12/10/2018, 12.22
VATICANO
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Papa: il diavolo distrugge con vizi e guerre o con lo spirito della mondanità

Quando il demonio è stato cacciato, torna. “Sì, abbiamo i nostri difetti, i nostri peccatucci, ma sembra tutto in ordine. E lui fa ‘l’educato’: va, vede, cerca una bella cricca, bussa alla porta - ‘Permesso? Posso entrare?’-, suona il campanello. E questi demoni educati sono peggiori dei primi, perché tu non ti accorgi che li hai a casa”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il diavolo distrugge o con vizi e guerre o con lo spirito della mondanità. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, prendendo spunto dal brano del Vangelo di Luca (Lc 11,15-26) che racconta di quando Gesù scaccia i demoni e viene accusato di farlo per mezzo di Belzebù.

“Il demonio quando prende possesso del cuore di una persona, rimane lì, come a casa sua e non vuole uscirne”, ha affermato il Papa, sottolineando che quando Gesù scaccia i demoni, questi cercano di rovinare la persona, di fare del male “anche fisicamente”.  Tante volte Gesù ha scacciato i demoni, suoi e nostri veri nemici. “La lotta fra il bene e il male” a volte “sembra troppo astratta”. Ma “la vera lotta è la prima lotta fra Dio e il serpente antico, fra Gesù e il diavolo”. “E questa lotta si fa dentro di noi. Ognuno di noi è in lotta, forse a nostra insaputa, ma siamo in lotta”. Il Vangelo odierno inizia con alcune persone che accusano Gesù di aver scacciato un demonio per mezzo di Belzebù. Ci sono sempre “le cattive lingue”. Si insatura quindi una discussione fra Gesù e queste persone.

“L’essenza del demonio è distruggere”, ha ribadito il Papa spiegando che la sua vocazione è proprio “distruggere l’opera di Dio”. E c’è il rischio è di essere come bambini che si succhiano il dito credendo che non sia così, che siano invenzioni  dei preti. Il demonio, invece, distrugge e “quando non può distruggere” faccia a faccia, perché c’è di fronte una forza di Dio che difende la persona, allora essendo “più furbo di una volpe”, astuto, cerca il modo di riprendere possesso di quella persona.

Lo mostra l’ultima parte del brano evangelico nel quale si sottolinea che quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e “non trovandone dice: ‘Ritornerò nella mia casa - da dove era stato cacciato da Gesù - da cui sono uscito’”. Anche nel parlare si presenta educatamente, dicendo “sono uscito” quando invece è stato cacciato. “Venuto, la trova spazzata e adorna”, e quindi prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora e la condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Questo fa dire a Francesco che quando il diavolo non può distruggere una persona tramite i vizi, o un popolo con le guerre e le persecuzioni, pensa ad un’altra strategia, “la strategia che usa con tutti noi”. “Noi siamo cristiani, cattolici, andiamo a Messa, preghiamo … Sembra tutto in ordine. Sì, abbiamo i nostri difetti, i nostri peccatucci, ma sembra tutto in ordine. E lui fa ‘l’educato’: va, vede, cerca una bella cricca, bussa alla porta - ‘Permesso? Posso entrare?’-, suona il campanello. E questi demoni educati sono peggiori dei primi, perché tu non ti accorgi che li hai a casa. E questo è lo spirito mondano, lo spirito del mondo. Il demonio o distrugge direttamente con i vizi, con le guerre, con le ingiustizie direttamente o distrugge educatamente, diplomaticamente in questo modo che dice Gesù. Non fanno rumore, si fanno amici, ti persuadono - ‘No, va, non fa tanto, no, ma … fino a qui sta bene’ - e ti portano sulla strada delle mediocrità, ti fanno un ‘tiepido’ sulla strada della mondanità”.

Attenzione, quindi, a non cadere “in questa mediocrità spirituale, in questo spirito del mondo”, che “ci corrompe da dentro”. “Ho più paura di questi demoni che dei primi”, ha affermato Francesco. “Quando mi dicono: ‘Abbiamo bisogno di un esorcista perché una persona è posseduta dal diavolo’, non mi preoccupo tanto come quando vedo questa gente che ha aperto la porta ai demoni educati, a quelli che persuadono da dentro di non essere tanto nemici”. “Io tante volte mi domando: cosa è peggiore nella vita di una persona? Un peccato chiaro o vivere nello spirito del mondo, della mondanità? Che il demonio ti butti su un peccato – anche, non uno, venti, trenta peccati, ma chiari, che tu ti vergogni - o che il demonio sia a tavola con te e viva, abiti con te ed è tutto normale, ma lì, ti dà le insinuazioni e ti possiede con lo spirito della mondanità?”.

Lo spirito della mondanità è questo: “quello che portano i demoni educati”. Francesco ha ricordato la preghiera di Gesù nell’Ultima Cena – “difendili dallo spirito del mondo” - esortando ad avere “vigilanza e calma”. “Davanti a questi demoni educati che vogliono entrare per la porta di casa come invitati a nozze, diciamo: ‘Vigilanza e calma’. Vigilanza: questo è il messaggio di Gesù, la vigilanza cristiana. Cosa succede nel mio cuore? Perché sono così mediocre? Perché sono così tiepido? Quanti ‘educati’ abitano a casa senza pagare l’affitto?”.

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