14/05/2021, 11.20
ISRAELE - PALESTINA
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Parroco di Gaza: situazione ‘bruttissima’, violenze senza fine in un conflitto aperto (VIDEO)

P. Romanelli parla di “bombardamenti costanti” e non si sa fino a che punto “andranno le forze in campo”. Danni alla scuola e al convento delle suore del Rosario. Manca l’elettricità; a rischio la fornitura di acqua. Dal lockdown per il Covid alla paura della guerra. Raid anche di giorno: un “segno molto negativo”

Gaza (AsiaNews) - “La situazione è bruttissima, non sappiamo a che punto siamo dello scontro e fino a dove andranno le forze in campo. Qui da noi si alternano informazioni contraddittorie, annunci e smentite di un un ingresso via terra, mentre i bombardamenti sono costanti”. È quanto riferisce ad AsiaNews il parroco di Gaza p. Gabriel Romanelli, sacerdote argentino del Verbo incarnato. Egli racconta la drammatica escalation di violenze che da Gerusalemme si è allargata alla Striscia, trasformandosi in conflitto aperto con il coinvolgimento di Hamas. “Per ora tutti i membri della comunità cristiana stanno bene - aggiunge - e la struttura della chiesa regge; si sono registrati danni collaterali legati ai bombardamenti alla scuola e al convento delle suore del Rosario, ma le religiose stanno tutte bene”. 

Per il sacerdote argentino “quello che ci vuole ora è una tregua, sarebbe una cosa auspicabile e ottima, ma non ci sono segni che vanno in questo senso. Anzi, la direzione è quella contraria del conflitto aperto e le vittime sono già tante. Oltre un centinaio e fra queste almeno 27 bambini... è terribile. Nell’ultimo comunicato si parla anche di 600 feriti e qui non si tratta di numeri, il bilancio è già gravissimo. Dietro a ogni morte, dietro a ogni vittima c’è una storia, una ferita, un dramma personale che si fa ancora più profondo quando coinvolge dei minori”. 

Anche nella vita quotidiana si avvertono le prime, pesanti ripercussioni: “Comincia a mancare l’elettricità - spiega p. Romanelli - e poi sarà la volta dell’acqua le cui scorte saranno sempre minori. Vi sono già molte persone alla disperata ricerca di un rifugio. Ieri hanno colpito il quartiere popolare di Shujah e molte persone sono rimaste senza casa. Ora vagano in cerca di rifugio. In tanti stanno bussando alle porte della missione Onu qui nella Striscia di Gaza per trovare un riparo” dai bombardamenti che hanno colpito non solo obiettivi militari, ma anche aree civili. 

Intanto la comunità cristiana si sta attivando per “rispondere ai bisogni” della popolazione, destinati a crescere nei prossimi giorni. “Al momento stiamo tutti bene - conferma il parroco - fatta eccezione per alcuni danni materiali a edifici, pannelli solari e altre infrastrutture. Le persone non escono di casa, cercando di restare il più possibile al riparo”. Una situazione paradossale, perché “da pochi giorni eravamo tornati a uscire e speravamo in un ritorno alla normalità dopo un anno di Covid-19, di restrizioni e di lockdown. Stavamo sperimentando una certa tranquillità, una ritrovata normalità, ma l’illusione è durata poco”. 

Vi è poi un elemento che rappresenta una fonte di estrema preoccupazione per p. Romanelli: le violenze e i raid nella Striscia di Gaza, che egli ben conosce, avendole sperimentate in prima persona. “Un segno molto negativo - afferma - è che i bombardamenti avvengono anche durante la giornata, non solo di notte come avveniva di solito in passato, e questo significa che la situazione pare destinata a volgere per il peggio”. Bisogna pregare, egli aggiunge, "affidarsi al Signore sapendo che se l’uomo è capace di fare la guerra, al tempo stesso egli è capace anche di fare la pace”. 

Sull’origine delle violenze, sull’escalation della tensione che dalla Spianata delle moschee e dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme si è estesa a Gaza, il parroco conclude la sua riflessione: “La Cisgiordania, Gerusalemme est, Gaza nonostante le divisioni e le differenti amministrazioni sono tre membri dello stesso corpo, sono parte dello stesso popolo e ciò che accade in un luogo ha delle implicazioni anche altrove. Una esplosione così improvvisa della violenza ha colto di sorpresa, ma è da tre settimane che assistevamo a scontri e tensioni”. 

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