29/04/2013, 00.00
PAKISTAN
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Punjab, scontri tra musulmani e cristiani per una trebbiatrice: un morto e due feriti

di Jibran Khan
Un banale litigio tra due vecchi amici – uno cristiano e l’altro musulmano – ha scatenato l’ira della comunità islamica, che ha aperto il fuoco contro un villaggio cristiano. Con fatica polizia e ranger hanno fermato gli scontri. Sacerdote locale: “L’odio verso il vicino è diventato comune; le autorità difendano le minoranze religiose”.

Islamabad (AsiaNews) - Un conflitto a fuoco costato un morto, due feriti e l'arresto di decine di persone: così in Pakistan un litigio fra due vecchi amici - un cristiano e un musulmano - per una trebbiatrice si è trasformato in un violento attacco di un gruppo di musulmani contro il villaggio cristiano Chak n. 31/10R (distretto di Khanewal, Punjab meridionale). Avvenuti il 27 aprile scorso, gli scontri sono proseguiti per oltre un'ora, con la polizia locale incapace di fermare i disordini. Solo l'intervento dei rangers (forze paramilitari che rispondono al ministero degli Interni, ndr) ha riportato la normalità. Per p. Aher Javed, sacerdote cattolico che vive nella zona, l'attacco "testimonia che l'intolleranza religiosa sta crescendo e l'odio verso l'altro è diventato comune".

Tutto nasce da un diverbio tra John Gill e Muhammad Safdar (nomi fittizi per ragioni di sicurezza), rispettivamente cristiano e musulmano, descritti come cari amici sin dall'infanzia. Il 26 aprile i due discutono per questioni legate alla terra: entrambi agricoltori, il cristiano avrebbe deciso di affittare la trebbiatrice da qualcun altro e non dall'amico. Il loro litigio coinvolge prima le famiglie e poi l'intera comunità islamica. Una cinquantina di musulmani si scaglia contro il villaggio cristiano: un colpo raggiunge Gill al collo, ferendolo in modo grave. I cristiani reagiscono, uccidendo Safdar.

La morte del ragazzo musulmano scatena l'ira della sua comunità, che con maggiore violenza attacca le case e minaccia di bruciare il villaggio. Le forze dell'ordine e i ranger riescono a sedare gli animi dopo oltre un'ora, arrestando membri di entrambe le fazioni. Ieri, la messa si è tenuta in modo regolare, ma alla presenza delle truppe paramilitari.

L'incidente ricorda il rogo a un quartiere cristiano di Lahore, dove il 9 marzo scorso 178 case sono state rase al suolo. "Ormai anche una piccola disputa - nota p. Javed - può causare sofferenze all'intera comunità. Noi condanniamo simili incidenti: la nostra religione è una religione di pace e tolleranza, promuoviamo la tolleranza e l'accettazione. Chiedo alle autorità di garantire la sicurezza delle minoranze religiose". 

 

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