13/11/2017, 12.03
TAIWAN
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Taipei, migranti del sud-est asiatico per soddisfare il bisogno di manodopera

L’economia attraversa un periodo di stagnazione, con una crescita annua dello 0,6%. Sono 233mila i lavoratori richiesti dal settore industriale. Attirare giovani stranieri e forza lavoro qualificata per stare al passo con le economie sviluppate e aumentare la produttività. Isolamento diplomatico, basso tasso di natalità e invecchiamento della popolazione importanti sfide per l’economia nazionale.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Taiwan deve diventare un Paese più amichevole nei confronti dei lavoratori migranti del sud-est asiatico. È la soluzione del Primo ministro taiwanese William Lai Ching-te alla grave mancanza di manodopera denunciata dalle industrie nazionali, secondo cui sono oltre 200mila i lavoratori richiesti.

Lin Wan-i, accademico e ministro senza portafoglio dello Yuan esecutivo [ramo esecutivo del governo, ndr] afferma che l’amministrazione dovrebbe mirare ad attrarre e trattenere persone di talento dai Paesi che beneficiano della New Southbound Policy [iniziativa per lo scambio e la cooperazione, ndr], affinché diventino cittadini di Taiwan. Per stare al passo con altre economie sviluppate e aumentare la propria produttività, secondo Lin Taiwan dovrebbe attirare giovani stranieri e lavoratori competenti che risiedano nella nazione.

Il ministro invita il governo ad accogliere studenti provenienti dai Paesi del Sud-est asiatico che debbano conseguire un’istruzione tecnica o superiore, per soddisfare le competenze necessarie richieste dalle industrie. Formando i giovani, la speranza è che essi soggiornino e lavorino a Taiwan, diventando in seguito residenti. Lin suggerisce inoltre di accordare migliori diritti sul lavoro ai collaboratori domestici stranieri, divenuti sempre più importanti risorse umane per l’economia nazionale. Un gran numero di essi è disposto a lavorare e trascorrere nel Paese molto tempo, fino al limite massimo di 14 anni.

Secondo le statistiche del ministero del Lavoro rilasciate alla fine di febbraio 2017, sono 233mila i lavoratori richiesti dal settore industriale. I posti di lavoro disponibili nella produzione sono circa 88mila, di cui 18.706 negli stabilimenti per l’assemblaggio di componenti elettronici. Vi sono inoltre 43mila posizioni vacanti nelle imprese di vendita al dettaglio e all'ingrosso.

L'economia di Taiwan è la 19ma più grande al mondo in termini di potere d'acquisto. È considerata un'economia avanzata dal Fondo monetario internazionale e ha l'indice di imprenditoria globale più alto in Asia. Inoltre, si classifica come la quinta economia più grande del continente. Nonostante l’apparente stato di salute, Taiwan ha un'economia che al momento attraversa un periodo di stagnazione, con una crescita annua dello 0,6%. Le esportazioni, guidate dall’elettronica, produzione di macchinari e petrolchimica, nel recente passato hanno fornito l'impulso primario dello sviluppo economico. Tuttavia, questa pesante dipendenza dalle esportazioni espone l'economia alle fluttuazioni della domanda mondiale.

L'isolamento diplomatico di Taiwan, il basso tasso di natalità e la popolazione che invecchia rapidamente sono altre importanti sfide a lungo termine. Il tasso di fertilità totale, di poco più di un bambino per donna, è tra i più bassi del mondo. Ciò aggrava la prospettiva di future carenze, diminuzione della domanda interna e diminuzione delle entrate fiscali. La popolazione di Taiwan sta invecchiando con rapidità. Si prevede che il numero di persone sopra i 65 anni raggiungerà il 20% della popolazione totale entro il 2025.

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