27 Giugno 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 21/01/2015, 00.00

    YEMEN

    Sanaa nel caos, i ribelli sciiti attaccano il palazzo presidenziale. Condanna dell'Onu



    Il leader ribelle Abdel Malek al-Houthi parla di fase “critica” del Paese e accusa il presidente Hadi di mettere i propri interessi davanti al bene della popolazione. Ieri violata la fragile tregua, con l’attacco alla residenza del capo dello Stato. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite conferma il sostegno ad Hadi, autorità “legittima” del Paese.

    Sanaa (AsiaNews/Agenzie) - Lo Yemen vive una fase "critica" della propria storia e in questi giorni "si potrebbe decidere il futuro del Paese". È quanto afferma il leader dei ribelli sciiti Abdel Malek al-Houthi, il quale accusa il presidente Abdrabbuh Mansour Hadi e le autorità di governo di mettere i propri interessi davanti al benessere della popolazione yemenita. In precedenza i ribelli Houthi avevano assunto il controllo della residenza del capo dello Stato e attaccato a colpi di granata la dimora privata del presidente, con l'obiettivo di rovesciare l'esecutivo al potere. Il Consiglio di sicurezza Onu ha condannato il raid e confermato il sostegno al presidente Hadi. 

    Rivolgendosi alla nazione, il leader Houthi punta il dito contro la leadership politica a Sanaa, colpevole di aver diffuso ai più alti livelli "corruzione e tirannia". "La nazione - aggiunge - ha iniziato a muoversi verso una condizione tragica e il collasso totale. La situazione è peggiorata su tutti i fronti, politico, sociale, economico, nella sicurezza". 

    Il capo del movimento ribelle sciita accusa inoltre il governo di incoraggiare la diffusione di al-Qaeda nello Yemen, un Paese considerato strategico dagli Stati Uniti nella lotta al movimento terrorista di matrice islamica. "Li hanno aiutati a svilupparsi in tutte le province - accuse Houthi - e il presidente si è rifiutato di dare l'ordine all'esercito di sferrare una guerra contro di loro". 

    Gli Houthi sono un gruppo etnico di religione sciita originario del nord dello Yemen, appartenenti alla comunità Zaidi; dal 2004 promuovono attacchi contro il potere centrale e le milizie filo-governative sunnite. Durante la rivolta del 2011 hanno acquisito un potere e una autonomia crescenti nella provincia settentrionale di Saada, infliggendo anche pesanti sconfitte ai tribali sostenuti dall'Islah nella vicina provincia di Amran. Nel settembre scorso essi hanno invaso la capitale, senza però strappare al presidente e al governo i centri chiave del potere. 

    I pesanti bombardamenti di ieri sono giunti a sole 24 ore di distanza dall'accordo per il cessate il fuoco raggiunto dai ribelli Houthi e dalle guardie presidenziali; una fragile tregua che non sembra destinata a durare, mentre il Paese precipita sempre più nel caos. In un comunicato sottoscritto da tutti e 15 gli Stati membri, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha confermato che il presidente Hadi è "l'autorità legittima" alla guida del Paese e invita tutti gli attori a "mantenere la nazione nel solco della stabilità e della sicurezza". 

    Dalla caduta dell'esecutivo guidato da Saleh, avvenuta dopo 33 anni consecutivi nel 2012, i membri del governo nazionale hanno cercato di contrastare la crescente presenza di al Qaeda nello Yemen, spesso con l'aiuto di attacchi compiuti da droni statunitensi. Nel novembre 2014 si è formato un nuovo governo, che sta cercando di calmare le tensioni politiche nazionali. In un quadro mediorientale contraddistinto da violenze e focolai di guerra, per Washington e i Paesi arabi la stabilità dello Yemen resta una priorità, per la vicinanza con l'Arabia Saudita e la presenza di rotte commerciali marittima (attraverso il golfo di Aden) di importanza strategica. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/10/2015 YEMEN - ARABIA SAUDITA
    Yemen, raid aereo colpisce una festa di nozze: almeno 15 morti e 25 feriti
    Il raid è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri. Centrata una abitazione privata a Sanban, circa 100 km a sud-est di Sana’a, sotto il controllo dei ribelli Houthi. Riyadh non commenta, ma dietro l’attacco vi sarebbe la coalizione a guida saudita. Nel Paese è allarme umanitario: l’80% della popolazione è a rischio fame, almeno 2.300 le vittime civili.

    07/10/2015 YEMEN - ARABIA SAUDITA
    Nel pantano yemenita l’Arabia Saudita rischia di perdere finanze e prestigio militare
    I ribelli sciiti Houthi hanno accettato per iscritto il piano di pace Onu in sette punti. L’intesa prevede il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe dalle città. La campagna militare di Arabia Saudita ed Emirati complica l’accordo. Sul fronte yemenita Riyadh si gioca prestigio e finanze. L’analisi di due esperti mediorientali, per gentile concessione di Jamestown Foundation.

    13/05/2016 11:10:00 YEMEN
    Yemen verso la spartizione: si procede alla pulizia etnica-geografica

    Migliaia di persone del Nord, che vivono nel Sud del Paese, sono cacciate dalle loro case. Si terrorizza la popolazione con perquisizioni, licenziamenti, impiccagioni da parte dei comitati di sicurezza e dalle truppe saudite alleate.



    03/06/2016 08:51:00 ONU - YEMEN - A. SAUDITA
    Onu: i bombardamenti sauditi in Yemen hanno ucciso centinaia di bambini

    La coalizione araba a guida saudita che combatte nel Paese è stata inserita nella lista nera dei Paesi che violano i diritti dell’infanzia. Secondo le Nazioni Unite in Yemen sono morti 785 bambini nel conflitto, il 60% a causa dei raid aerei di Riyadh. I ribelli Houthi hanno reclutato il 72% dei 762 bambini soldato. 



    29/04/2016 08:53:00 KUWAIT - YEMEN
    Atmosfera positiva ma "nessun passo in avanti" nei colloqui di pace in Yemen

    L’inviato speciale Onu parla di clima cordiale nei colloqui, in corso a Kuwait City, ma aggiunge che nella prima settimana non si sono registrati sviluppi positivi. Restano le distanze fra le parti e non vi sono stati incontri faccia a faccia. Nel sud prosegue l’offensiva contro le milizie di al Qaeda. I jihadisti perdono il controllo di Al-Mukallā. 





    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Confusione e polemiche per il silenzio del Vaticano sul caso di mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Per alcuni l’articolo di mons. Ma con cui elogia l’Associazione patriottica, riconoscendo i suoi “errori”, è solo “fango”. Per altri egli si è umiliato “per il bene della sua diocesi”. Molti esprimono perplessità per il silenzio della Santa Sede: silenzio sul contenuto dell’articolo; silenzio sulla persecuzione subita dal vescovo di Shanghai. Il sospetto che in Vaticano si vede bene lo svolgimento del “caso” Ma Daqin che però fa emergere un problema: la Lettera di Benedetto XVI (con cui dichiara l’AP non compatibile con la dottrina cattolica) è abolita? E chi l’ha abolita? Il rischio di una strada di compromessi senza verità.


    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin: il testo della sua “confessione”

    Mons. Taddeo Ma Daqin

    Con un articolo pubblicato sul suo blog, il vescovo di Shanghai, dimessosi dall’Associazione patriottica quattro anni fa, sembra “confessare” il suo errore e esalta l’organismo di controllo della Chiesa. Riportiamo qui il testo quasi integrale del suo intervento. Traduzioni dal cinese a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®