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  • » 26/05/2008, 00.00

    CINA

    Tra le macerie del terremoto c'è chi prova a rubare neonati



    Arrestate 6 persone con 5 bambini rapiti: il ratto e la vendita sono fiorenti nella Cina del figlio-unico. Intanto il governo “concede” ai terremotati di annullare la multa per chi ha avuto un secondo figlio, se il primo è morto nel sisma. Distrutte decine di chiese storiche: la difficile situazione dei cattolici del Sichuan.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Sei rapitori con 5 neonati sottratti alle famiglie terremotate sono stati arrestati a Jiangyou. Intanto sono salite a 6 le vittime (di cui 4 a Hanzhong nello Shaanxi) per la violenta scossa di assestamento di grado 6,4 della scala Richter, avvertita anche a Pechino.

    Un uomo e 5 donne tra i 20 e i 35 anni sono i rapitori arrestati dalla polizia il 15 maggio. Si difendono sostenendo che non hanno rapito i bambini (un maschietto e 4 femmine, tutti con meno di 2 mesi), ma che uno sconosciuto ha promesso loro 1.500 yuan (circa 150 euro) per ogni bambino portato fino a Linxin nello Shandong. Si ignorano le generalità dei neonati, che si ritengono rapiti dalle macerie o addirittura dagli ospedali di fortuna. Ma il timore è che simili rapimenti non siano rari nelle zone del terremoto: secondo dati ufficiali, per il terremoto ci sono almeno 5.498 bambini rimasti orfani o separati dai genitori.

    Nel Paese i rapimenti di neonati sono anche conseguenza della politica del figlio-unico, che consente a ogni coppia di avere un solo figlio. Divieto talmente rigido che i media locali danno rilievo allo speciale permesso riconosciuto dalla Commissione per la popolazione e la pianificazione familiare ai genitori di Chengdu, uno degli epicentri del disastro, di poter avere un altro figlio se il primo è morto o è rimasto “fortemente infermo” per il terremoto. Infatti la legge non consente a chi perde l’unico figlio di poterne avere un altro. Le coppie che adotteranno un orfano del terremoto potranno anche avere un figlio proprio. Sono anche sospese le punizioni per chi ha violato la politica del figlio-unico quando un figlio sia rimasto ferito o infermo in modo grave o la casa sia stata distrutta. Alle famiglie che hanno avuto più figli, ma uno sia morto nel sisma saranno condonate le gravi sanzioni pecuniarie, ma a chi ha già pagato non saranno restituiti i soldi. Non è ancora chiaro se simili “benefici” saranno applicati anche alle altre zone colpite dal sisma.

    Non si placa, intanto, la protesta per i bambini morti nel crollo delle scuole: si stimano esserci circa 9mila tra scolari e insegnanti rimasti sotto le scuole o dispersi, rispetto alle 85mila vittime calcolate. Ieri su una strade fuori della devastata Mianzhu, alcune decine di genitori hanno protestato mostrando le foto dei figli e chiedendo “giustizia al governo” (nella foto), sotto gli occhi della polizia che non è intervenuta. Chiedono che alle indagini partecipino anche “rappresentanti delle vittime”. Il sisma ha danneggiato 13.451 scuole nel solo Sichuan.

    Il terremoto ha anche distrutto almeno 8 chiese e ne ha danneggiate altre 20 nelle città di montagna del Sichuan, molte di importanza storica ed edificate dai gesuiti da oltre un secolo. Tra i 5 milioni di senza tetto ci sono almeno 20mila cattolici. Hanno perso tutto e c’è grande timore per il futuro, ora vivono in tende. Padre Jacob Li ha visto crollare la sua chiesa a Mianzhu ma continua a confortare i fedeli. Ha chiesto alle autorità di poter adibire un locale a cappella e di poter celebrare messa in piazza, anche se le riunioni sono proibite per paura di nuove scosse.

     

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