14/03/2006, 00.00
cina - anp
Invia ad un amico

Ritocchi, più che riforme, nelle conclusioni dell'Assemblea nazionale del popolo

Il discorso finale di Wen Jiabao è pieno di tante promesse, ma con poche proposte per migliorare la situazione. Banche e valuta sotto stretto controllo dello stato.

Pechino (AsiaNews) – Come nelle previsioni, l'Assemblea nazionale del popolo si è chiusa oggi approvando quasi all'unanimità il piano economico del governo, preparato mesi fa dal Partito comunista. Il discorso finale del premier Wen Jiabao ha sottolineato la decisione di "non tornare indietro" con le riforme economiche, ma ha anche aperto la strada ad investimenti massicci dello stato nelle campagne: strade, acqua potabile, condutture del gas, scuole, ospedali, telecomunicazioni. La mossa del governo cerca in tal modo di trovare nuove vie all'economia cinese:

1)      migliorando la situazione delle campagne e contenendo le rivolte dei contadini, finora esclusi dallo sviluppo, incentrato nelle grandi città;

2)      rendendo le campagne un nuovo mercato interno per l'industria cinese che soffre di sovrapproduzione;

3)      virando verso questo nuovo mercato interno le caratteristiche economiche della Cina, finora troppo determinate dalle esportazioni all'estero.

Wen ha stabilito una crescita economica dell'8% per il 2006 (nel 2005 era stata del 9,3) e del 7,5 annui fino al 2010, riducendo di conseguenza i bisogni energetici e l'inquinamento, senza ristrutturare il modello economico cinese, che presenta sprechi energetici e massiccio uso di carbone inquinante.

Wen ha anche escluso nuovi ritocchi al valore dello yuan e ha assicurato che il sistema bancario resterà saldo nelle mani di Pechino. Tale sistema da una parte permette sovvenzioni alle industrie statali, dall'altra apre la strada a corruzione e insolvenze, rendendo fragili e vicine alla bancarotta le banche cinesi.

Wen ha comunque promesso una ferrea lotta contro la corruzione e gli espropri di terre ai contadini – causa maggiore delle rivolte – ma non ha precisato le vie concrete su cui procedere. Una legge in difesa della proprietà privata e per la cessione dei diritti della terra agli agricoltori – preparata per questa Anp – non è stata discussa. Anzi, durante una conferenza stampa coi giornalisti, Wen ha affermato che la proprietà collettiva della terra era ancora la migliore soluzione.

Durante i giorni dell'Assemblea molti delegati hanno espresso il sospetto che dietro le rivolte sociali si nascondono "paesi stranieri" e "industrie straniere" che tentano di scuotere il Paese.

Un ulteriore appello al patriottismo è stato fatto da Wen sul problema di Taiwan. Egli ha denunciato il presidente Chen Shuibian di provocare la Cina intensificando gli sforzi verso l'indipendenza; nello stesso tempo egli ha offerto dialoghi diretti con tutti coloro che nell'isola credono nella "unica Cina".

Wen ha anche difeso l'incremento del 14% nelle spese militari (il più alto in quasi 20 anni), dicendo che esso serve a modernizzare l'esercito e a potenziare l'autodifesa del Paese.

Nel nuovo piano quinquennale sono stati varati anche progetti nazionali per centinaia di miliardi di yuan, quali la costruzione di acquedotti dal sud al nord e quella di un gasdotto dall'ovest alle regioni costiere.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Critiche a Wen Jiabao: ai contadini diamo più diritti (e non solo più soldi)
07/03/2006
Wen Jiabao lancia le riforme economiche nelle campagne
06/03/2006
La Cina alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo
03/03/2006
Cina, l'Associazione avvocati chiede al governo di rimuovere la "presunzione di colpevolezza"
06/03/2015
Contadini scontenti dei risultati all'Assemblea nazionale del popolo
15/03/2006