04/06/2017, 11.34
VATICANO
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Papa: Lo Spirito è il Dono per eccellenza. Egli fa un popolo nuovo e crea un cuore nuovo

Alla messa di Pentecoste, papa Francesco sottolinea che la Chiesa universale è fatta di diversità e unità. E si scaglia contro la tentazione di formare “schieramenti e partiti”; “tifosi di parte”; “cristiani ‘di destra o di sinistra’ prima che di Gesù”; “; “custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa”. “Il perdono è il dono all’ennesima potenza, è l’amore più grande, quello che tiene uniti nonostante tutto, che impedisce di crollare, che rinforza e rinsalda”. Presenti almeno 150mila fedeli. Il coro di Carpi con bambini disabili che mimano i canti. Il Messaggio per la Giornata missionaria mondiale. Il ricordo delle vittime per l'attentato a Londra di ieri notte.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Lo Spirito, “il Dono pasquale per eccellenza”, realizza sempre “cose nuove”. Fra queste, vi sono due importanti novità: “lo Spirito fa dei discepoli un popolo nuovo” e anche “crea nei discepoli un cuore nuovo”.

Papa Francesco ha tratteggiato così, all’inizio della sua omelia, i doni dello Spirito Santo nella celebrazione eucaristica in occasione della Pentecoste, la festa che ricorda l’invio dello Spirito Santo sui discepoli, 50 giorni dopo la Pasqua. Alla messa erano presenti circa 150mila fedeli, molti dei quali erano giunti a Roma per il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico cattolico.

Il pontefice ha specificato le due novità portate dallo Spirito: “Un popolo nuovo. Nel giorno di Pentecoste lo Spirito discese dal cielo, in forma di «lingue come di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno [...], e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue» (At 2,3-4). La Parola di Dio così descrive l’azione dello Spirito, che prima si posa su ciascuno e poi mette tutti in comunicazione. A ognuno dà un dono e tutti raduna in unità. In altre parole, il medesimo Spirito crea la diversità e l’unità e in questo modo plasma un popolo nuovo, variegato e unito: la Chiesa universale. Dapprima, con fantasia e imprevedibilità, crea la diversità; in ogni epoca fa infatti fiorire carismi nuovi e vari. Poi lo stesso Spirito realizza l’unità: collega, raduna, ricompone l’armonia”.

Davanti a questo dono, vi sono “due tentazioni”: “La prima è quella di cercare la diversità senza l’unità. Succede quando ci si vuole distinguere, quando si formano schieramenti e partiti, quando ci si irrigidisce su posizioni escludenti, quando ci si chiude nei propri particolarismi, magari ritenendosi i migliori o quelli che hanno sempre ragione. Sono i cosiddetti ‘custodi della verità’. Allora si sceglie la parte, non il tutto, l’appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa; si diventa ‘tifosi’ di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito; cristiani ‘di destra o di sinistra’ prima che di Gesù; custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa. Così c’è la diversità senza l’unità. La tentazione opposta è invece quella di cercare l’unità senza la diversità. In questo modo, però, l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti sempre allo stesso modo. Così l’unità finisce per essere omologazione e non c’è più libertà. Ma, dice San Paolo, «dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà» (2 Cor 3,17)”.

“La nostra preghiera allo Spirito Santo – ha continuato - è allora chiedere la grazia di accogliere la sua unità, uno sguardo che abbraccia e ama, al di là delle preferenze personali, la sua Chiesa, la nostra Chiesa; di farci carico dell’unità tra tutti, di azzerare le chiacchiere che seminano zizzania e le invidie che avvelenano, perché essere uomini e donne di Chiesa significa essere uomini e donne di comunione; è chiedere anche un cuore che senta la Chiesa nostra madre e nostra casa: la casa accogliente e aperta, dove si condivide la gioia pluriforme dello Spirito Santo”.

La seconda novità è “un cuore nuovo”: “Gesù Risorto, apparendo per la prima volta ai suoi, dice: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,22-23). Gesù non condanna i suoi, che lo avevano abbandonato e rinnegato durante la Passione, ma dona loro lo Spirito del perdono. Lo Spirito è il primo dono del Risorto e viene dato anzitutto per perdonare i peccati. Ecco l’inizio della Chiesa, ecco il collante che ci tiene insieme, il cemento che unisce i mattoni della casa: il perdono. Perché il perdono è il dono all’ennesima potenza, è l’amore più grande, quello che tiene uniti nonostante tutto, che impedisce di crollare, che rinforza e rinsalda. Il perdono libera il cuore e permette di ricominciare: il perdono dà speranza, senza perdono non si edifica la Chiesa.

Lo Spirito del perdono, che tutto risolve nella concordia, ci spinge a rifiutare altre vie: quelle sbrigative di chi giudica, quelle senza uscita di chi chiude ogni porta, quelle a senso unico di chi critica gli altri”.

“Chiediamo - ha concluso il papa - la grazia di rendere sempre più bello il volto della nostra Madre Chiesa rinnovandoci con il perdono e correggendo noi stessi: solo allora potremo correggere gli altri nella carità. Chiediamolo allo Spirito Santo, fuoco d’amore che arde nella Chiesa e dentro di noi, anche se spesso lo copriamo con la cenere delle nostre colpe: ‘Spirito di Dio, Signore che sei nel mio cuore e nel cuore della Chiesa, tu che porti avanti la Chiesa, plasmandola nella diversità, vieni. Per vivere abbiamo bisogno di Te come dell’acqua: scendi ancora su di noi e insegnaci l’unità, rinnova i nostri cuori e insegnaci ad amare come Tu ci ami, a perdonare come Tu ci perdoni. Amen’”.

Quasi a sottolineare la diversità di doni per l’unità, fra i cori che hanno partecipato alla messa vi è anche il coro di Carpi, costituito da bambini, alcuni dei quali (almeno la metà) segnati da disabilità. Al canto all’offertorio, alcuni di loro cantavano, altri invece mimavano le parole del canto, vestiti di rosso e indossando guanti bianchi.

Dopo la comunione, prima della recita del Regina Caeli, Francesco ha dato l’annuncio che oggi è stato pubblicato il suo messaggio per la Giornata missionaria mondiale, che si celebra ogni anno in ottobre.

“Il tema – ha detto il papa - è: La missione al cuore della fede cristiana. Lo Spirito Santo sostenga la missione della Chiesa nel mondo intero e dia forza a tutti i missionari e le missionarie del Vangelo”.

Il pontefice ha poi ricordato le vittime dell’attentato a Londra di ieri sera al London Bridge e Borough Market, che ha fatto in tutto sette morti e 48 feriti. “Lo Spirito – ha aggiunto papa Francesco - doni pace al mondo intero; guarisca le piaghe della guerra e del terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti: preghiamo per le vittime e i familiari”.

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