11/06/2018, 14.43
CINA – ASIA

Xi Jinping assicura all’Iran il sostegno all’accordo sul nucleare. L’India frena sulla Nuova Via della Seta

Nella cittadina costiera di Qingdao si è svolto il summit annuale della Shanghai Cooperation Organisation. Per il presidente cinese, l’intesa firmata nel 2015 rappresenta “un importante risultato del multilateralismo”. L’India rifiuta di firmare la dichiarazione sul progetto della “Belt and Road Initiative”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente cinese Xi Jinping assicura all’Iran che Pechino darà tutto il proprio sostegno alla sopravvivenza dell’accordo del 2015 sul nucleare iraniano. È uno dei risultati del colloquio bilaterale tra il leader cinese e la sua controparte iraniana, il presidente Hassan Rouhani. L’incontro è avvenuto ieri a margine del summit annuale dei membri della Shanghai Cooperation Organisation (Sco), cui l’Iran era invitato come Paese osservatore. Dalla città costiera di Qingdao, Xi ha poi lanciato un appello a tutta la comunità internazionale a “perseguire la cooperazione per il reciproco beneficio”. La Sco è stata fondata nel 2001 ed è composta da Cina, Russia, India, Pakistan, Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan e Tajikistan.

L’invito di Xi arriva a poche ore di distanza dallo scompiglio creato dal presidente Usa Donald Trump, che all’incontro dei Paesi del G7 in Canada ha negato la propria firma alla dichiarazione congiunta. Sul tavolo dei colloqui con Rouhani, vi era prima di tutto la controversa decisione del presidente americano di di cancellare la sua adesione all’accordo sul nucleare dell’Iran e di introdurre “le sanzioni più dure della storia” contro la Repubblica islamica. 

Ieri il presidente Xi ha enfatizzato che tale accordo “è un importante risultato del multilateralismo” e “deve continuare ad essere applicato in maniera concreta per favorire il mantenimento della pace e della stabilità in Medio Oriente e nel regime internazionale di non proliferazione nucleare”. Da parte sua, Rouhani ha invitato le potente mondiali a “giocare un ruolo positivo” su questo dossier.

I membri della Sco hanno stabilito una maggiore collaborazione nella lotta al terrorismo islamico e nello sviluppo dell’economia mondiale. Xi ha esortato i partecipanti a respingere la logica dei blocchi, tipica del periodo della Guerra fredda; al contrario, ha difeso le regole del multilateralismo in un mondo in cui “unilateralismo, protezionismo e opposizione contro la globalizzazione stanno assumendo nuove forme”.

Dal punto di vista economico, la Cina ha annunciato la propria disponibilità a offrire 30 miliardi di yuan (quasi 4 miliardi di euro) al sistema bancario dell’organizzazione, che servano a sostenere progetti e infrastrutture della “Belt and Road Initiative” (Bri, la Nuova Via della Seta), la cintura di porti, strade e ferrovie in Asia che consentiranno il transito delle merci di Pechino fino in Europa. Tra i membri della Sco, l’unica voce dissonante su questo argomento è stata quella dell’India. Il premier indiano Narendra Modi ha infatti respinto, per la seconda volta in pochi mesi, il China-Pakistan Economic Corridor, progetto di punta della Bri che passa attraverso il territorio del Kashmir, conteso tra India e Pakistan. Secondo Modi, i progetti che aumentano le possibilità di transito sono ben accetti fin quando “rispettano la sovranità nazionale e le priorità delle nazioni”.

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