22/09/2018, 12.30
VATICANO-LITUANIA
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Papa nei Paesi baltici: Lituania, modello per l’Unione europea

All’inizio del suo viaggio nei Paesi baltici, papa Francesco ricorda i 25 anni dal viaggio di san Giovanni Paolo II. La Lituania ha una popolazione di circa 2,9 milioni, dei quali il 79% è cattolico.“Ospitare le differenze” è il modello vissuto dalla Lituania nel suo passato, da riproporre oggi al mondo. I giovani “sono non solo il futuro, ma il presente di questa Nazione, se rimangono uniti alle radici del popolo”.

Vilnius (AsiaNews) – La Lituania, che nella sua storia è sempre stata capace di “ospitare le differenze”, può offrirsi come modello di convivenza “alla comunità internazionale e in particolare all’Unione Europea”. Così papa Francesco ha salutato il popolo lituano nel suo primo discorso, tenuto stamane nel piazzale antistante il palazzo presidenziale di Vilnius.

Il pontefice è partito stamattina da Roma per un viaggio nei Paesi Baltici (Lituania, Estonia, Lettonia) che durerà fino al 25 settembre. Arrivato all’aeroporto della capitale lituana, è stato accolto dalla presidente Dalia Grybauskaitė e insieme hanno raggiunto il palazzo presidenziale. Dopo un colloquio privato, Francesco ha incontrato le autorità, il corpo diplomatico e rappresentante della società civile: in tutto, alcune migliaia di persone. La Lituania ha una popolazione di circa 2,9 milioni, dei quali il 79% è cattolico.

Nel suo discorso, dopo aver ricordato il pellegrinaggio compiuto da Giovanni Paolo II 25 anni fa, il papa ha esortato i lituani “a fare proprie le lotte e le realizzazioni del passato e onorare nel presente la memoria dei padri”, a un secolo dalla dichiarazione d’indipendenza del Paese. È stato “un secolo segnato da molteplici prove e sofferenze che avete dovuto sopportare (detenzioni, deportazioni, persino il martirio)”, ma anche dalla capacità di “ospitare, accogliere, ricevere popoli di diverse etnie e religioni. Tutti hanno trovato in queste terre un posto per vivere: lituani, tartari, polacchi, russi, bielorussi, ucraini, armeni, tedeschi...; ortodossi, cattolici, protestanti, vetero-cattolici, musulmani, ebrei...; sono vissuti insieme e in pace fino all’arrivo delle ideologie totalitarie che spezzarono la capacità di ospitare e armonizzare le differenze seminando violenza e diffidenza”.

“Guardando – ha continuato - allo scenario mondiale in cui viviamo, dove crescono le voci che seminano divisione e contrapposizione – strumentalizzando molte volte l’insicurezza e i conflitti – o che proclamano che l’unico modo possibile di garantire la sicurezza e la sussistenza di una cultura sta nel cercare di eliminare, cancellare o espellere le altre, voi lituani avete una parola originale vostra da apportare: ‘ospitare le differenze’. Per mezzo del dialogo, dell’apertura e della comprensione esse possono trasformarsi in ponte di unione tra l’oriente e l’occidente europeo. Questo può essere il frutto di una storia matura, che come popolo voi offrite alla comunità internazionale e in particolare all’Unione Europea”.

Un ulteriore pensiero è rivolto ai giovani, “che sono non solo il futuro, ma il presente di questa Nazione, se rimangono uniti alle radici del popolo”. “La Lituania che essi sognano si gioca nella costante ricerca di promuovere quelle politiche che incentivino la partecipazione attiva dei più giovani nella società. Senza dubbio, questo sarà seme di speranza, poiché porterà ad un dinamismo nel quale l’’anima’ di questo popolo continuerà a generare ospitalità: ospitalità verso lo straniero, ospitalità verso i giovani, verso gli anziani, che sono la memoria viva, verso i poveri, in definitiva, ospitalità al futuro”.

Francesco ha infine assicurato che il Paese può contare “sull’impegno e il lavoro corale della Chiesa Cattolica, affinché questa terra possa adempiere la sua vocazione di essere terra-ponte di comunione e di speranza”.

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