22/09/2013, 00.00
VATICANO-ITALIA
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Papa: la crisi richiede solidarietà e "lo sguardo di Maria" verso chi ha più bisogno

Nella messa di Francesco al santuario di Nostra Signora di Bonaria, il Papa dice che non bisogna aver paura di "uscire e guardare" con lo sguardo di Maria, che ci invita e essere veri fratelli" coloro che "istintivamente consideriamo di meno e che invece ne hanno più bisogno: i più abbandonati, i malati, coloro che non hanno di che vivere, coloro che non conoscono Gesù, i giovani che sono in difficoltà".

Cagliari (AsiaNews) - Di fronte alle difficoltà e ai problemi creati dalla crisi servono solidarietà, impegno di tutti, a partire dalle istituzioni, e bisogna non aver paura di "uscire e guardare" con lo sguardo di Maria, che ci invita e essere veri fratelli" coloro che "istintivamente consideriamo di meno e che invece ne hanno più bisogno: i più abbandonati, i malati, coloro che non hanno di che vivere, coloro che non conoscono Gesù, i giovani che sono in difficoltà".

Messa di papa Francesco al santuario cagliaritano dedicato a Nostra Signora di Bonaria, al quale Buenos Aires deve il suo nome. Perché, come ebbe a dire lo stesso Francesco il 15 maggio, annunciando la sua intenzione di visitare il santuario, i marinai che nel 1536 arrivarono nel luogo ove ora sorge la capitale argentina "erano sardi e loro volevano che si chiamasse Città della Madonna di Bonaria". E col tempo Bonaria (aria buona) è divenuto Buenos Aires.

Come già nel suo primo incontro di questa sua visita, il primo pensiero che rivolge alle 100mila persone presenti è per le "difficoltà, problemi e preoccupazioni" che colpiscono la Sardegna. "Penso, in particolare, alla mancanza del lavoro e alla sua precarietà, e quindi all'incertezza per il futuro. La Sardegna, questa vostra bella Regione, soffre da lungo tempo molte situazioni di povertà, accentuate anche dalla sua condizione insulare. E' necessaria la collaborazione leale da parte di tutti, con l'impegno dei responsabili delle istituzioni, per assicurare alle persone e alle famiglie i diritti fondamentali, e far crescere una società più fraterna e solidale. Vi sono vicino, vi ricordo nella preghiera, e vi incoraggio a perseverare nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione. Mantenete sempre accesa la luce della speranza!".

Il pensiero del Papa si rivolge poi a Maria, con la quale, dirà all'Angelus, la Sardegna ha un "legame forte", "un legame che esprimete nella vostra devozione e nella vostra cultura".

"Sono venuto - dice all'omelia - in mezzo a voi per mettermi con voi ai piedi della Madonna che ci dona il suo Figlio. So bene che Maria, nostra Madre, è nel vostro cuore, come testimonia questo Santuario, dove molte generazioni di Sardi sono saliti - e continueranno a salire! - per invocare la protezione della Madonna di Bonaria, Patrona Massima dell'Isola. Qui voi portate le gioie e le sofferenze di questa terra, delle sue famiglie, e anche di quei figli che vivono lontani, spesso partiti con grande dolore e nostalgia per cercare un lavoro e un futuro per sé e per i loro cari. Oggi, noi tutti qui riuniti, vogliamo ringraziare Maria perché ci è sempre vicina, vogliamo rinnovare a Lei la nostra fiducia e il nostro amore".

Della Vergine il Papa, rifacendosi alle letture della messa, evidenzia che" prega, prega insieme alla comunità dei discepoli, e ci insegna ad avere piena fiducia in Dio, nella sua misericordia. La potenza della preghiera! Non stanchiamoci di bussare alla porta di Dio. Portiamo al cuore di Dio, attraverso Maria, tutta la nostra vita, ogni giorno!".

E ancora "oggi sono venuto in mezzo a voi, anzi siamo venuti tutti insieme per incontrare lo sguardo di Maria, perché lì è come riflesso lo sguardo del Padre, che la fece Madre di Dio, e lo sguardo del Figlio dalla croce, che la fece Madre nostra. E con quello sguardo oggi Maria ci guarda. Abbiamo bisogno del suo sguardo di tenerezza, del suo sguardo materno che ci conosce meglio di chiunque altro, del suo sguardo pieno di compassione e di cura. Maria, oggi vogliamo dirti: Madre, donaci il tuo sguardo! Il tuo sguardo ci porta a Dio, il tuo sguardo è un dono del Padre buono, che ci attende ad ogni svolta del nostro cammino, è un dono di Gesù Cristo in croce, che carica su di sé le nostre sofferenze, le nostre fatiche, il nostro peccato. E per incontrare questo Padre pieno di amore, oggi le diciamo: Madre, donaci il tuo sguardo!".

"Ma nel cammino, spesso difficile, non siamo soli, siamo in tanti, siamo un popolo, e lo sguardo della Madonna ci aiuta a guardarci tra noi in modo fraterno. Guardiamoci in modo più fraterno! Maria ci insegna ad avere quello sguardo che cerca di accogliere, di accompagnare, di proteggere. Impariamo a guardarci gli uni gli altri sotto lo sguardo materno di Maria! Ci sono persone che istintivamente consideriamo di meno e che invece ne hanno più bisogno: i più abbandonati, i malati, coloro che non hanno di che vivere, coloro che non conoscono Gesù, i giovani che sono in difficoltà. Non abbiamo paura di uscire e guardare i nostri fratelli e sorelle con lo sguardo della Madonna, Lei ci invita ad essere veri fratelli. E non permettiamo che qualcosa o qualcuno si frapponga tra noi e lo sguardo della Madonna. Madre, donaci il tuo sguardo! Nessuno ce lo nasconda! Il nostro cuore di figli sappia difenderlo da tanti parolai che promettono illusioni; da coloro che hanno uno sguardo avido di vita facile, di promesse che non si possono compiere. Non ci rubino lo sguardo di Maria, che è pieno di tenerezza, che ci dà forza, che ci rende solidali tra noi. Madre, donaci il tuo sguardo!".

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