25/03/2006, 00.00
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Papa: tutto nella Chiesa viene dall'"eccomi" di Maria

Benedetto XVI consegna l'anello, "simbolo sponsale", ai 15 nuovi cardinali. La celebrazione nel giorno dell'Annunciazione "ci aiuta a considerare l'evento odierno, in cui risalta in modo particolare il principio petrino della Chiesa, alla luce dell'altro principio, quello mariano, che è ancora più originario e fondamentale".

Città del Vaticano (AsiaNews) – "Ogni cosa" nella vita personale e nell'attività ecclesiale "sia mossa dalla carità e tenda alla carità", quella stessa che mosse l'amore di Dio e l'"eccomi" di Maria nel giorno dell'Annunciazione, "preludio" dell'Incarnazione "da cui tutto proviene". La "provvidenziale" coincidenza della prima concelebrazione eucaristica dei 15 nuovi cardinali con la festa dell'Annunciazione è stata la chiave della riflesssione di Benedetto XVI per la consegna dell'anello ai nuovi porporati. "Simbolo sponsale", di amore, nel giorno nel quale si evidenzia che "tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero, anche quello di Pietro e dei suoi successori, è 'compreso' sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo 'sì' alla volontà di Dio".

Sole in Piazza San Pietro, salutato con una battuta dal Papa, entrato processionalmente nella piazza dal portone di bronzo, fatto inconsueto – di solito il papa arriva dalla basilica – voluto probabilmente per "accompagnare" i cardinali attraverso le 30mila persone festanti che hanno partecipato alla messa, insieme all'intero collegio cardinalizio, centinaia di vescovi e il corpo diplomatico. Bandiere nazionali dei nuovi porporati tra la folla, compresa una, inattesa, della Corea del Nord, portata chissà da chi, in onore del cardinale Cheong, l'arcivescovo di Seoul, che è anche amministratore apostolico della parte settentrionale del suo Paese ancora diviso. La presenza di una ragazza cinese, fra i partecipanti alla processione per l'offertorio hanno portato nella cerimonia anche la Chiesa sofferente del cardinale Zen.

Rito legato alla consegna dell'anello, simbolo di dignità e di speciale unione con la Sede di Pietro, da parte del Papa ai nuovi cardinali che lo hanno ricevuto, uno ad uno, inginocchiati davanti al Papa. "Ricevere l'anello – aveva detto poco prima, nel corso del'omelia, Benedetto XVI - sia dunque per voi come rinnovare il vostro "sì", il vostro "eccomi", rivolto al tempo stesso al Signore Gesù, che vi ha scelti e costituiti, e alla sua santa Chiesa, che siete chiamati a servire con amore sponsale".

"Che grande dono – ha sottolineato poi - poter tenere questa suggestiva celebrazione nella solennità dell'Annunciazione del Signore! Quanta luce possiamo attingere da questo mistero per la nostra vita di ministri della Chiesa. In particolare voi, cari nuovi Cardinali, quale sostegno potrete avere per la vostra missione di eminente 'Senato' del Successore di Pietro! Questa provvidenziale coincidenza ci aiuta a considerare l'evento odierno, in cui risalta in modo particolare il principio petrino della Chiesa, alla luce dell'altro principio, quello mariano, che è ancora più originario e fondamentale".

"L'importanza del principio mariano nella Chiesa  - ha detto ancora Benedetto XVI - è stata particolarmente evidenziata, dopo il Concilio, dal mio amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II, coerentemente col suo motto Totus tuus. Nella sua impostazione spirituale e nel suo instancabile ministero si è resa manifesta agli occhi di tutti la presenza di Maria quale Madre e Regina della Chiesa. Più che mai questa presenza materna fu da lui avvertita nell'attentato del 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro.A ricordo di quel tragico evento egli volle che un mosaico raffigurante la Vergine dominasse, dall'alto del Palazzo Apostolico, su Piazza San Pietro, per accompagnare i momenti culminanti e la trama ordinaria del suo lungo pontificato, che proprio un anno fa entrava nell'ultima fase, dolorosa e insieme trionfale, veramente pasquale".

"L'icona dell'Annunciazione – ha detto Benedetto XVI - meglio di qualunque altra, ci fa percepire con chiarezza come tutto nella Chiesa risalga lì, a quel mistero di accoglienza del Verbo divino, dove, per opera dello Spirito Santo, l'Alleanza tra Dio e l'umanità è stata suggellata in modo perfetto. Tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero, anche quello di Pietro e dei suoi successori, è "compreso" sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo "sì" alla volontà di Dio. Si tratta di un legame che in tutti noi ha naturalmente una forte risonanza affettiva, ma che ha prima di tutto una valenza oggettiva".

Il tema del rapporto tra il principio petrino e quello mariano "lo possiamo ritrovare anche nel simbolo dell'anello", che "è sempre un segno nuziale". "Quasi tutti voi – ha sottolineato il Papa, rivolgendosi direttamente ia nnuovi porporati - lo avete già ricevuto nel giorno della vostra Ordinazione episcopale, quale espressione di fedeltà e d'impegno a custodire la santa Chiesa, sposa di Cristo (cfr Rito dell'Ordinazione dei Vescovi). L'anello che oggi vi conferisco, proprio della dignità cardinalizia, intende confermare e rafforzare tale impegno, a partire ancora una volta da un dono nuziale, che vi ricorda il vostro essere prima di tutto intimamente uniti a Cristo, per compiere la missione di sposi della Chiesa. Ricevere l'anello sia dunque per voi come rinnovare il vostro "sì", il vostro "eccomi", rivolto al tempo stesso al Signore Gesù, che vi ha scelti e costituiti, e alla sua santa Chiesa, che siete chiamati a servire con amore sponsale. Le due dimensioni della Chiesa, mariana e petrina, si incontrano dunque in quello che costituisce il compimento di entrambe, cioè nel valore supremo della carità, il carisma "più grande", la "via migliore di tutte", come scrive l'apostolo Paolo (1 Cor 12,31; 13,13)".

"Tutto passa in questo mondo. Nell'eternità solo l'Amore rimane. Per questo, Fratelli, profittando del tempo propizio della Quaresima, impegniamoci a verificare che ogni cosa nella nostra vita personale, come pure nell'attività ecclesiale in cui siamo inseriti, sia mossa dalla carità e tenda alla carità. Anche per questo ci illumina il mistero che oggi celebriamo. Infatti, il primo atto che Maria compì dopo aver accolto il messaggio dell'Angelo, fu di recarsi "in fretta" a casa della cugina Elisabetta per prestarle il suo servizio (cfr Lc 1,39). Quella della Vergine fu un'iniziativa di autentica carità, umile e coraggiosa, mossa dalla fede nella Parola di Dio e dalla spinta interiore dello Spirito Santo. Chi ama dimentica se stesso e si mette al servizio del prossimo. Ecco l'immagine e il modello della Chiesa! Ogni Comunità ecclesiale, come la Madre di Cristo, è chiamata ad accogliere con piena disponibilità il mistero di Dio che viene ad abitare in essa e la spinge sulle vie dell'amore. E' questa la strada su cui ho voluto avviare il mio pontificato invitando tutti, con la prima Enciclica, a edificare la Chiesa nella carità, quale 'comunità d'amore' (cfr Enc. Deus caritas est, Seconda parte)".

"Andate nelle vostre terre e predicate il Vangelo", è stato il commiato liturgico ai nuovi cardinali. (FP)

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