società civile.

    In precedenza, al suo arrivo, Francesco era stato accolto dal presidente della Repubblica Abdul Hamid (nella foto) – col quale nel pomeriggio ha avuto un incontro - presenti anche gruppi che hanno eseguito danze tradizionali e una quarantina di bambini. Dopo la cerimonia di benvenuto, il Papa ha visitato il National Martyr’s Memorial di Savar e ha reso omaggio al Padre della nazione nel Bangabandhu Memorial Museum.

    Nel successivo saluto alle autorità, Francesco ha innanzi tutto ricordato di essere il terzo papa che visita il Paese, dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II, il che mostra come  il Bangladesh “ha sempre avuto un posto speciale nel cuore dei Papi, che fin dal principio hanno espresso solidarietà con il suo popolo, intesa ad accompagnarlo nel superare le difficoltà iniziali, e lo hanno sostenuto nell’esigente compito di costruire la nazione e il suo sviluppo”.

    Il “Golden Bengal”, ha detto ancora, “è una nazione che si sforza di raggiungere un’unità di linguaggio e di cultura nel rispetto per le diverse tradizioni e comunità, che fluiscono come tanti rivoli e ritornano ad arricchire il grande corso della vita politica e sociale del Paese”.

    Il presidente Sheikh Mujibur Rahman (primo ministro dopo l’indipendenza, ndr)  “ha immaginato una società moderna, pluralistica e inclusiva, in cui ogni persona e ogni comunità potesse vivere in libertà, pace e sicurezza, nel rispetto dell’innata dignità e uguaglianza di diritti di tutti. Il futuro di questa giovane democrazia e la salute della sua vita politica sono essenzialmente connessi alla fedeltà a questa visione fondativa. Infatti, solo attraverso un dialogo sincero e il rispetto della legittima diversità un popolo può riconciliare le divisioni, superare prospettive unilaterali e riconoscere la validità di punti di vista differenti. Perché il vero dialogo guarda al futuro, costruisce unità nel servizio del bene comune ed è attento ai bisogni di tutti i cittadini, specialmente dei poveri, degli svantaggiati e di coloro che non hanno voce”.

    “Nei mesi scorsi, lo spirito di generosità e di solidarietà che caratterizza la società del Bangladesh si è manifestato molto chiaramente nel suo slancio umanitario a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine, provvedendoli di un riparo temporaneo e delle necessità primarie per la vita. Questo è stato fatto con non poco sacrificio. Ed è stato fatto sotto gli occhi del mondo intero. Nessuno di noi può mancare di essere consapevole della gravità della situazione, dell’immenso costo richiesto di umane sofferenze e delle precarie condizioni di vita di così tanti nostri fratelli e sorelle, la maggioranza dei quali sono donne e bambini, ammassati nei campi-profughi. È necessario che la comunità internazionale attui misure efficaci nei confronti di questa grave crisi, non solo lavorando per risolvere le questioni politiche che hanno condotto allo spostamento massivo di persone, ma anche offrendo immediata assistenza materiale al Bangladesh nel suo sforzo di rispondere fattivamente agli urgenti bisogni umani”.

    Domani la preghiera di tutte le religioni

    Francesco ha poi definito “un momento privilegiato” della sua visita nel Paese l’incontro che avrà domani a Ramna con i responsabili ecumenici e interreligiosi. “Insieme pregheremo per la pace e riaffermeremo il nostro impegno a lavorare per la pace. Il Bangladesh è noto per l’armonia che tradizionalmente è esistita tra i seguaci di varie religioni. Questa atmosfera di mutuo rispetto e un crescente clima di dialogo interreligioso consentono ai credenti di esprimere liberamente le loro più profonde convinzioni sul significato e sullo scopo della vita. Così essi possono contribuire a promuovere i valori spirituali che sono la base sicura per una società giusta e pacifica. In un mondo dove la religione è spesso – scandalosamente – mal utilizzata al fine di fomentare divisione, questa testimonianza della sua forza di riconciliazione e di unione è quanto mai necessaria. Ciò si è manifestato in modo particolarmente eloquente nella comune reazione di indignazione che ha seguito il brutale attacco terroristico dell’anno scorso qui a Dhaka, e nel chiaro messaggio inviato dalle autorità religiose della nazione per cui il santissimo nome di Dio non può mai essere invocato per giustificare l’odio e la violenza contro altri esseri umani nostri simili”.

    “I cattolici del Bangladesh, anche se relativamente pochi di numero, tuttavia cercano di svolgere un ruolo costruttivo nello sviluppo del Paese, specialmente attraverso le loro scuole, le cliniche e i dispensari. La Chiesa apprezza la libertà, di cui beneficia l’intera nazione, di praticare la propria fede e di realizzare le proprie opere caritative, tra cui quella di offrire ai giovani, che rappresentano il futuro della società, un’educazione di qualità e un esercizio di sani valori etici e umani. Nelle sue scuole la Chiesa cerca di promuovere una cultura dell’incontro che renderà gli studenti capaci di assumersi le proprie responsabilità nella vita della società. In effetti, la grande maggioranza degli studenti e molti degli insegnanti in queste scuole non sono cristiani, ma provengono da altre tradizioni religiose. Sono certo che, in accordo con la lettera e lo spirito della Costituzione nazionale, la Comunità cattolica continuerà a godere la libertà di portare avanti queste buone opere come espressione del suo impegno per il bene comune”.

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    06/12/2017 11:09:00 VATICANO
    Papa: in Myanmar e Bangladesh ho incoraggiato dialogo e testimonianza

    Ripercorrendo le tappe del viaggio concluso nei giorni scorsi, Francesco ricorda che in Myanmar ha auspicato “che tutte le diverse componenti della nazione, nessuna esclusa, possano cooperare” e in Bangladesh  solidarietà per l’aiuto ai Rohingya e “l’esigenza” che “sia sempre tutelata la libertà religiosa”.



    05/10/2017 15:43:00 BANGLADESH – VATICANO
    Card. D’Rozario: papa Francesco sarà ‘pellegrino per l’anima del popolo’ del Bangladesh

    Il pontefice è atteso dal 30 novembre al 2 dicembre 2017. È la prima visita dopo quella di Giovanni Paolo II nel 1986. Una visita di Stato e per la cura pastorale dei cristiani e musulmani. Stimolo al dialogo tra le comunità religiose. L’intervista all’arcivescovo di Dhaka.



    01/12/2017 10:25:00 BANGLADESH-VATICANO
    Il Bangladesh pellegrino alla messa con papa Francesco (video)

    Stamattina la messa al Suhrawardi Udyan Park di Dhaka. Ordinati 16 sacerdoti. Presenti più di 70mila persone. Tra i partecipanti, anche alcuni lebbrosi di Khulna. Un gruppo dalla parrocchia di Mohespur ha trascorso 15 ore in viaggio. Le speranze delle giovani lavoratrici. L’impegno di un neo-consacrato.  Dalla nostra inviata.



    01/12/2017 08:29:00 BANGLADESH-VATICANO
    Papa in Bangladesh: Il grazie ai 90mila fedeli; la preghiera per i 16 neo-ordinati

    Alla sua prima messa a Dhaka, papa Francesco ringrazia i cattolici, venuti anche ““da lontano, in un viaggio di più di due giorni”. La celebrazione nel luogo dove Mujibur Rahman ha proclamato la nascita del Bangladesh.



    02/12/2017 12:46:00 BANGLADESH-VATICANO
    Papa: Giovani del Bangladesh, impavidi, la sapienza di Dio rafforza la speranza

    All’incontro coi giovani, sono presenti 7mila cattolici, oltre a membri di altre religioni. Canti e danze per l’accoglienza e le testimonianze di un ragazzo e una ragazza. “Siete sempre pieni di entusiasmo, e mi sento ringiovanire ogni volta che vi incontro”. Per “non girovagare senza meta”, occorre affidarsi alla sapienza di Dio, che “ci aiuta a riconoscere e respingere le false promesse di felicità”. Tale sapienza “apre agli altri”, fa apprezzare la cultura degli anziani, “ci aiuta ad affrontare il futuro con coraggio”.





    In evidenza

    MEDIO ORIENTE - USA
    Gerusalemme capitale, cristiani in Medio oriente contro Trump: distrugge le speranze di pace



    Il patriarcato caldeo critica una scelta che “complica” la situazione e alimenta “conflitti e guerre”. Il card. Raï parla di “decisione distruttiva” che viola le risoluzioni internazionali. Il papa copto Tawadros II cancella l’incontro col vice-presidente Usa Pence. Continua la protesta “rassegnata” dei palestinesi. Attivisti israeliani: gli Usa hanno abdicato al ruolo di mediatori nella regione. 

     


    CINA
    Le false promesse di Xi Jinping e la cacciata della ‘popolazione più bassa’ da Pechino

    Willy Wo-Lap Lam

    Decine di migliaia di migranti e le loro famiglie sono stati espulsi e mandati via dalla capitale. Eppure al recente Congresso del Partito, il presidente Xi ha promesso sostegno e aiuti contro la povertà. Nessuna ricompensa e nessun aiuto legale o caritativo per gli sfollati. Esiste nel Paese un “darwinismo sociale”, che condanna all’emarginazione le classi rurali e fa godere di privilegi e aiuti le classi cittadine. Per gentile concessione della Jamestown Foundation.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®