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    » 27/06/2012, 00.00

    COREA DEL SUD

    Seoul, si insedia il nuovo arcivescovo: “Aiutatemi tutti a portare avanti la mia missione”

    Joseph Yun Li-sun

    Con una messa solenne mons. Andrea Yeom Soo-jung diventa il 14esimo metropolita della capitale coreana. Venerdì riceverà il pallio da Benedetto XVI. Ai fedeli il nuovo pastore chiede “aiuto per portare avanti le grandi sfide che la Chiesa ha di fronte: combatteremo sempre per la vita umana e per la riunificazione della Corea”. Il presule vuole inoltre trasformare in un sito di pellegrinaggio il luogo dove vennero uccisi i primi martiri coreani, fra cui alcuni suoi avi diretti.

    Seoul (AsiaNews) - Migliaia di fedeli, sacerdoti e consacrati si sono stretti intorno al nuovo arcivescovo di Seoul, mons. Andrea Yeom Soo-jung, che con una messa solenne è divenuto il 14esimo metropolita della capitale coreana. Il nuovo arcivescovo prende il posto del card. Nicholas Cheong Jin-suk, che il prossimo 29 giugno saluterà la comunità cattolica con una messa solenne nella cattedrale di Myeongdong. Subito dopo la celebrazione mons. Yeom è partito per Roma dove, nella festività dei santi Pietro e Paolo, riceverà il pallio da Benedetto XVI.

    Nel corso della sua omelia, il nuovo pastore ha dichiarato di "sentire tutta la responsabilità di questo incarico, guidare la diocesi più grande del Paese. Chiedo aiuto a tutti voi per portare avanti questa missione". Subito dopo ha voluto chiarire le sfide più grandi del suo compito: "Dobbiamo mantenere al primo posto nella società la vita umana. La Chiesa combatterà per questo senza alcun compromesso".

    Ma dopo la vita umana, per un vescovo coreano, viene l'unità del proprio Paese. L'arcivescovo Yeom ha voluto che la sua messa di ingresso fosse celebrata il 25 giugno - 62esimo anniversario dell'inizio della Guerra di Corea - e ha chiesto a tutti di "pregare per la riunificazione delle due Coree, uno scopo che accomuna entrambi i popoli". Nella gerarchia cattolica, l'arcivescovo di Seoul è anche Amministratore apostolico di Pyongyang.

    Alla messa erano presenti il cardinal Cheong, il ministro coreano della Cultura Choe Kwang-shik, mons. Osvaldo Padilla e diversi leader politici fra cui Sohn Hak-kyu, Kang Ki-gap e il governatore di Gyeonggi, Kim Moon-soo. Il 27 % della popolazione di Seoul è di fede cattolica, e stampa e politica sono sempre più interessati al mondo della Chiesa: in Corea del Sud il 10,3 % della popolazione (più di 5 milioni di persone) è cattolica e il Paese si conferma ogni anno come uno dei più attivi nel campo dell'apostolato e dell'impegno sociale dei fedeli.

    Mons. Yeom, 68 anni, ha scelto come motto episcopale "Amen, Veni Domine Jesu" per sottolineare la sua "sottomissione totale alle decisioni del Signore". Il prelato è noto per la sua vicinanza ai giovani sacerdoti: ha lanciato il "KaKao Talk", un programma diocesano in cui i sacerdoti più anziani si accostano ai neo-ordinati per sostenerli nel cammino, e gioca con loro a tennis una volta al mese.

    L'arcivescovo, che proviene da una famiglia di cattolici della prima ora in Corea, è impegnato in modo particolare anche per ottenere dal governo la concessione dell'area Seosomun, nel centro di Seoul, che dovrebbe presto divenire un luogo di pellegrinaggio. Qui, nella tarda era Joseon (1800 circa), vennero martirizzati diversi cattolici: fra questi anche due avi diretti di mons. Yeom - Yeom Seok-tae e la moglie Maria Kim - che vennero arrestati e condannati a morte nel 1850. Il nuovo pastore della capitale intende preservare la memoria dei martiri e rilanciarne il culto.

     

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