16/04/2005, 00.00
CINA – GIAPPONE
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Shanghai e Tianjin: violente manifestazioni contro il Giappone

Pechino (AsiaNews/Agenzie) –  Migliaia di persone sono sfilate oggi a Shanghai urlando contro i crimini di guerra giapponesi, lanciando pietre e bottiglie,  spaccando vetrine e danneggiando i ristoranti giapponesi, fino al consolato giapponese dove hanno spaccato i vetri delle finestre e bruciato bandiere del Sol levante. Altre 10.000 persone hanno manifestato a Hangzhou  e almeno 2.000 a Tianjin, vicino la capitale.  Episodi di violenza sono stati impediti a Pechino, dove le strade erano presidiate da migliaia di poliziotti in tenuta antisommossa, come pure a Guangzhou e Chongqing. I siti internet chiamano i cinesi in piazza anche per domani davanti all'ambasciata di Pechino, quando arriverà in visita il ministro degli esteri giapponese, Nobutaka Machimura.

Le proteste sono state organizzate tramite "istruzioni" diffuse su internet. Non vi sono però indicazioni su chi le abbia indette: i gruppi autori delle precedenti proteste si sono dichiarati estranei. Analisti si chiedono se queste proteste non siano da collegare ad ambienti governativi.

Le manifestazioni sono nate dalle critiche contro l'adozione nelle scuole giapponesi di libri di testo troppo benevoli verso le violenze compiute dall'esercito nipponico prima e durante la Seconda guerra mondiale. I contrasti tra Cina e Giappone durano da mesi: Pechino non gradisce la richiesta di Tokyo per un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza Onu. I contrasti sono cresciuti sulle questioni energetiche. Mesi fa la Russia ha preferito il Giappone alla Cina come termine di un oleodotto siberiano; Tokyo ha intanto iniziato ricerche di gas naturale nel Mare cinese orientale, in una zona rivendicata anche dalla Cina. Entrambi i paesi desiderano che tutte le tensioni non distruggano i loro rapporti commerciali, con uno scambio di 178 miliardi di dollari all'anno.

Il premier giapponese  Junichiro Koizumi ha dichiarato che non ritiene negative ulteriori proteste in Cina, purché siano non violente e ordinate, mentre un documento del ministero degli esteri ricorda che "relazioni stabili tra Giappone e Cina sono indispensabili per la pace e la prosperità della regione Asia-Pacifico". (PB)

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