19/01/2005, 00.00
CINA
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Zhao Ziyang e la vergogna del partito

di Bao Tong

Le autorità impediscono a Bao Tong, stretto collaboratore dell'ex segretario del Partito Zhao Ziyang, di porgere le sue condoglianze alla famiglia.

Pechino (AsiaNews/ Scmp) - Alcuni poliziotti in borghese hanno bloccato e percosso Bao Tong  e la moglie, Jang Zongcao, mentre uscivano per rendere omaggio al defunto ex segretario del Partito Comunista. Lo ha denunciato la figlia, Bao Jian, che riporta anche le gravi condizioni della madre "L'hanno spinta via, lei è caduta ed ha battuto la schiena. La stiamo portando di corsa in ospedale".  La donna, 73 anni, si è rotta il torace; i medici hanno ordinato un ricovero di 8 settimane. Il marito ha riportato la distorsione del polso e di un dito. Bao Tong, ex direttore dell'Ufficio delle riforme politiche del Comitato centrale del Partito Comunista, fu segretario di Zhao Ziyang dal 1980 al 1985. Riportiamo di seguito il testo integrale dell'articolo scritto da Bao Tong in memoria di Zhao Ziyang, apparso oggi sul South China Morning Post col titolo "Forever a champion of the people".

 

Fino al giorno della sua morte Zhao Ziyang ha vissuto in totale isolamento dalla società cinese, a causa di un'illegale condanna agli arresti domiciliari durata 15 anni. Le condizioni in cui egli ha vissuto gettano vergogna sulla giustizia cinese e sul Partito Comunista.

La persecuzione verso Zhao è stata la persecuzione verso un leader che ha dedicato se stesso e i suoi sforzi ultradecennali per far nascere ciٍ che è divenuta la riforma economica della Cina. Verso la fine degli anni '70, a causa della collettivizzazione e dell'instaurazione delle Comuni del popolo, i contadini hanno perso i diritti a possedere le loro terre. ب un diritto che non hanno ancora riguadagnato. Zhao, comunque, è stato il primo a sostenere il ritorno dei diritti ai contadini, dando inizio agli esprimenti per abolire le comuni.

Con la nazionalizzazione e i piani quinquennali centralizzati, l'industria era stata trasformata in una sussidiaria del governo.  Zhao è stato il primo a proporre "ampia autonomia per le industrie cinese" e "il ritorno a una sana relazione fra governo ed industria".

Questi sono stati i primi critici passi di un fenomeno, il cui successo ha portato alla realizzazione di una piena riforma economica.

Queste sono alcune delle vittorie di Zhao che hanno aiutato il popolo ad uscire dalla soffocante stagnazione del socialismo di Mao.

Come premier, Zhao ha attuato per 10 anni riforme economiche e di stabile progresso; grazie a questo, il popolo - e specialmente i contadini - ha goduto di tangibili miglioramenti.

Zhao è stato anche il solo leader a proporre un pacchetto di riforme politiche per eliminare il sistema monopartitico. Questo monopolio inattaccabile assicurava in modo sistematico la traduzione di qualunque errore in una prolungata crisi nazionale. Per una stabilità a lungo termine, Zhao propose riforme per legalizzare ed instaurare la democrazia. Desiderava stabilire la democrazia politica per sostenere ed alimentare una sana  economia di  mercato.

Sebbene gli obiettivi a breve termine delle riforme politiche di Zhao fossero limitati dalle circostanze,  tutte le sue misure miravano a contenere il potere del partito e rappresentavano un passo concreto a che il potere ritornasse al popolo in modo pacifico. Il pacchetto di riforme di Zhao – una netta rottura con il totalitarismo di Mao – fu approvato dal 13° Congresso del Partito nel 1987.

Durante i suoi 20 mesi come Segretario generale, Zhao ha creato una cultura nella quale il Politburo evitava di intervenire nei tribunai, e fermٍ il controllo del partito su arte e letteratura. Zhao abolى il sistema delle imprese gestite da organizzazioni del partito, i cui rappresentanti legali erano il nerbo delle imprese.

Sfortunatamente, le sue riforme vennero abolite con la sua caduta. Il risultato terribile fu la negazione indiscriminata di ogni diritto civile  e dei principi di democrazia, e la nascita di quello che oggi i leader definiscono "socialismo con caratteristiche cinesi" – un amaro eufemismo che nasconde l'intreccio di potere fra Partito, governo, interessi economici senza alcun controllo.

Il destino di Zhao è un gelido ricordo di altre ingiustizie che sono sulla coscienza dei leader al potere.

L'unico motivo per la sua emarginazione era la sua opposizione alla violenta repressione delle proteste di Piazza Tiananmen  nel 1989. Tiananmen è stata una tragedia per la Cina, e un'altra tragedia per il 20° secolo. Sono passati quasi 16 anni, ma il dolore rimane, seppellito nei cuori e nelle menti del popolo.

In questi anni, i leader sono stati responsabili non solo degli illegali arresti domiciliari di Zhao, ma anche del sistematico tentativo di cancellare il suo nome dalla Storia.

Ma i loro tentativi di occultare la verità sul passato rivelano solo la loro debolezza e mancanza di vergogna. C'è solo una cosa che essi non possono cambiare: Zhao rimane con noi, nella lotta che il popolo cinese continua a combattere per i diritti e la democrazia.

 

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