20/04/2006, 00.00
VIETNAM
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Vietnam: aperto il 10mo Congresso di un Partito comunista in crisi

Dilagante corruzione, mancanza di libertà, burocrazia eccessiva, tra i problemi che minacciano la stessa "sopravvivenza" del Partito. Previsto un grande rinnovo nel Politburo. A sorpresa, un trionfale intervento del generale Giap.

Hanoi (AsiaNews/Scmp) – E' iniziato ieri ad Hanoi il 10° Congresso del Partito comunista, decisivo per la nomina del politburo e quindi per la scelta della linea politica per i prossimi 5 anni. A sorpresa, è tornato ad intervenire il generale Vo Nguyen Giap, eroe delle guerre contro Giappone, Francia, Stati Uniti.

I 1.178 delegati, in rappresentanza di circa 3,1 milioni di membri su una popolazione di 83 milioni, debbono scegliere i 150 membri del Comitato centrale e il Segretario generale e il programma di riforme per i prossimi 5 anni. Per la prima volta le candidature sono libere; in precedenza il Congresso si limitava a ratificare scelte già fatte. Il Partito è in crisi, nella società e al suo interno, e non riuscendo a decidere una linea guida, ha rinviato la scelta al Congresso. Si prevede possano cambiare i due terzi dei 15 membri del Politburo, tra cui il segretario generale Nong Duc Manh, il primo ministro Phan Van Khai e il presidente Tran Duc Luong.

Il generale Giap, 94 anni, contemporaneo di Ho Chi Minh, è l'eroe di decenni di guerre contro gli invasori stranieri, lo stratega della piana di Dien Bien Phu dove nel 1954 fu umiliato l'esercito francese. Per le sue accuse di corruzione verso i leader e per le critiche alla burocrazia e al Partito, fu emarginato dagli intransigenti del Partito e tenuto fuori dalla scena politica per 25 anni. Ieri è intervenuto quale "consigliere speciale", a lungo applaudito dai delegati, e ha insistito sulla necessità di trasparenza e democrazia nel Partito e di un'azione decisa contro la corruzione.

"Un partito che nasconde i suoi difetti è in rovina – ha scritto Giap su un giornale di Stato – un partito che ammette e fa chiarezza sui suoi errori è coraggioso, forte ed onesto".

Il Paese affronta scelte epocali: registra una rapida crescita economica e si apre al commercio mondiale, ma sempre più voci chiedono maggiore democrazia e un sistema multipartitico. All'apertura dei lavori il segretario Manh ha insistito che occorre combattere la corruzione che "minaccia la sopravvivenza del nostro regime", ma ha anche ammonito contro il pericolo di influssi occidentali e dell'uso di internet da parte di "forze ostili" per una "cospirazione contro l'evoluzione pacifica" del Paese.

La corruzione dilaga ed è normale dover pagare tangenti a vigili urbani, medici e ogni altro tipo di funzionari pubblici. Da gennaio è esploso lo scandalo per il Project Management Unit 18 (Pmu18), il dipartimento del ministero dei Trasporti il cui direttore, Bui Tien Dung, è accusato di avere sottratto 2,4 milioni di dollari Usa in due mesi per scommetterli sui risultati delle partire di calcio, e altri funzionari sono pure accusati di peculato per pagare case, auto di lusso, prostitute e per scommettere. Il ministro dei Trasporti, Dao Dinh Binh, si è dimesso questo mese. Il dipartimento gestisce anche i fondi di aiuti esteri e i donatori ora chiedono risposte. Nell'ultimo Indice per l'analisi della corruzione, il Vietnam è al 102° posto su 146 Paesi. (PB)

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