25/01/2019, 14.00
CINA-VATICANO
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Sacerdoti cinesi abbandonano il ministero perché contrari all’Associazione patriottica

di Padre Peter

Secondo p. Peter, l’autore di questo messaggio appartenente alla comunità ufficiale, essi si sentono “traditi” dal Vaticano, specie dopo l’accordo provvisorio fra Pechino e la Santa Sede sulle nomine dei vescovi. L’Ap opera ancora per una Chiesa “indipendente” (dalla Santa Sede). La funzione dell’Ap dovrebbe essere affrontata in futuro nei dialoghi fra le delegazioni vaticana e cinese.

Pechino (AsiaNews) – Diversi sacerdoti della comunità sotterranea stanno abbandonando la loro missione perché in contrasto con l’Associazione patriottica. È quanto testimonia in questo messaggio giunto ad AsiaNews a forma di padre Peter, un sacerdote della comunità ufficiale, amico di questi sacerdoti sotterranei. P. Peter difende la scelta “di coscienza” dei suoi amici e dice che essi si sentono “traditi” dal Vaticano, specie dopo l’accordo provvisorio fra Pechino e la Santa Sede sulle nomine dei vescovi. In effetti, se l’accordo corregge l’operato dell’AP almeno sulle nomine episcopali (papa Francesco ha detto che “l’ultima parola spetta a me”), esso non chiarisce il rapporto con questo organismo di controllo del Partito comunista cinese, che vuole edificare una Chiesa “autosufficiente” e “indipendente” (dalla Santa Sede). Nella sua Lettera ai cattolici cinesi del 2007, Benedetto XVI ha affermato che lo statuto dell’Ap è “inconciliabile con la dottrina cattolica”; papa Francesco ha ribadito spesso che la Lettera di papa Benedetto “è ancora valida”, ma di fatto si avalla che vescovi e sacerdoti appartengano all’Ap come una specie di “minor male”. Ancora adesso l’appartenenza all’Ap è condizione necessaria per essere riconosciuti dal governo. Benedetto XVI diceva anche che il riconoscimento del governo può avvenire “a condizione che esso non comporti la negazione di principi irrinunciabili della fede e della comunione ecclesiastica” e cita proprio “organismi” che costringono “ad assumere atteggiamenti, a porre gesti… che sono contrari ai dettami della loro coscienza di cattolici” (n. 7). Un esempio di questo dominio dell’Ap sui vescovi è la celebrazione dei 60 anni della Chiesa “indipendente”, in cui 48 vescovi hanno partecipato e applaudito a uno degli eventi più dolori della storia della Chiesa in Cina.

Secondo personalità vaticane, la funzione dell’Ap dovrebbe essere affrontata in futuro nei dialoghi fra le delegazioni vaticana e cinese. Intanto, soprattutto i fedeli delle comunità sotterranee si sentono “abbandonati”.

 

L’ennesimo fratello sacerdote che torna a casa

 

Ricordo quello che disse il Cardinal Joseph Zen: se la Santa Sede e il governo cinese raggiungessero veramente un accordo, permettendo ai vescovi illegittimi di guidare le loro diocesi, i sacerdoti della Chiesa non ufficiale potrebbero liberamente seguire la loro coscienza. Se impossibilitati ad annunciare il vangelo, potrebbero tornare a casa a lavorare nei campi. Non mi aspettavo che questa profezia del Cardinale Zen [Chen Ri Jun] si avverasse.

Non molto tempo fa, un sacerdote della mia città mi ha telefonato, chiedendomi di andare con lui a visitare un altro sacerdote, perché quest’ultimo era tornato a casa dalla sua missione. Durante l’incontro, dopo la felicità iniziale di rivedersi dopo tanto tempo e condividere le nostre avventure, non potevamo non parlare dei molti problemi affrontati dalla Chiesa cinese dopo la firma dell'accordo. Durante la conversazione, abbiamo scoperto che il motivo per cui questo fratello sacerdote ha deciso di tornare a casa era perché non poteva accettare di diventare l’assistente di un parroco dell’Associazione Patriottica.

Il sacerdote ha poi spiegato: "Per più di 30 anni ho lottato contro l’Associazione patriottica, e adesso vogliono che diventi il viceparroco di un prete dell’Associazione Patriottica. Non posso accettarlo, non ho altra scelta che tornare a casa". Sentendo queste parole, nel mio cuore ho provato un dolore indescrivibile. Cosa possiamo dire ancora della Santa Sede? Io rispetto ancora la coscienza di questo mio fratello sacerdote. Lui ha il diritto e l'obbligo morale di obbedire alla sua fede e alla sua coscienza.


Recentemente ho saputo da un amico che anche un altro sacerdote, che stava lavorando in Henan, è tornato a casa sua. Lo conosco bene: è un giovane sacerdote molto entusiasta e molto umile, ma anche lui è diventato una vittima dell'accordo Sino-Vaticano. Sicuramente oltre ai due casi che ho citato ce ne sono degli altri. Temo che in tutta la Cina ci siano tanti sacerdoti che vivono la stessa situazione: sono stati fedeli e hanno difeso la loro fede cattolica, ma improvvisamente sono stati traditi da Roma. Non possono violare la propria coscienza, ma ancora di più non possono andare contro la loro fede. L'importante è che non perdano la loro vocazione missionaria. Se il potere secolare li priva del loro potere divino, se non ricevono alcun sostegno o conforto dalla Chiesa, allora veramente sono come Cristo crocifisso, il “sofferente”. Come Gesù sulla Croce, l’unica cosa che possono fare è gridare nella massima impotenza: "Padre, perché mi hai abbandonato?".

 

Mercoledì 23 gennaio 2019

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