26/08/2011, 00.00
CINA - STATI UNITI
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Usa: per il 2020 l’esercito cinese potrà “destabilizzare” la zona Asia-Pacifico

L’annuale rapporto della Difesa Usa indica che Pechino modernizza di continuo l’esercito, specie per i missili anti-satellite e antiportaerei e per la guerra cibernetica, e sta alterando l’equilibrio delle forze nella regione. Per il 2018 sarà pronto il suo primo aereo caccia J-20. Dura reazione della Cina.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina sta modernizzando l’Esercito per la liberazione del popolo (Pla) e per il 2020 potrà “destabilizzare” la zona Asia-Pacifico. Lo ha denunciato un rapporto del Dipartimento Usa per la difesa del 24 agosto. Dura reazione di Pechino, che accusa Washington di esagerazione e di “sospetti infondati”.

Il rapporto dice che i progressi militari cinesi degli ultimi anni hanno “superato di molto le previsioni” degli Stati Uniti, soprattutto in settori nevralgici come lo sviluppo di navi portaerei, la guerra cibernetica, i missili antisatelliti e quelli balistici anti-navi. Gli Usa sono preoccupati anche perché sono in continua crescita le spese di Pechino per il settore militare, mentre Washington pianifica di tagliarle, specie per le attuali difficoltà finanziarie.

Secondo il rapporto, nel 2010 la Cina ha completato il prototipo del suo primo aereo caccia da combattimento, il J-20, che si ritiene non sarà “davvero operativo” prima del 2018.

La Cina sta anche producendo la sua prima nave portaerei, ma si ritiene che sarà completata “non prima del 2015, se la costruzione è iniziata quest’anno”.

Per il 2011 Pechino ha indicato spese per la difesa per 601,1 miliardi di yuan, (91,5 miliardi di dollari) con un aumento del 12,7% rispetto al 2010. Ma molti esperti ritengono siano molto maggiori le spese per un esercito di 1,25 milioni di uomini e il rapporto dice che nel 2010 le spese militari cinesi hanno superato i 160 miliardi di dollari.

Dura reazione della Cina che dice che si tratta di preoccupazioni “prive di fondamento”, se non addirittura “espressione di una mentalità da Guerra fredda”. Oggi il ministro cinese alla Difesa ha detto che “è del tutto normale che l’esercito sviluppi e migliori i suoi armamenti”.

Wang Baodong, portavoce dell'ambasciatore cinese a Washington, ha subito espresso la “speranza” che gli Usa collaborino con la Cina per creare stabili e saldi legami militari, fondati “sul reciproco rispetto, la fiducia, con benefici per entrambi”.

Ma Michael Schiffer, viceassistente del segretario Usa alla Difesa, spiega che la Cina, modernizzando le sue forze militari, sta “acquisendo potenzialità che riteniamo siano in grado di destabilizzare gli equilibri militari della regione”. Anche perché la Cina punta soprattutto a diventare una potenza navale e non ha mai rinunciato a rivendicare la sovranità su Taiwan, che considera un’isola ribelle. Almeno 1200 missili cinesi di corto raggio sono sempre puntati sull’isola. Nel 2010 Pechino ha sospeso per mesi ogni collaborazione militare con gli Usa per protestare contro la vendita di armi a Taiwan.

Da tempo Taipei ha chiesto agli Usa la fornitura di 66 aerei F-16C/D, ma Washington non ha ancora preso una decisione anche per non deteriorare i rapporti con Pechino.

Inoltre la Cina rivendica il dominio su vari arcipelaghi del Pacifico e quest’anno ha agito in modo anche violento contro pescherecci di Vietnam e Filippine per cacciarli dalle isole contese.

In ogni caso il Pentagono non prevede che la Cina sia in grado di realizzare operazioni belliche di grande rilievo prima del 2020. Nel 2010 c’è stato un tentativo di attacco contro i computer del governo Usa, che è apparso provenire dalla Cina.
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