17/01/2019, 10.51
CINA-USA
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Parlamentari Usa per un bando contro Huawei e ZTE

Il bando vieterebbe la vendita di chip o altri componenti elettronici “made in Usa” a Huawei, ZTE e altre compagnie cinesi di telecomunicazioni. “Huawei è il braccio spionistico di raccolta di informazioni per il Partito comunista cinese”. Ren Zhengfei: Non faremmo mai alcun male ad altre nazioni. La Huawei è accusata anche di furto di segreti commerciali.

Washington (AsiaNews) – Un gruppo di parlamentari statunitensi, repubblicani e democratici, ha proposto una legge che vieterebbe la vendita di chip o altri componenti elettronici “made in Usa” a Huawei, ZTE e altre compagnie cinesi di telecomunicazioni. Il motivo è che esse violano le sanzioni imposte dagli Stati Uniti o le leggi sull’esportazione.

ZTE e Huawei sono accusati da tempo di aver violato l’embargo Usa contro l’Iran. L’anno scorso, la ZTE ha accettato di pagare una multa di 1miliardo di dollari agli Stati Uniti per aver violato tale embargo. La seconda è anche sospettata di lavorare in stretta consonanza con i servizi segreti cinesi.

Tom Cotton, senatore repubblicano fra gli estensori della bozza di legge, afferma che “Huawei è in effetti il braccio spionistico di raccolta di informazioni per il Partito comunista cinese, il cui fondatore capo era un ingegnere che lavorava per l’Esercito popolare per la liberazione (Pla)”.

Bersagliato da tutte queste critiche, giorni fa il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei (v. foto), ha tenuto una conferenza stampa nella sede della compagnia a Shenzhen, in cui egli nega che la sua compagnia sia usata dal governo cinese per spionaggio. Egli ha affermato che pur sostenendo il Partito comunista cinese, “non farebbe mai alcun male ad altre nazioni”. E ha aggiunto che la Huawei “direbbe no di sicuro” ad ogni richiesta del governo cinese per accedere ai dati dei loro clienti. “Piuttosto chiuderemmo la Huawei che fare qualcosa che potrebbe danneggiare gli interessi dei nostri clienti o alla ricerca di nostri interessi”.

Il braccio di ferro fra governo Usa e Huawei è un ulteriore capitolo della guerra dei dazi con la Cina. Analisti sospettano che gli Usa vogliano frenare lo sviluppo della compagnia di telecomunicazioni più grande al mondo. Rimane il fatto che in effetti la Huawei ha violato l’embargo sull’Iran. Secondo il Wall Street Journal, le autorità federali di Seattle stanno investigando sul furto di segreti commerciali da parte della Huawei ai danni della T-Mobile US.

Su richiesta degli Stati Uniti, il 1° dicembre scorso il Canada ha arrestato la figlia di Ren Zhengfei, Meng Wanzhou con l’accusa di aver violato l’embargo Usa sull’Iran. Al presente la Meng è in libertà su cauzione in Canada, nel suo appartamento milionario a Vancouver. Se venisse estradata negli Usa, rischia 30 anni di prigione.

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