23/01/2020, 08.45
LIBANO
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Patriarca maronita, date una ‘possibilità’ al nuovo governo. Ma la protesta continua

Il porporato si rivolge ai cittadini, invitandoli a non opporre “un rifiuto a priori” e permettere di “mettere in pratica un programma di salvataggio”. Disordini e danni, aggiunge, “non devono avvenire”. Ieri nuove manifestazioni e ancora scontri in centro a Beirut, almeno 10 i feriti. Il presidente Aoun invita l’esecutivo a “conquistare la fiducia dei libanesi”.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Il patriarca maronita, card Beshara Raï, ha lanciato un appello al Paese chiedendo di “dare una possibilità” al nuovo esecutivo annunciato ieri dal Primo Ministro Hassan Diab, già nel mirino dei manifestanti ancor prima di entrare in carica. Nel pomeriggio e nella tarda serata di ieri si sono consumati nuovi scontri fra dimostranti anti-governativi e forze dell’ordine nel centro di Beirut. 

“Questa sera - ha sottolineato il porporato - io mi rivolgo al popolo libanese per dirgli di non farsi attanagliare dal dubbio e dal rifiuto a priori, e di concedere una possibilità al governo per mettere in pratica un programma di salvataggio e un piano di lavoro”. Nell’omelia della messa celebrata ieri nella sede patriarcale a Bkerké, il primate maronita ha aggiunto che “disordini, danni a beni pubblici e privati, incendi di pneumatici e i blocchi stradali non devono avvenire in questo periodo”. 

Sempre ieri, il card Raï si è intrattenuto al telefono con il neo Primo Ministro Diab. Nel contesto della conversazione egli ha rivolto gli auguri della comunità maronita per il nuovo incarico, pur ricordando al contempo le preoccupazioni e i timori per il futuro del Paese. 

Intanto nella capitale fin dal pomeriggio si sono consumati nuovi scontri fra polizia e manifestanti. Le forze di sicurezza hanno lanciato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, per respingere un gruppo di persone intente a sradicare alberi, lanciare pietre e petardi, smantellare le barriere di sicurezza poste attorno a piazza Nejmeh. I dimostranti avrebbero anche incendiato una tenda da campo delle forze di sicurezza e sfasciato le vetrine di alcuni negozi. 

Secondo le prime informazioni, sarebbero almeno 10 i feriti degli scontri di ieri durati diverse ore. 

“Vogliamo un governo di esperti […] chi credono di prendere in giro?” Urlava un manifestante di nome Fadi Zakour. “Stiamo dimostrando da 90 giorni e non siamo certo felici di chiudere le strade”. 

L’annuncio del nuovo esecutivo è arrivato nella tarda serata del 21 gennaio, a tre mesi dalle dimissioni del precedente guidato dal premier Saad Hariri travolto dalle proteste di piazza di cittadini infuriati che chiedono riforme economiche e lotta vera alla corruzione. Una nuova squadra che resta però legata a partiti e fazioni, mentre la popolazione chiedeva “esperti indipendenti” in grado di affrontare “la peggiore crisi” dalla fine della guerra civile (1975-90). 

Nel pomeriggio di ieri, intanto, si è tenuta la prima riunione del neonato governo al palazzo di Baabda, sotto la guida del presidente Michel Aoun. Durante l’incontro il Primo Ministro ha ammesso che il Paese deve affrontare e risolvere “una impasse finanziaria, economia e sociale” e promette di rispondere alle legittime richieste dei cittadini. “Siamo di fronte a una catastrofe - ha detto Diab - ed è nostro compito alleviare l’impatto e le ripercussioni di questa catastrofe sui libanesi”. È nostro compito, ha aggiunto, “garantire stabilità”. 

Nel suo intervento all’inizio del vertice di governo, il capo dello Stato ha chiesto al premier e ai nuovi ministri di “conquistare la fiducia dei libanesi e lavorare per raggiungere gli obiettivi ai quali aspirano”. “È necessario - ha concluso Aoun - lavorare per ripristinare la fiducia della comunità internazionale nelle istituzioni libanesi e rassicurare il popolo circa il suo futuro”.

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