18/12/2010, 00.00
CINA-VATICANO
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Vescovo sotterraneo: giusto il comunicato Vaticano, pregate per la Cina

di Zhen Yuan
Mons. Wei Jingyi, vescovo di Qiqihar, definisce le ordinazioni illecite come una ferita nel corpo della Chiesa e di Cristo. Solidarietà per i vescovi costretti contro la loro volontà a partecipare agli eventi organizzati dal governo.

Pechino (AsiaNews) – Mons. Wei Jingyi, vescovo sotterraneo della diocesi di Qiqihar (Nord est della Cina), ha espresso oggi il suo sostegno al comunicato contro l’ottava Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi pubblicato ieri dal Vaticano.

In una lettera pastorale, mons. Wei ha invitato i fedeli a pregare di più per la Chiesa in Cina, che “sta attraversando un particolare momento di difficoltà”, come espresso lo scorso 1 dicembre dal Papa nel suo appello per la Chiesa cinese.

Oltre alla convocazione dell'assemblea, il vescovo Wei ha citato anche l'ordinazione illegale di Chengde avvenuta lo scorso 20 novembre, festa di Cristo re, che ha violato le norme della dottrina della Chiesa. “Questo atto – ha affermato il prelato – ha ferito seriamente la Chiesa e apre una piaga nel Corpo di Cristo. Dobbiamo anche ammettere che la politica religiosa cinese ha subito una grave battuta di arresto”.  Il vescovo sottolinea che di fronte alla convocazione dell'Assemblea conclusasi lo scorso 9 dicembre, durante la quale sono stati eletti i leader delle due organizzazioni (presidente del Consiglio dei vescovi cinesi e capo dell’Associazione patriottica) “abbiamo espresso solidarietà e preoccupazione" per coloro che sono stati costretti a partecipare all'ordinazione illecita e all'assemblea.

Ricordando l’appello del Papa di pregare per la Chiesa in Cina, mons. Wei ha chiesto ai suoi fedeli di fare quotidiana adorazione del Santissimo e recitare il rosario chiedendo a Maria e a San Giuseppe intercessioni per la Chiesa in Cina.

Nel frattempo, un sacerdote della Cina continentale ha detto oggi ad AsiaNews che la Santa Sede ha mostrato un "gesto di fermezza nei principi della Chiesa", e questo deve "ristabilire la fiducia" nell'autorità della Santa Sede, fede e cuore della Chiesa. Un altro sacerdote ha anche detto che il comunicato è "come un raggio che esce prima di Natale", un buon momento per la Chiesa in Cina e per far riflettere il governo. Alcuni fedeli temono però l’intervento delle autorità durante le celebrazioni natalizie e sottolineano che era meglio se il messaggio fosse uscito dopo le festività. 

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