10/11/2012, 00.00
SIRIA
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Un cristiano alla guida degli islamisti del Consiglio nazionale siriano

La scelta mostrerebbe il pluralismo del movimento di opposizione spesso definito settario e troppo vicino a posizioni radicali islamiche. George Sabra è stato eletto ieri al termine della riunione del Consiglio nazionale siriano a Doha (Qatar). Il dissidente si batte da decenni per la democrazia in Siria e ha passato diversi anni in carcere. Nel suo primo discorso ha invitato i Paesi stranieri a fermare la scia di sangue sostenendo anche con le armi l'opposizione al regime degli Assad.

Doha (AsiaNews/ Agenzie) - Un cristiano sarà il nuovo leader del Consiglio nazionale siriano (Cns) dominato dagli islamisti. L'elezione è stata annunciata ieri sera al termine della riunione del maggiore gruppo di opposizione al regime di Assad avvenuta in questi giorni a Doha (Qatar).

Ex comunista e grande oppositore del regime siriano fin dai tempi di Hafez al-Assad, padre dell'attuale presidente Bashar, George Sabra è stato fra i primi fondatori del Cns, ha passato diversi anni nelle carceri del regime e da mesi vive in esilio in Turchia. Egli ha commentato la sua elezione come "un esempio del pluralismo dell'opposizione", considerata da molti un "covo" di islamisti. In una conferenza stampa egli ha invitato i Paesi stranieri a fermare lo sterminio del popolo siriano, inviando più armi a sostegno dell'opposizione. "Occorre fermare questa scia di sangue - ha affermato - e sostenere la causa del popolo siriano".

Voluta dai Stati Uniti, Europa e Lega Araba, la riunione del Consiglio nazionale siriano è stata organizzata per creare un fronte unito di opposizione politica al regime, in grado di prendere decisioni rapide e guidare il Paese in caso di una caduta del regime di Assad. Ieri, Moreno Ocampo, ex procuratore della Corte per i crimini internazionali, ha dichiarato che la Nato avrebbe tutta la documentazione per richiedere l'arresto del presidente siriano per crimini contro l'umanità. L'eventuale azione del tribunale internazionale potrebbe velocizzare la possibilità di un intervento diretto dei Paesi del Consiglio di sicurezza Onu nel conflitto come avvenuto per la Libia di Gheddafi.

Iniziata nel marzo 2011 sull'onda della primavera araba, la guerra civile siriana è già costata oltre 36mila morti e quasi un milione di sfollati. Circa 200mila sono invece i profughi fuggiti nei Paesi confinanti Turchia, Libano e Giordania.  Secondo fonti dell'Onu ieri oltre 11mila persone hanno varcato il confine turco. Molti di loro sono disertori dell'esercito regolare siriano.

 

 

 

 

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