29/04/2007, 00.00
VATICANO
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Papa: I nuovi 22 sacerdoti, immagini del Buon Pastore, nella gioia

I candidati provengono da diverse parti del mondo. Benedetto XVI ha chiesto loro di spendere la vita sulle orme della missione di Cristo. E ha domandato a parenti, amici e comunità di pregare e accompagnare le vocazioni che nascono nella Chiesa.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Ventidue giovani dall’Italia, ma anche da Filippine, Perù, Ecuador, Repubblica Dominicana, Slovacchia, sono stati ordinati oggi da Benedetto XVI in una suggestiva celebrazione nella basilica di san Pietro, concelebrata dal card. Camillo Ruini, vicario del papa per la diocesi di Roma e dai diversi vescovi ausiliari.

Alcuni dei neo-ordinati fanno parte dei seminari e collegi romani, altri sono studenti dei seminari gestiti dal movimento neocatecumenali (Redemptoris Mater)  o dai Legionari di Cristo. Il loro passaggio al presbiterato avviene proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la “domenica del Buon Pastore” (IV domenica di Pasqua) e la 44ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Nella sua omelia Benedetto XVI ha sottolineato anzitutto la profonda unità fra il sacerdote e il Buon Pastore, “il Figlio dell’uomo che ha voluto condividere la condizione degli esseri umani per donare loro la vita nuova e condurli alla salvezza”, definito “ buono” (kalos), segno della bontà e bellezza definitive “dei tempi messianici”. Il rapporto con Cristo è “una relazione personale profonda; una conoscenza del cuore, propria di chi ama e di chi è amato; di chi è fedele e di chi sa di potersi a sua volta fidare; una conoscenza d’amore in virtù della quale il Pastore invita i suoi a seguirlo”. Tale rapporto è anche “motivo di costante consolazione e di incrollabile speranza”, perché “Cristo non ci abbandona” e “nessun ostacolo potrà impedire la realizzazione del suo universale disegno di salvezza”.

“Il Sacramento dell’Ordine  che state per ricevere  - ha continuato il pontefice rivolgendosi ai candidati - vi farà partecipi della stessa missione di Cristo; sarete chiamati a spargere il seme della sua Parola, il seme che porta in sé il Regno di Dio, a dispensare la divina misericordia e a nutrire i fedeli alla mensa del suo Corpo e del suo Sangue. Per essere suoi degni ministri dovrete alimentarvi incessantemente dell’Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. Accostandovi all’altare, vostra quotidiana scuola di santità, per rinnovare il sacrificio della Croce, scoprirete sempre più la ricchezza dell'amore del divino Maestro, che oggi vi chiama ad una più intima amicizia con Lui. Se lo ascolterete docilmente, se lo seguirete fedelmente, imparerete a tradurre nella vita e nel ministero pastorale il suo amore e la sua passione per la salvezza delle anime. Ciascuno di voi, cari Ordinandi, diventerà con l’aiuto di Gesù un buon pastore, pronto a dare, se necessario, anche la vita per Lui”.

Un elemento che il papa ha voluto mettere in luce è la gioia del sacerdote, pur in mezzo alle difficoltà. Citando un passo degli Atti degli Apostoli, nella lettura del giorno, Benedetto XVI ha detto: “ ‘I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo’ (13,52). Malgrado le incomprensioni e i contrasti, l’apostolo di Cristo non smarrisce la gioia, anzi è il testimone di quella gioia che scaturisce dall’essere con il Signore, dall’amore per Lui e per i fratelli”.

Commentando poi il tema della Giornata delle vocazioni (“La vocazione al servizio della Chiesa comunione”), il pontefice ha sottolineato che la loro crescita dipende dalla preghiera, dalla formazione e dall’attenzione delle famiglie e delle comunità cristiane. Rivolgendosi anzitutto ai familiari e agli amici degli ordinandi, il papa ha suggerito: “Attorniamoli, questi nostri fratelli nel Signore, con la nostra spirituale solidarietà. Preghiamo perché siano fedeli alla missione a cui oggi il Signore li chiama, e siano pronti a rinnovare ogni giorno a Dio il loro ‘sì’, il loro ‘Eccomi!’ senza riserve. E chiediamo al Padrone della messe, in questa Giornata per le Vocazioni, che continui a suscitare molti e santi presbiteri, totalmente dediti al servizio del popolo cristiano”.

L’ultimo pensiero dell’omelia è stato proprio per gli ordinandi : “A voi – ha detto il papa - quest’oggi Gesù ripete: ‘Non vi chiamo più servi, ma amici’. Accogliete e coltivate questa divina amicizia con ‘amore eucaristico’! Vi accompagni Maria, celeste Madre dei Sacerdoti; Lei, che sotto la Croce si è unita al Sacrificio del suo Figlio e, dopo la risurrezione, nel Cenacolo ha accolto insieme con gli Apostoli e con gli altri discepoli il dono dello Spirito, aiuti voi e ciascuno di noi, cari fratelli nel Sacerdozio, a lasciarci trasformare interiormente dalla grazia di Dio. Solo così è possibile essere immagini fedeli del Buon Pastore; solo così si può svolgere con gioia la missione di conoscere, guidare e amare il gregge che Gesù si è acquistato a prezzo del suo sangue. Amen!”.

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