30/06/2008, 00.00
CINA
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Più che dimezzata la crescita industriale cinese

“Solo” +20,9% nei primi 5 mesi 2008, dopo un +42,1% nel 2007. Tra le cause le tempeste di neve di gennaio e l’aumento del costo di energia e materie prime. Esperti: se l’inflazione rallenta, Pechino aumenterà i prezzi di vari servizi e prodotti e l’industria riprenderà a correre.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Rallenta molto la crescita industriale cinese, frenata dall’alto costo dell’energia e di materie prime come l’acciaio ma anche dalle gravi nevicate dello scorso inverno. Da gennaio a maggio i profitti sono cresciuti del 20,9%, significativo, ma lontano dall’incredibile +42,1% dei primi 5 mesi del 2007.

Peraltro fonti ufficiali notano che la crescita ha accelerato da marzo, dopo che a gennaio e febbraio era stata di “solo” il 16,5%. L’economista Xing Ziqiang nota che nei due mesi le tempeste di neve hanno interrotto strade e forniture, bloccato migliaia di lavoratori tornati a casa per il capodanno lunare e fatto chiudere centrali elettriche.

Molto penalizzante anche l’aumento del prezzo dell’acciaio, cresciuto del 40% nel 2008 per gli aumenti di minerale ferroso, carbone ed elettricità. La ditta leader Baosteel Group dovrà pagare fino al 96,5% in più per il minerale ferroso dell’australiana Rio Tinto ed esperti stimano maggiori costi di 800 miliardi di yuan (80 miliardi di euro) nel settore, con corrispondenti aumenti anzitutto per autoveicoli, costruzioni (in Cina il 60% dell’acciaio è usato per edilizia e infrastrutture) ed elettrodomestici.

Il reddito netto delle imprese è stato di 1,09 trilioni di yuan da gennaio a maggio, mentre ci sono state vendite per 18,38 trilioni (+29,3%). Peraltro il dato è condizionato dai profitti delle compagnie carbonifere, cresciuti del 97,8%, e di quelle di petrolio e gas (+54,3%). Anche se le raffinerie e le produttrici di elettricità hanno addirittura avuto perdite di 44,3 miliardi di yuan (circa 4,43 miliardi di euro) rispetto al profitto di 35,2 miliardi dello stesso periodo 2007, per l’aumento del prezzo del petrolio e l’imposizione statale di prezzi fissi per elettricità e carburante. Il governo il 20 giugno ha aumentato il prezzo del carburante tra il 16,7% e il 18,1% e dal 1° luglio il costo dell’elettricità salirà del 4,7%, con maggiori profitti per queste ditte.

Ottimista Frank Gong, capo economico della JP Morgan, per il quale se “rallenta l’inflazione sui prezzi alimentari, sarà possibile aumentare i prezzi di prodotti e servizi di altre industrie”. Dopo le Olimpiadi e con un’inflazione sotto il 7%, si prevedono nuovi aumenti per carburante ed elettricità. (PB)
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