07/06/2022, 12.42
ISRAELE - PALESTINA
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Israele, legge sui coloni: governo Bennett bocciato alla Knesset

Nuova battuta d’arresto per l’esecutivo, sempre più fragile in Parlamento. La norma, da rinnovare ogni cinque anni, fermata in prima battuta con 58 voti contrari e 52 favorevoli. Corsa contro il tempo per approvarla entro il primo luglio, il premier pensa alla fiducia. Il provvedimento garantisce una legislazione speciale ai coloni nei Territori. 

Gerusalemme (AsiaNews) - Nuova battuta di arresto per il fragile governo israeliano che, di recente, aveva già visto in bilico la maggioranza parlamentare per la fuga in parte rientrata di alcuni deputati. Ieri sera la Knesset ha respinto in prima lettura una legge che doveva rinnovare, per altri cinque anni, le norme civili israeliane per i residenti degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Un trattamento specifico, che li differenzia dai palestinesi delle medesime aree i quali sono soggetti alle corti militari. La bocciatura non è definitiva, ma rappresenta un grave campanello di allarme per l’esecutivo e per gli stessi coloni, che godono di una normativa privilegiata. Nella votazione il provvedimento è stato respinto con 58 voti contrari e 52 favorevoli.

All’appello sono mancati almeno otto voti, per raggiungere la metà dei 120 seggi dei quali è composta la Knesset. Nello specifico, due deputati che rientrano nella coalizione di governo (Mazen Ghanayim e Rinawie Zoabi) hanno votato contro, mentre altri quattro risultavano assenti. Nonostante la sonora bocciatura, l’esecutivo guidato dal primo ministro Naftali Bennett e dal vice Yair Lapid ha tempo sino al primo luglio per organizzare un’altra votazione e non è escluso che il capo del governo voglia porre la questione di fiducia.

Tuttavia, l’esito rappresenta un motivo di ulteriore preoccupazione per una coalizione frammentata al suo interno per le diverse anime che mal si conciliano fra loro. In carica da un anno, essa è formata da otto partiti assai diversi fra loro (compreso un partito arabo indipendente per la prima volta dal 1948) ed è guidata da un leader nazionalista. Al suo interno sono emerse posizioni assai diverse nei casi di cronaca recente, dalle violenze dei coloni agli attacchi a cittadini israeliani, fino all’uccisione della giornalista palestinese Shereen Abu Aqleh.

La legge “speciale” per le colonie nei territori è osteggiata da una parte della coalizione, in particolare dal partito arabo di ispirazione islamica Raam di Mansour Abbas, il quale risulta però fondamentale con i suoi quattro seggi. Di contro, il ministro della Giustizia Gideon Saar leader del partito di destra Nuova Speranza (Tikva Hadasha) ha già minacciato conseguenze gravissime per la tenuta del governo.

Il disegno di legge intende rinnovare un provvedimento di vecchia data, in vigore dal 1967, che estende la legge civile ai cittadini di Israele che vivono in Cisgiordania. Al contrario, per i palestinesi delle stesse aree viene applicato il tribunale militare sancendo - di fatto - una sorta di apartheid e una differenziazione netta nel trattamento dei due popoli seppur all’interno dello stesso territorio. La norma va rinnovata ogni cinque anni e la mancata approvazione potrebbe avere conseguenze di vasta portata per i coloni. Eventuali reati sarebbero processati da una corte militare e la pena scontata in Cisgiordania; inoltre, gli israeliani dei Territori perderebbero alcuni privilegi fra cui assicurazione governativa, partecipazione all’Associazione avvocati, l’ingresso in Israele, servizio militare, tasse e adozioni di minori. Da rimarcare la posizione della destra che fa riferimento all’ex primo ministro Benjamin Netanyahu, oggi leader dell’opposizione: pur se favorevole sul piano ideologico ha votato contro per dare una ulteriore spallata alla maggioranza. 

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