20/01/2020, 11.22
HONG KONG-CINA
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Scontri, arresti, gas lacrimogeni a un raduno per il suffragio universale

di Paul Wang

L’incontro era stato organizzato dall’Hong Kong Civil Assembly Team. Quattro poliziotti sono stati feriti; otto manifestanti arrestati; arrestato anche l’organizzatore, Ventus Lau. La frustrazione per la richiesta del suffragio universale espressa fin dal 2007: “Ma il governo ci ha mai ascoltato?”. Scontri anche a Mong Kok.

Hong Kong (AsiaNews) – Un raduno per esigere il suffragio universale nel territorio è terminato in fretta con scontri fra manifestanti radicali, l’arresto di almeno quattro persone e lanci di gas lacrimogeni.

La manifestazione era stata organizzata dall’Hong Kong Civil Assembly Team, il cui portavoce è Ventus Lau, 25 anni. Il gruppo aveva chiesto di poter svolgere una marcia da Victoria Park a Chater Garden, ma la polizia ha dato il permesso per un raduno dalle 15 alle 16 di ieri a Chater Garden.

Fra le diverse migliaia di partecipanti, quattro persone sono state arrestate prima della conclusione perché possedevano martelli e bastoni e sospettati di voler creare caos.

Alle 16, quando la polizia ha iniziato a cacciare la gente per sgomberare la zona, due poliziotti in borghese, mescolati nella folla, sono stati presi d’assalto e feriti. Per salvare i loro commilitoni, poliziotti in tenuta antisommossa sono intervenuti con bastoni, lancio di lacrimogeni e spray urticanti.

Le forze dell’ordine hanno confermato che quattro poliziotti sono rimasti feriti e che altre quattro persone sono state arrestate per possesso di armi improprie.

Anche Ventus Lau è stato arrestato per non aver rispettato i termini del permesso, che scadeva alle 16. La polizia accusa Lau anche di aver arringato la folla rivelando che vi erano dei poliziotti in borghese fra la gente, scatenando la caccia all’uomo.

Su Ventus Lau pende l’accusa di aver violato il parlamento lo scorso primo luglio ed è libero su cauzione. Con ogni probabilità la nuova accusa e arresto peggiorerà la sua situazione.

La manifestazione chiedeva riforme elettorali in vista delle elezioni parlamentari del prossimo settembre, spingendo per un sempre maggiore suffragio universale. Dei 60 seggi del parlamento di Hong Kong, solo la metà sono soggetti a elezioni dalla base; gli altri sono occupati da rappresentanti delle corporazioni (functional constituencies) o da persone nominate dall’esecutivo. Ormai da decenni la popolazione di Hong Kong domanda che tutti i seggi siano elettivi.

Parlando alla folla intervenuta, Ventus Lau ha detto: “la prima volta che ho sentito la richiesta per il suffragio universale è stato nel 2007 e nel 2008. La gente ha poi continuato a domandarlo nel 2012, nel 2017 e ora siamo nel 2020”.

“Abbiamo compiuto un sacco di dimostrazioni pacifiche… ma il governo ci ha mai ascoltato?... Noi siamo qui non solo per protestare. Siamo qui per una rivolta, per vendicarci della immobilità del governo”.

Nella serata di ieri vi sono stati altri incidenti a Mong Kok. Un gruppo di giovani vestiti di nero hanno cercato di bloccare la strada. La polizia in tenuta anti-sommossa è intervenuta con bastoni e spray urticanti bloccando e colpendo anche alcuni giornalisti e volontari per emergenze mediche.

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