29/03/2026, 11.33
TERRA SANTA
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La polizia israeliana blocca anche il card. Pizzaballa e il Custode Ielpo nel giorno delle Palme

Atto gratuito di intimidazione della polizia di Gerusalemme nei confronti del porporato e del Custode di Terra Santa a cui questa mattina è stato impedito di recarsi privatamente alla basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della domenica delle Palme. La protesta del patriarcato: "Mancanza di rispetto per miliardi persone di tutto il mondo che in questi giorni guardano a Gerusalemme". Pomeriggio la preghiera al Dominus Flevit. 

Gerusalemme (AsiaNews) - In una Gerusalemme in cui - sotto il manto della guerra - la polizia israeliana del ministro degli Interni Ben Gvir prende di mira ormai chiunque senza rispondere a nulla e nessuno, un grave atto di intimidazione ha colpito questa mattina in maniera diretta anche la comunità cristiana. Il patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, sono stati fermati mentre in forma privata stavano percorrendo le poche centinaia di metri che in Città Vecchia separano le loro residenze dalla basilica del Santo Sepolcro, per celebrare la Messa della domenica delle Palme. Una liturgia che - come accade in questi giorni - avviene all'interno della chiesa chiusa, senza la presenza dei fedeli, nel rispetto delle disposizioni che le autorità israeliane hanno emanato per tutti i riti religiosi. Ciò nonostante ai due massini rappresentanti della comunità cattolica è stato impedito di accedere alla basilica. 

Il card. Pizzaballa e fra Ielpo - spiega una nota diffusa dal patriarcato e dalla Custodia - "sono stati fermati lungo il percorso, mentre procedevano in forma privata e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta dopo secoli, ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro".

"Questo episodio - continua la nota - costituisce un grave precedente e dimostra mancanza di rispetto per la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme. I capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, sin dall’inizio della guerra, hanno rispettato tutte le restrizioni imposte: gli assembramenti pubblici sono stati annullati, la partecipazione è stata vietata e sono state predisposte trasmissioni delle celebrazioni per centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo che, durante questi giorni di Pasqua, rivolgono il loro sguardo a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro. Impedire l’ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la massima responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e gravemente sproporzionata".

"Questa decisione affrettata e fondamentalmente viziata, influenzata da considerazioni improprie - concludono il patriarcato e la Custodia - rappresenta un allontanamento estremo dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello Status Quo. Il patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera, in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano, sia stata così impedita".

Proprio per le limitazioni imposte dalla guerra a Gerusalemme era stata annullata quest'anno la tradizonale processione che al pomeriggio della domenica delle Palme scende dal monte degli Ulivi fino alla chiesa di Sant'Anna, ripercorrendo l'ingresso festoso di Gesù. Una rinuncia particolarmente dolorosa per quella che è la più importante occasione di ritrovo per la comunità cattolica della Terra Santa. Al posto del rito questo pomeriggio il patriarca Pizzaballa alle 15,30 dovrebbe tenere una benedizione della città con la croce, dalla terrazza del santuario del Dominus Flevit, come avvenne nel 2020 in occasione del Covid.  

Il santuario del Dominus Flevit ricorda queste parole di Gesù quanto mai attuali: «Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi"». (Luca, 19, 41-42)

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