06/09/2011, 00.00
NEPAL – CINA
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Terai, primo attacco contro un’industria cinese

di Kalpit Parajuli
La bomba ha danneggiato una fabbrica di alimentari a Inaruwa nella regione del Terai. L’attentato è stato rivendicato da un gruppo armato di sinistra che mira a cacciare cinesi e popolazione non autoctona dalla regione. Nel Terai lavorano centinaia di imprenditori cinesi, che hanno in mano i settori edilizio, tessile e alberghiero.
Kathmandu (AsiaNews) – Bomba contro un’industria di alimentari cinese a Inaruwa nel distretto di Narsingh (Terai, Nepal del Sud). L’esplosione, avvenuta questa notte, ha danneggiato l’edificio senza provocare danni a persone. Questo è il primo attacco contro un industria cinese nella regione e ha spaventato i numerosi imprenditori, che temono per la loro sicurezza. L’attentato è stato rivendicato dal Janatantrik Tarai – Madhes Mukti Party, gruppo terrorista per la l’indipendenza del Terai, che mira a cacciare cinesi e popolazione non autoctona dal territorio.

Bijaya Gachhadar Kumar, vice Primo ministro e ministro degli Interni, afferma ad AsiaNews che l’attacco è per ora un caso isolato e non vi sono pericoli per il futuro, ma il governo farà di tutto per arrestare i colpevoli. Kumar assicura che il Nepal è un Paese sicuro e l’esplosione non danneggerà gli investimenti della Cina e di altre nazioni.

Con la fine della monarchia indù nel 2006 e la salita al potere dei movimenti politici maoisti e comunisti, il Nepal ha aperto le sue porte agli investimenti cinesi sul suo territorio. Ciò ha fatto uscire il Paese dall’orbita esclusiva dell’India, storica sostenitrice della monarchia e dei partiti più conservatori. In questi anni le autorità nepalesi hanno ricambiato gli aiuti economici di Pechino, proibendo qualsiasi manifestazione anticinese e aumentando la repressione contro i dissidenti tibetani.

Secondo recenti studi, nella regione del Terai lavorano centinaia di imprenditori cinesi, in particolare nei settori dell’edilizia, tessile e alberghiero. Per gestire gli investimenti e sfruttare le risorse naturali, le autorità di Pechino hanno anche creato diversi centri di ricerca nella regione. Lo scorso 1 agosto il governo locale di Lumbini, luogo di nascita di Bhudda, ha bloccato un mega progetto turistico da tre miliardi di dollari realizzato in segreto da Pechino. Lo scopo era trasformare il luogo sacro e meta di pellegrinaggi in un centro turistico di lusso.

Fonti interne all’ambasciata cinese a Kathmandu, affermano che Pechino sta trattando con il neo-eletto governo maoista per espandere ancora di più il dominio economico e culturale sul Paese.
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