09/12/2019, 14.40
MYANMAR
Invia ad un amico

Rohingya, Aung San Suu Kyi nei Paesi Bassi per difendere il Myanmar dall’accusa di genocidio

Il governo del Gambia ha intentato una causa contro Naypyidaw presso la Corte internazionale di giustizia. Manifestazioni pubbliche di sostegno della leader democratica stanno guadagnando slancio in tutto il territorio birmano. Le prime udienze pubbliche si terranno a partire da domani fino al prossimo 12 dicembre.

Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – Aung San Suu Kyi, consigliere di Stato e ministro birmano degli Affari esteri, è arrivata questa mattina nei Paesi Bassi. La leader democratica è a capo della squadra legale che difenderà il Myanmar dall’accusa di genocidio della minoranza Rohingya presso la Corte internazionale di giustizia (Icj). Nel frattempo, manifestazioni pubbliche di sostegno stanno guadagnando slancio in tutto il Paese: nelle ultime ore, migliaia di birmani sono scesi in piazza in diverse località del Paese e la mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni. Ma vi è anche chi si schiera in favore del procedimento penale: 17 organizzazioni in rappresentanza dell’etnia Shan hanno firmato stamane una dichiarazione a sostegno delle indagini contro i leader militari del Paese.

A nome dell'Organizzazione per la cooperazione islamica (Oic), lo scorso 11 novembre il governo del Gambia ha intentato una causa contro il Myanmar presso il tribunale dell'Aia. Le prime udienze pubbliche nel principale organo giudiziario della Nazioni Unite (Onu) si terranno a partire da domani fino al prossimo 12 dicembre e vedranno protagonisti i rappresentanti dei due Paesi. Le audizioni di questo mese non valuteranno se il Myanmar sia colpevole, ma si concentreranno sulla richiesta del Gambia di adottare misure provvisorie contro Naypyidaw per prevenire ulteriori atti di genocidio. Osservatori prevedono che la squadra legale birmana partecipi alle udienze dell'11 e 12 dicembre. Non è chiaro se Aung San Suu Kyi guiderà in prima persona la difesa, come più volte ipotizzato.

Esperti affermano che l'Icj di solito impiega anni per prendere una decisione in un caso, ma qualsiasi misura provvisoria potrebbe essere annunciata nel giro poche settimane. Sebbene il tribunale non abbia modo di farle rispettare, le sentenze possono influenzare la reputazione internazionale dei Paesi e stabilire precedenti legali.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Corte dell’Aja: ‘prevenire il genocidio’ dei Rohingya
23/01/2020 14:15
Rohingya, Aung San Suu Kyi a L’Aia: ‘Nessun genocidio. Caso incompleto e fuorviante’
12/12/2019 13:31
Al via la Conferenza di pace di Panglong del XXI secolo
31/08/2016 08:56
Rohingya, dal card. Bo nuovo appello per la pace: ‘Cercare la verità’
02/12/2019 13:31
Fissate all’8 novembre le elezioni in Myanmar: un test per la democrazia
02/07/2020 08:58