30/03/2021, 08.54
IRAN - CINA
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Teheran grazia oltre 1800 detenuti, anche per reati legati alla ‘sicurezza’

Fra quanti hanno beneficiato del provvedimento vi sono manifestanti arrestati nel novembre 2019 durante le proteste per il caro carburante. Analisti definiscono “molto raro” il rilascio di un numero così elevato di detenuti per reati contro lo Stato. La nuova Via della Seta unisce Teheran e Pechino in chiave anti-americana.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Su indicazione della guida suprema Ali Khamenei, le autorità iraniane hanno concesso la grazia o commutato le pene detentive di oltre 1800 carcerati, fra i quali vi sono anche 100 persone condannate per reati legati alla “sicurezza”. Il provvedimento è giunto ieri, in occasione dell’anniversario della nascita del dodicesimo imam sciita, Mahdi, e della festa della Repubblica islamica che cade quest’anno il primo aprile. Fra i beneficiari vi sono anche quanti avevano partecipato alle proteste popolari del novembre 2019 contro l’aumento dei prezzi, in particolare quelli del carburante. 

Analisti ed esperti sottolineano che è “molto raro” assistere in Iran al rilascio di un numero così elevato di persone condannate per crimini contro lo Stato. Teheran nega da sempre con forza la presenza di “detenuti politici” all’interno delle proprie carceri. Ogni anno la guida suprema accorda diversi provvedimenti di grazia collettivi in occasione delle principali feste religiose o su proposta del capo della magistratura.

Secondo quanto riferisce Mizan Online, agenzia ufficiale dell’autorità giudiziaria, la guida suprema “ha accettato di accordare la sua grazia o la riduzione della pena a 1849 condannati”. Una misura presa in occasione della nascita dell’imam Mahdi, che verrà alla fine dei tempi per inaugurare un regno di giustizia. “Cento condannati - prosegue l’agenzia, senza fornire particolari dettagli - per motivi legati alla sicurezza dello Stato figurano nella lista dei graziati, che comprende anche un certo numero di persone condannate per gli eventi del novembre 2019”. 

L’aumento vertiginoso dei prezzi nell’autunno di due anni fa aveva innescato una ondata di contestazioni in diverse città, fra cui la capitale Teheran, repressa con la forza dalle autorità. Secondo ong e attivisti pro-diritti umani, il brutale intervento della polizia e dei gruppi para-militari avrebbe provocato almeno 304 vittime. All’epoca le Nazioni Unite avevano denunciato “arresti massicci” e la gran parte delle persone fermate si trova tuttora in carcere. 

Intanto Cina e Iran, entrambe soggette alle sanzioni statunitensi, hanno sottoscritto in questi giorni un accordo di cooperazione di 25 anni per rafforzare i legami economici, politici, commerciali e strategici. La firma giunge nel contesto della Belt and Road Initiative (Bri, detta anche “la nuova Via della Seta”), un mega progetto infrastrutturale lanciato da Pechino che intende unire l’Asia dell’est all’Europa. “La collaborazione fra i due Paesi - ha detto il presidente iraniano Hassan Rouhani - è molto importante per l’implementazione dell’accordo nucleare (Jcpoa) e l’adempimento delle obbligazioni da parte delle nazioni europee”. 

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