10/06/2018, 12.08
VATICANO
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Papa: La Madonna, Regina della Corea, accompagni i dialoghi fra Trump e Kim Jong-un

All’Angelus papa Francesco ha fatto recitare un'Ave Maria perchè l'incontro fra i due leader porti "un futuro di pace" per la C orea e per il mondo. “Il peccato contro lo Spirito Santo, unico peccato imperdonabile, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù”. Anche a noi può succedere che “in modo premeditato”, si voglia “distruggere la buona fama dell’altro”. Questo atteggiamento è capace di distruggere le famiglie, le amicizie, la società intera. “Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro”. Maria, perfetta discepola.

Città del Vaticano (AsiaNews) – A due giorni dall’incontro fra Donald Trump e Kim Jong-un, il presidente Usa e il leader nord-coreano, che si terrà a Singapore, papa Francesco ha voluto esprimere la sua attenzione e cura per “l’amato popolo coreano”. Parlando con i pellegrini radunati oggi in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, dopo la preghiera mariana, egli ha affidato alla “Madonna, Regina della Corea” i “dialoghi di questi giorni”, perché possano assicurare “un futuro di pace per la penisola coreana e per il mondo intero”. Al suo appello è seguito l’invito ai presenti di recitare insieme l’Ave Maria. Non è la prima volta che Francesco ricorda e prega per la pace in Corea: aveva già ricordato i dialoghi intercoreani lo scorso 29 aprile, al Regina Caeli. Egfli ha anche inviato una lettera alla Chiesa coreana perchè tutti insieme si preghi per la buona riuscita dei dialoghi. All'udienza generale del 30 maggio, aveva fatto esibire atleti di taekwondo della Corea del Nord e del Sud, che hanno esposto uno striscione con la scritta "La pace è più preziosa del trionfo".

In precedenza, Francesco si è soffermato sul vangelo di questa domenica (10ma per anno B, Marco 3,20-35), spiegando che Gesù “ha dovuto affrontare” due tipi di “incomprensione”: quella degli scribi, “uomini istruiti nelle Sacre Scritture”, e “quella dei suoi stessi familiari”. Gli scribi, ha continuato, gli fanno “un’accusa precisa e terribile: «Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni» (v. 22). Infatti Gesù guariva molti malati, e loro vogliono far credere che lo faccia non con lo Spirito di Dio, ma con quello del Maligno”.

In tal modo, “senza accorgersene, [essi] stanno cadendo nel peccato più grave: negare e bestemmiare l’Amore di Dio che è presente e opera in Gesù. È il peccato contro lo Spirito Santo, unico peccato imperdonabile, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù”.

Il papa fa notare che anche a noi “può capitare che una forte invidia per la bontà e per le opere buone di una persona possa spingere ad accusarla falsamente. Qui c’è un veleno mortale: la malizia con cui in modo premeditato si vuole distruggere la buona fama dell’altro. Dio ci liberi da questa terribile tentazione!”. Per questo peccato, il consiglio di Francesco è di andare “subito a confessarlo nel sacramento della Penitenza, prima che si sviluppi e produca i suoi effetti malvagi”.

Questo atteggiamento – ha aggiunto a braccio – è capace di distruggere le famiglie, le amicizie, la società intera.

L’altra incomprensione è quella dei familiari di Gesù, “preoccupati, perché la sua nuova vita itinerante sembrava loro una pazzia (cfr v. 21). Infatti, Egli si mostrava così disponibile per la gente, soprattutto per i malati e i peccatori, al punto da non avere più nemmeno il tempo di mangiare”.

Gesù si rifiuta di incontrare i suoi. La sua risposta (“chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”), mostra che “Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Tutti coloro che accolgono la parola di Gesù sono figli di Dio e fratelli tra di loro”.

“Quella risposta di Gesù – ha concluso - non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio. Ci aiuti la Vergine Madre a vivere sempre in comunione con Gesù, riconoscendo l’opera dello Spirito Santo che agisce in Lui e nella Chiesa, rigenerando il mondo a vita nuova”.

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