09/09/2009, 00.00
COREA – STATI UNITI
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Tensioni fra Seoul e Pyongyang per l’incidente alla diga di Hwanggang

La Corea del Nord ha aperto in maniera “intenzionale” le bocche della diga, che hanno scaricato 40 milioni di tonnellate di acqua in territori sud-coreano. Esso ha causato la morte di sei persone, accampate sulle rive del fiume. Washington congela i beni di due aziende nord-coreane, sospettate di sostenere il programma nucleare del Nord.
Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Torna ad alzarsi la tensione fra Pyongyang e Seoul, dopo settimane di relativa distensione e incontri ufficiali. Ad innescare lo scontro, un incidente in una diga nord-coreana al confine, che ha causato la morte di sei cittadini del Sud. Da Washington arriva anche la decisione di congelare i beni di due imprese del Nord, sospettate di sostenere il programma nucleare di Pyongyang.
 
Questa mattina Hyun In-taek, Ministro sud-coreano per l’unificazione, ha affermato, senza scendere nei dettagli, che il Nord potrebbe avere rilasciato in maniera “intenzionale” le acque (circa 40 milioni di tonnellate) dalla diga di Hwanggang, al confine con il Sud. Essa ha causato la morte di sei persone, accampate nei pressi del fiume Imjin, nella zona demilitarizzata in territorio sud-coreano, travolte dall’arrivo improvviso del muro d’acqua.
 
In un primo momento il governo sud-coreano aveva lasciate aperte tutte le possibilità, chiedendo spiegazioni a Pyongyang in merito all’incidente. Ieri l’inversione di rotta verso il governo nord-coreano, da una posizione “prudente” a quella di “intransigenza”.
 
Esperti di politica sud-coreana spiegano che il cambiamento può essere legato a questioni di “politica interna”. L’incidente, infatti, ha creato sdegno e rabbia nel Sud e diversi quotidiani hanno criticato l’approccio “morbido” di Seoul; per calmare l’opinione pubblica, il governo del conservatore Lee Myung-bak ha così chiesto “spiegazioni esaustive” e “scuse ufficiali”.
 
Intanto gli Stati Uniti hanno deciso di congelare i beni di due aziende nord-coreane – The General Bureau of Atomic Energy e Korea Tangun Trading Corp – sospettate di sostenere il programma nucleare di Pyongyang. Il regime ha annunciato nei giorni scorsi di essere entrato nell’ultima fase del programma di arricchimento dell’uranio, necessario per la fabbricazione dell’arma nucleare.
 
Un funzionario statunitense, in condizioni di anonimato, ha sottolineato che le sanzioni sono un segnale inviato da Washington per “esercitare pressioni” verso Pyongyang, per riaprire il tavolo dei negoziati a Sei sul nucleare.
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