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» 01/09/2010 12:31
CINA
Pechino stringe il controllo sui telefoni cellulari
Da oggi per acquistare una carta Sim telefonica occorre dare il proprio nome e registrarsi. Pechino dice che vuole così combattere la criminalità. Ma molti commentano che è invece colpita la libertà di parlare per telefono e navigare su internet, nell’ambito di una crescente censura.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Da oggi in Cina le carte Sim pre-pagate per i telefoni cellulari si possono acquistare solo presentando la carta d’identità e registrandosi con il proprio nome. Il ministro per l’Indutria e l’Informazione tecnologica dice che questo impedirà truffe e reati. Ma gli attivisti pro-diritti e i navigatori internet temono che il vero obiettivo sia una maggior censura dell’informazione e repressione contro i dissidenti.

Per ora i telefoni cellulari acquistati con una carta Sim prepagata non devono essere registrati, ma dovranno esserlo entro tre anni, sempre con il proprio nome e un documento. Inoltre le carte Sim già in circolazione e non registrate non saranno disabilitate.

Ci sarà maggior controllo anche sulla vendita della carte Sim, che fino ad oggi potevano essere venduta anche dall’edicola dei giornali, ai quali è stato proibito, pena una multa di 5mila yuan.

Secondo i dati ufficiali, alla fine di luglio in Cina c’erano 800 milioni di telefoni cellulari, circa 60,5 telefoni ogni 100 persone. Circa il 70% di costoro usano carte Sim pre-pagate, che garantivano l’anonimato. Le carte pre-pagate consentivano di usare il cellulare anche per messaggi molesti o criminosi. Ma al tempo stesso assicuravano libertà di azione a chi, ad esempio, vuole navigare in internet postando contenuti malvisti dalle autorità, senza essere identificato. Per simili ragioni molti esperti collegano il nuovo obbligo alla maggiore censura su internet in atto da qualche tempo.

Essi ritengono che il vero obiettivo di Pechino sia una maggiore censura e controllo sulla cittadinanza, perché i gruppi criminali sono capaci ad aggirare il problema, ad esempio con documenti di identità falsi o copiati e cambiando spesso le carte Sim, mentre la persona normale non è in grado di farlo. Inoltre dicono che quest’obbligo è una violazione della libertà di comunicazione, riconosciuta per legge.


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Missione Bengala
155 anni del Pime in India e Bangladesh EMI 
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