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  • » 14/07/2014, 00.00

    HONG KONG - CINA - VATICANO

    Vescovi eletti di Hong Kong: Sì alla disobbedienza civile, cautela nel dialogo fra Cina e Vaticano

    Victoria Ma

    I cattolici del Territorio e quelli della Cina continentale hanno accolto con gioia le nomine del papa: un fedele del nord del Paese spera che presto si possano avere nuovi vescovi scelti dalla Santa Sede anche per la Chiesa cinese. I tre presuli saranno ordinati il prossimo 30 agosto; il mandato episcopale del card. Tong è stato prolungato di altri 3 anni.

    Hong Kong (AsiaNews) - I cattolici di Hong Kong hanno accolto con gioia la decisione presa da papa Francesco di nominare tre nuovi vescovi ausiliari per la diocesi, e ieri hanno pregato in modo particolare per la loro nuova leadership durante la messa domenicale. L'ordinazione dei tre nuovi presuli avverrà il 30 agosto nella cattedrale dedicata all'Immacolata Concezione. Il Papa ha inoltre prorogato di 3 anni il mandato episcopale del cardinale John Tong Hon, vescovo del Territorio, che il prossimo 31 luglio compirà 75 anni.

    I nuovi vescovi ausiliari di Hong Kong sono Michael Yeung Ming-cheung, 68 anni, nato a Shanghai ma membro del clero diocesano; Stephen Lee Bun-san, 57 anni, vicario regionale della Prelatura dell'Opus Dei; Joseph Ha Chi-sing, 55 anni, francescano. Sia mons. Lee che mons. Ha sono nati a Hong Kong.

    Anche la Chiesa della Cina continentale ha espresso la propria gioia per queste nomine. Un leader cattolico della parte settentrionale del Paese ha mandato le proprie congratulazioni alla diocesi per i tre nuovi presuli, descrivendo la loro nomina come "volontà di Dio, benedizione per la Chiesa sia del Territorio che della Cina intera". Un lettore del Catholic Online cinese ha invece espresso il suo "pieno appoggio" alla nomina papale e ha aggiunto il proprio desiderio che il Papa "possa presto nominare nuovi vescovi per la Cina, un bisogno urgente per lo sviluppo del cattolicesimo e della Chiesa locale".

    I tre nominati hanno partecipato a una conferenza stampa organizzata dalla diocesi il 12 luglio: la stampa locale si è concentrata sulla visione dei presuli sulla disobbedienza civile e sulla partecipazione dei cattolici di Hong Kong a proteste politiche come quella di Occupy Central, movimento che combatte per la piena democrazia nel Territorio che è stato definito "illegale" dal governo. I vescovi eletti hanno espresso il loro sostegno al diritto della popolazione di partecipare a proteste di disobbedienza civile, ma "solo nelle giuste circostanze".

    Mons. Ha ha sottolineato che la disobbedienza civile è permessa quando le autorità falliscono e non riescono a operare per il bene comune. Il nuovo vescovo ha preso parte alla veglia di preghiera del 1° luglio e alla marcia che ha portato più di 510mila persone in strada, insieme per chiedere democrazia e diritti civili a Hong Kong. La Chiesa, ha spiegato ancora, non spera in movimenti come quello di Occupy Central: ma se questi si formano, e i cattolici che ne fanno parte vengono arrestati, allora la Chiesa deve aiutarli.

    Secondo mons. Yeung il governo di Hong Kong dovrebbe posticipare la presentazione del rapporto sulla riforma elettorale a Pechino, che ha preso 5 mesi di consultazioni per essere redatto. Allungare i tempi, ha spiegato, darebbe un periodo più lungo per un confronto all'interno della società.

    Nel bollettino che dava notizia della nomina, pubblicato dalla Santa Sede l'11 luglio 2014, erano presenti anche i background dei tre vescovi eletti: due di loro hanno esperienza nel dossier relativo alla Cina continentale. Mons. Ma è stato consultore della Commissione per la Chiesa cattolica in Cina, mentre mons. Lee scrisse nel 1990 una tesi di dottorato sul rapporto fra Stato e Chiesa nella Repubblica popolare cinese.

    Secondo mons. Lee, la Cina e il Vaticano sono coinvolti con "atteggiamento attivo" nel dialogo: "I cattolici di Hong Kong pregano che entrambi i lati si accostino al dialogo con sincerità, onestà e fiducia, e sperano che possano trovare punti comuni. Entrambe le parti sperano di fare il meglio per la popolazione e i fedeli cinesi, e sono ottimista sul progresso della loro relazione". 

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