27/12/2012, 00.00
EGITTO - MALAYSIA
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Sheikh Imran Nazar Hosein: Il referendum e la Costituzione in Egitto sono un'offesa all'Islam

Per lo studioso, seguendo l'esempio di Maometto a Medina, la Costituzione dovrebbe essere frutto di negoziati e di consenso fra tutti i gruppi della popolazione, non imposta con un referendum. Per tutto ciò, l'islam deve chiedere scusa ai cristiani. Il rischio della guerra civile in Egitto è un "disegno sionista" che produrrà disprezzo per l'islam, bollato come "arretrato" e "stupido".

Kuala Lumpur (AsiaNews) - La Costituzione varata in Egitto dal presidente Mohamed Morsi come una "nuova alba" per il Paese è un'offesa all'islam; essa è un passo "sconsiderato e fuorviante" per cui i musulmani devono "chiedere scusa si cristiani" e agli altri gruppi presenti nella società egiziana. Lo stesso referendum con cui si è votata la costituzione è contrario all'islam sunnita e totalmente "senza saggezza". Questo pesante giudizio contro la politica dei Fratelli musulmani in Egitto viene da un'autorità internazionale dell'islam, lo Sheikh Imran Nazar Hosein, molto noto per i suoi tentativi di far dialogare la religione musulmana con il mondo moderno. Hosein, 72 anni, è nato a Trinidad e ha vissuto molto tempo negli Stati Uniti, poi in Pakistan e ora vive e lavora a Kuala Lumpur. Il suo discorso sulla Costituzione egiziana è stato postato su Youtube lo scorso 23 dicembre.

I suoi pesanti giudizi contro la leadership egiziana - accusata di tradire l'islam - emergono proprio mentre il governo di Morsi rivendica che il referendum è stato un successo e che la nuova Costituzione è appoggiata dal 63% dei votanti.

Imran Nazar Hosein afferma con decisione che il metodo con cui è stata varata la Costituzione egiziana è contraria alla pratica dell'islam, alla sunna. Egli ammette che una Costituzione è necessaria quando in una società vi sono "gruppi di persone differenti", quando la società non è "omogenea". Ma tale Costituzione va stilata con un "paziente negoziato" e discussione con i diversi gruppi sociali.

Per dar forza al suo argomentare, egli prende ad esempio il modo in cui Maometto ha prodotto l'accordo fra le tribù pagane ed ebree che esistevano a Medina. "Egli - spiega lo sheikh - ha passato sette mesi a cucire un paziente negoziato con ogni gruppo". In tal modo egli condanna l'assemblea costituente - da cui sono usciti cristiani, laici e perfino rappresentanti di Al-Azhar - che ha stilato la costituzione egiziana. "Maometto ha negoziato il consenso... Non si può avere una costituzione senza consenso; non si può avere una costituzione con un referendum o con delle votazioni".

Per questo egli aggiunge che bisogna "chiedere scusa ai cristiani d'Egitto" perché il modo in cui i Fratelli musulmani hanno agito è "sconsiderato e fuorviante".

Anche l'applicazione della sharia a una società pluralista (così come il governo egiziano vuole fare) non è "una scelta saggia", ma porterà "imbarazzo [per l'islam]" e "problemi". Secondo lo sheikh la sharia va applicata, ma in parallelo, mantenendo tutte le leggi civili e i musulmani devono dimostrare nei fatti che "la sharia è superiore" ad ogni legislazione, convincendo la popolazione che il modo shariatico risolve meglio i problemi economici e sociali.

Ma il colpo più pesante verso Morsi e i Fratelli musulmani viene quando Sheikh Hosein li accusa di dividere la popolazione egiziana e di mettere le basi per una "guerra civile".

Per Hosein vi è un "disegno sionista" che sta facilitando il potere dei Fratelli musulmani in Egitto che porta a spaccare il Paese e a renderlo un esempio del fallimento dell'islam, tanto che tutti potranno dire: "Questo è l'islam e questo è ciò che esso sta facendo", manifestando "stupidità", "arretratezza", "mancanza di saggezza".

Durante il suo discorso in video, Imran Nazar Hosein chiede scusa varie volte alla leadership egiziana, sperando che essi "non si offendano o rimangano feriti" dalle sue parole, ma ogni volta ribadisce pure che il loro atteggiamento è stato "sconsiderato e fuorviante", crea "imbarazzo" nell'islam e non è secondo la sunna.

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