02/06/2013, 00.00
VATICANO

Papa: per un'ora il mondo cattolico si è riunito nell'adorazione eucaristica

Papa Francesco nella basilica di san Pietro e contemporaneamente in tutte le cattedrali, nelle parrocchie e nei conventi. Stamattina durante la messa, Francesco ha definito la guerra "suicidio dell'umanità". Nella storia, "tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche", "i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra". "Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell'odio, all'idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l'amore".

Città del Vaticano (AsiaNews) - In tutto il mondo, per un'ora, la stessa a differenza dei fusi orari, la Chiesa cattolica si è riunita in preghiera davanti all'ostensorio. E' l'adorazione eucaristica mondiale: a Roma dalle 17 alle 18, con papa Francesco; nelle cattedrali delle quasi 5mila diocesi del mondo con i loro vescovi, ma anche in parrocchie e conventi. Alle Isole Cook, Samoa e Honolulu sono le 5 del mattino, a Reykiavik in Islanda, le 15.00, in Vietnam le 22, in Cina, Filippine e Malaysia le 23, in Corea è mezzanotte, in Oceania sono le 3 del mattino del 3 giugno.

Per un'ora ci sono silenzio, canti, letture bibliche e preghiere scritte dai pontefici recenti, da Pio XII a Benedetto XVI. Francesco non parla. Di suo ci sono le due intenzioni che ha chiesto siano presenti durante l'adorazione. Una delle due, la seconda, è "Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro "schiavo", per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Possa il loro silenzioso grido di aiuto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza. Per tutti coloro, inoltre, che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l'emarginazione. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona".

La violenza e la guerra sono state particolarmente presenti oggi nel pensiero del Papa, che, come ha ricordato all'Angelus, stamattina ha voluto alla messa celebrata nella Casa santa Marta un gruppo di 80 persone, composto da parenti di militari italiani caduti nelle missioni di pace negli ultimi 4-5 anni, in particolare in Afghanistan, e da alcuni militari feriti nel corso delle stesse missioni.

"Noi - ha detto all'omelia, come riferisce la Radio Vaticana - oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per le vittime di quella pazzia che è la guerra! E' il suicidio dell'umanità, perché uccide il cuore, uccide proprio dov'è il messaggio del Signore: uccide l'amore! Perché la guerra viene dall'odio, dall'invidia, dalla voglia di potere, anche - tante volte lo vediamo - da quell'affanno di più potere". E anche nella storia, "tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche", "i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra". "Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell'odio, all'idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l'amore. Mi viene in mente quella parola del nostro Padre Dio a Caino che, per invidia, aveva ucciso suo fratello: 'Caino, dov'è tuo fratello?'. Oggi possiamo sentire questa voce: è il nostro Padre Dio che piange, che piange per questa nostra pazzia, che ci dice a tutti noi 'Dov'è tuo fratello?'; che dice a tutti i potenti della Terra: 'Dov'è vostro fratello? Cosa avete fatto!'".

Ma nelle preghiera di oggi non ci sono violenze e sopraffazioni. La prima intenzione voluta da papa Francesco, infatti è "Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell'Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all'ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre "più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata" (Ef 5,27). Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola che salva risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell'amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità".

C'è tutto questo amore nella benedizione con l'ostensorio con la quale il Papa conclude questo evento senza precedenti nella storia della Chiesa.

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