28/01/2021, 08.50
COREA DEL NORD
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Più del 60% dei nordcoreani rischia la fame

Insicurezza alimentare per 16 milioni di abitanti. In Asia è il dato peggiore dopo Yemen e Afghanistan, due zone di guerra. Economia devastata da sanzioni internazionali, pandemia e calamità naturali. Kim Jong-un scommette sull’autosufficienza produttiva per superare la crisi.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Il 63% della popolazione nordcoreana rischia la fame. È il dato rivelato ieri dal dipartimento Usa dell’Agricoltura, il peggiore in Asia dopo quello nello Yemen (92%) e Afghanistan (67,3%), due zone di guerra: prima della crisi del coronavirus era del 59,2%. Secondo i calcoli del governo statunitense, nel 2020 più di 16 milioni di nordcoreani si sono trovati in una situazione di insicurezza alimentare, assumendo meno di 2.100 chilocalorie al giorno.

La Corea del Nord è isolata dalla comunità internazionale (tranne che dalla Cina e in parte dalla Russia), sottoposta da anni a restrizioni per il suo programma atomico e missilistico. Malgrado i tre vertici e gli apparenti buoni rapporti con l’ex presidente Usa Donald Trump, i negoziati con Washington sul nucleare sono in stallo da tempo. Il Paese è in grave difficoltà: l’emergenza pandemia e una serie di tifoni estivi hanno indebolito un’economia già devastata dalle sanzioni.

Durante il recente congresso del Partito dei lavoratori, al potere dalla fine della Seconda guerra mondiale, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha ammesso che l’ultimo piano economico quinquennale si è rivelato un fallimento. Come evidenziato dal sito web 38 North, il regime ha stimato per quest’anno una crescita delle entrate statali dello 0,9%: il tasso più basso dalla grande carestia di metà anni Novanta del secolo scorso.

Per far uscire la nazione dallo stato di crisi, l’uomo forte di Pyongyang punta sull’autosufficienza. Egli vuole limitare gli effetti della crisi sanitaria e delle sanzioni internazionali sponsorizzate dagli Usa. L’obiettivo del nuovo piano quinquennale è di innovare settori come costruzioni, trasporti e comunicazioni, con un’attenzione particolare alla telefonia mobile. Kim scommette anche sullo sviluppo di un’industria nazionale dell’energia nucleare.

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