08/01/2007, 00.00
CINA - ISLAM
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Xinjiang, la polizia cinese uccide 18 “terroristi”

L’attacco, avvenuto il 5 gennaio scorso, è stato reso pubblico oggi dalla polizia. Secondo Pechino, i separatisti musulmani sono collegati ad al-Qaeda. Molti analisti accusano invece la Cina di usare la scusa del terrorismo per reprimere l’identità e la regione uighura.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La polizia cinese ha attaccato un presunto covo di terroristi nella regione settentrionale del Xinjiang, vicino al confine con il Pakistan: nel corso del raid gli agenti hanno ucciso 18 sospetti e ne hanno arrestati altri 17.
 
Secondo fonti della polizia, l’attacco è avvenuto il 5 gennaio scorso contro un centro di addestramento del Movimento islamico del Turkestan orientale (Etim). Uno degli ufficiali di polizia è morto nel corso dell’operazione ed un altro è stato ferito.
 
Gli agenti stanno cercando alcuni sospetti, che si presume siano scappati. Nel campo sono state rinvenute 22 granate e materiale per costruirne circa altre 1500.
 
Il campo si trova nell’altopiano di Pamir, una delle zone ad altitudine più elevata dell’intera regione, che confina con Pakistan, Afghanistan e Kirghizistan.
 
Secondo le autorità cinesi, i militanti sono tutti di etnia uighura e guidano un  movimento islamico terrorista e separatista all’interno della regione. Gli uighuri sono musulmani di lingua turca, con tradizioni e cultura diverse da quelle della popolazione cinese, che costituisce la maggioranza.
 
Alcuni critici – fra cui le Nazioni Unite – accusano però la Cina di usare la scusa del terrorismo per schiacciare un pacifico sentimento pro-indipendenza e l’espressione dell’identità dell’etnia.
 
La Cina ha occupato il Xinjiang nel 1949, alla fine della rivoluzione comunista. Da allora, milioni di migranti cinesi si sono spostati nella regione per colonizzarne la società e l’economia.
 
L’Ufficio Affari religiosi ha ristretto la pratica religiosa della popolazione. Le donne ed i minorenni non possono entrare nelle moschee e le scuole islamiche sono proibite. Da poco tempo, inoltre, Pechino ha ristretto il numero di pellegrini che possono recarsi in pellegrinaggio alla Mecca.
 
Per la Cina, l’Etim è uno dei gruppi più violenti della zona: le autorità comuniste lo definiscono un’organizzazione terrorista che ha legami con al-Qaeda. Nel 2005, il governo cinese ha accusato i gruppi separatisti musulmani di aver condotto 260 attacchi dal 1995, nel corso dei quali sarebbero morte 260 persone e ferite altre 440.
 
Secondo un quotidiano locale, nel 2005 la Cina ha arrestato 18.227 uighuri con l’accusa di “minacciare la sicurezza nazionale”.
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