29 Marzo 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 14/09/2016, 12.01

    IRAQ

    Patriarca Sako: Sminare i terreni per restituire la piana di Ninive ai profughi cristiani

    Louis Raphael Sako*

    Il primate caldeo sottolinea che prima di pensare a case e ospedali è essenziale liberare i terreni dalle mine lasciate dallo Stato islamico. È necessario cancellare questo “nemico subdolo”, nascosto “sotto la terra” e negli “oggetti di uso quotidiano”. Le operazioni di bonifica premessa indispensabile per il ritorno dei cristiani. Un giovane di 14 anni morto per l’esplosione di una mina. 

    Baghdad (AsiaNews) - Ricostruire case, chiese, ospedali può essere fonte di “soddisfazione” per una vita che torna alla normalità dopo le devastazioni compiute dallo Stato islamico; tuttavia, prima ancora di ricostruire è essenziale compiere una “opera di sminamento”. È quanto afferma il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako, in una lettera-appello - inviata ad AsiaNews - in cui chiede di lavorare “passo dopo passo […] ricostruendo dopo aver bonificato”, per poter tornare “un giorno” a “vivere qui, nelle nostre case”. 

    Ancora oggi, a oltre due anni dalla presa di Mosul e di parte della piana di Ninive delle milizie dello SI e alla vigilia di una imponente operazione dell’esercito irakeno contro i jihadisti dall’area, risulta “difficile sapere in quale condizione verseranno i villaggi” dopo la liberazione. Certo sarà necessario ricostruire case e infrastrutture, avverte il primate caldeo, ma “prima di tornare per restituire nuova vita alle nostre care e benamate città” sarà necessario “rimuovere un grande ostacolo. Questo ostacolo è un nemico subdolo, nascosto sotto la terra e alle volte anche negli stessi oggetti di uso quotidiano”. 

    “Oggi - conclude mar Sako - dobbiamo affrontare in modo serio il dopo Daesh e pianificare il ritorno alla vita di questa piana fertile, e antica”. 

    Ecco, di seguito, la lettera-appello del Patriarca caldeo inviata ad AsiaNews:

    In questi giorni diversi giornali parlano dei preparativi della battaglia di Mosul; tuttavia, alla conclusione dei combattimenti si dovrà pensare a un nuovo imponente progetto umanitario. Da oltre due anni diverse centinaia di migliaia di abitanti della piana di Ninive, circa 120mila cristiani, decine di migliaia di Yazidi, di kakaïs e tutti gli altri abitanti di questa regione sperano di poter rientrare nelle loro case. 

    Sfortunatamente, risulta oggi difficile sapere in quale condizione verseranno i villaggi cristiani dopo la loro liberazione. Non vi sono però dubbi circa il fatto che, come è avvenuto in altre città irakene liberate, sarà necessario ricostruire le scuole, le case, ripristinare le cliniche, gli ospedali e le chiese. 

    Ciononostante, prima di pensare alla ricostruzione, prima di tornare per restituire nuova vita alle nostre care e benamate città della piana di Ninive - Teleskuf, Bqaofq, Batnaya, Tell Keff, Bartala, Ba’ashiqa, Karamless e Qaraqosh - sarà necessario rimuovere un grande ostacolo. Questo ostacolo è un nemico subdolo, nascosto sotto la terra e alle volte anche negli stessi oggetti di uso quotidiano. 

    Vi voglio parlare delle mine e delle molte insidie che lo Stato islamico (SI) dissemina nel terreno quando è costretto ad abbandonare un territorio. In ogni zona dalla quale lo SI si ritira semina morte e distruzione nascondendo nel terreno mine e congegni esplosivi. 

    A Sinjar, a Ramadi e a Tikrit quante persone sono morte mentre tornavano nelle loro case? Quante famiglie sono state spezzate mentre gioivano per aver ritrovato infine le loro case, dopo essere state a lungo sfollate o rifugiate?

    Queste trappole lasciate da Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico, SI] non devono prolungare oltre il calvario dei rifugiati della piana di Ninive. Oggi, dobbiamo affrontare in modo serio il dopo Daesh e pianificare il ritorno alla vita di questa piana fertile, e antica, che porta il nome di Ninive. 

    Se desidero attirare l’attenzione del mondo su questo dramma, è perché non voglio che i nostri bambini crescano in mezzo a campi minati. Il nostro popolo ha già sofferto abbastanza, perché debba registrare altre persone ferite, amputate, uccise dalle mine. 

    Un giovane cristiano di soli 14 anni, Eugène Salah, è morto per aver calpestato una mina, mentre era impegnato a lavorare la terra in compagnia del padre, in uno dei nostri villaggi liberati. 

    Oggi lancio un invito a tutti gli uomini di buona volontà, a tutti i cristiani, perché si mobilitino affinché la piana di Ninive possa ritornare a vita nuova. Sì, confidando in Cristo Signore voglio credere nella resurrezione della piana di Ninive e di Mosul! 

    Per poter ricostruire la culla delle comunità cristiane in Iraq, serve prima di tutto un grande lavoro di sminamento. Ai primi di luglio ho chiesto alla Fraternità in Iraq [Ong francese in prima linea nell’opera di aiuto e sostegno alle minoranze religiose in Iraq fra cui cristiani, yazidi, shabak, ndr] di capire come possano essere sminati due villaggi cristiani liberati già da tempo. 

    In questi giorni la stessa Fraternità in Iraq e la Francia hanno annunciato che presto potranno cominciare le operazioni di pulizia e sminamento di questi due villaggi cristiani e di altri quattro villaggi kakaïs nella regione. Questo progetto, che mira al contempo a formare anche dei cristiani in questa opera, non è che il primo passo. 

    Certo, è fonte di maggiore soddisfazione costruire scuole o cliniche, ma se non si compie prima questa opera di sminamento non sarà possibile ricostruire. Anticipando questo problema, potremo ridurre di molto il lasso di tempo che trascorrerà fra la liberazione dei nostri villaggi e il giorno in cui i profughi cristiani potranno tornare nelle loro case. Facendo venire oggi gli specialisti dello sminamento nella piana di Ninive, iniziamo il cammino di ricostruzione e del post Isis delle aree liberate. 

    Invito tutti coloro i quali leggeranno queste parole a credere in Cristo, nostro Salvatore, e che sì, Mosul e la piana di Ninive potranno resuscitare un giorno. Ed è lavorando passo dopo passo, tappa dopo tappa, ricostruendo dopo aver bonificato, che noi cristiani irakeni potremo un giorno tornare a vivere qui, nelle nostre case. 

    * Patriarca caldeo di Baghdad e presidente della Conferenza episcopale irakena

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    01/08/2015 IRAQ
    Patriarca di Baghdad: Un anno dopo la presa di Ninive, preghiamo per la pace
    Nella notte fra il 6 e il 7 agosto del 2014, i terroristi dello Stato islamico razziarono i villaggi cristiani della Piana di Ninive costringendo alla fuga centinaia di migliaia di persone. Un anno dopo, Mar Sako indirizza una preghiera al Papa e ai vescovi di tutto il mondo “perché si uniscano a noi in questo triste anniversario”.

    30/01/2016 09:14:00 IRAQ
    Mar Sako, tre anni da patriarca: unità e servizio per il futuro della Chiesa in Iraq

    Il patriarca caldeo pubblica una lettera pastorale nel terzo anniversario dall’elezione. Il primate della Chiesa irakena sottolinea gli obiettivi raggiunti e traccia le sfide per il futuro. Nell’Anno della misericordia l’esigenza di perdonare ed essere perdonati. Una leadership politica cristiana forte per difendere i diritti della comunità.



    31/10/2016 11:41:00 IRAQ
    Leader cristiani: dopo Daesh, Mosul e Ninive siano modello di unità e libertà religiosa

    Su invito del patriarca Sako leader cristiani irakeni si sono riuniti ieri a Erbil per discutere del futuro della regione. Componente originaria dell’Iraq, i cristiani sono “pionieri di moderazione e apertura”. E sono un modello capace di “accogliere e unire” oltre le differenze. Un richiamo al multiculturalismo contro quanti ipotizzano una regione musulmana per arabi e curdi. 

     



    12/09/2015 IRAQ - FRANCIA
    Patriarca di Baghdad: cittadinanza ed educazione religiosa, per la pace in Medio oriente
    Mar Sako è intervenuto alla Conferenza internazionale sulle minoranze perseguitate, che si è tenuta a Parigi. Egli ha sottolineato che “muri visibili e invisibili” hanno spianato la strada all’ideologia jihadista, ma “la pace è possibile”. Non è da escludere un intervento militare di terra per sconfiggere gli estremisti. E lavoro e giustizia per tutti per ricostruire la regione.

    27/10/2016 11:25:00 IRAQ
    Ninive, il patriarca Sako nei villaggi liberati dall’Isis: “Queste terre sono cristiane” (FOTO)

    Una visita di 12 ore, in sei villaggi e per oltre 200 km, fonte di “tristezza e sofferenza”, ma anche di “grande speranza”. L’obiettivo è la “ricostruzione” dei villaggi e il  ritorno dei rifugiati. Ma prima è essenziale la messa in sicurezza. Il ringraziamento per i generali e i soldati che conducono l’offensiva. Il nuovo appello alla pace e all’unità. 

     





    In evidenza

    VATICANO
    Il Papa ai giovani: Memoria del passato, coraggio nel presente, speranza per il futuro



    Diffuso oggi il Messaggio per la 32ma Giornata mondiale della gioventù sul tema “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. Il modello di Maria nel suo incontro con Elisabetta. Rifiutare l’immobilità del “divano” dove starsene comodi e sicuri. Vivere l’esperienza della Chiesa non come una “flashmob” istantanea. Riscoprire il rapporto con gli anziani. Vivere il futuro in modo costruttivo non svalutando “le istituzioni del matrimonio, della vita consacrata, della missione sacerdotale”.


    AFGHANISTAN
    P. Moretti: Le Piccole sorelle di Gesù, per 60 anni “afghane fra gli afghani”



    Hanno vissuto 60 anni al servizio dei bisognosi. Sono rimaste a Kabul sotto l’occupazione sovietica, il controllo dei talebani e i bombardamenti Nato. Rispettate da tutti, anche dai talebani. Questo febbraio è finita la loro esperienza, secondo p. Moretti “una a cui guardare”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®