04/05/2013, 00.00
GIAPPONE
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Tokyo parte dallo Sri Lanka per una nuova politica estera

Il vice premier giapponese è a Colombo per firmare un accordo bilaterale su infrastrutture e difesa. Intanto, il premier Shinzo Abe è impegnato in un viaggio diplomatico tra Russia e Medio Oriente. Il Giappone inizia a ridefinire in funzione anti-cinese la propria politica estera.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) - Taro Aso, vice premier giapponese, ha incontrato a Colombo il presidente srilankese, Mahinada Rajapaksa. Obiettivo della visita: rinnovare la cooperazione tra i due Paesi. Fino al 2009 il Giappone era stato il primo donatore di aiuti dello Stato singalese. Da quell'anno, il primato nipponico è passato nelle mani della Cina. Con questa visita diplomatica Tokyo inizia da Colombo la definizione di una nuova politica estera in Asia.

"Lo Sri Lanka è un Paese di fondamentale importanza marittima - ha dichiarato Taro Aso dopo l'incontro - e il Giappone ha offerto alcuni programmi di addestramento per i corpi di guardia costiera". Dopo il meeting, il vice premier ha visitato il porto che è in costruzione a Colombo, la struttura ha ricevuto un finanziamento di 800 milioni di dollari dal governo giapponese.

Nel frattempo, Shinzo Abe sta compiendo un viaggio diplomatico per ricucire i rapporti con Mosca e stringere importanti alleanze energetiche con Turchia e Arabia Saudita. Con il premier turco, Reçep Tayyp Erdogan, il primo ministro giapponese spera di siglare un accordo per la produzione comune di energia atomica in territorio turco; Riyadh è invece per Tokyo il maggiore fornitore di greggio.

Quando Shinzo Abe salì al governo nel 2006, Taro Aso, allora Ministro degli esteri, aveva parlato di una "regione di libertà e prosperità" in Asia sotto l'influenza giapponese. A sei anni di distanza, Tokyo è sempre più intimorita dall'incalzante presenza militare di Pechino nel Mar Cinese meridionale e nell'Oceano Indiano. La politica promossa da Abe spera di arginare l'espansionismo della Repubblica Popolare, fornendo sostegno economico ai Paesi del sud est asiatico e favorendo la democratizzazione dei loro governi. La visita dei giorni scorsi rientra all'interno di tale strategia. 

 

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