15/06/2022, 12.35
TERRA SANTA
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Betlemme: inaugurata la ‘casa dei Magi’, centro di dialogo e solidarietà

Custode di Terra Santa: un centro che è “riflesso” della nascita di Gesù, dalla quale “acquisisce senso e valore”. Il suo scopo è “nella carità” e al suo interno troveranno “spazio” diverse iniziative. Responsabile Pro Terra Sancta: realizzata grazie alla “manodopera locale”, investire nel lavoro per preservare la presenza. 

Betlemme (AsiaNews) - Un centro dedicato alla “solidarietà” nato come “riflesso” di quanto è accaduto a Betlemme  “con la nascita di Gesù”, perché è dalla “carità” che qui “ha preso casa” che essa “acquisisce senso e valore”. È quanto ha sottolineato il custode di Terra Santa, p. Francesco Patton, il 9 giugno scorso in occasione dell’inaugurazione del centro Dar al-Majus Community Home, la “casa dei magi” che riveste un grande valore “per la Custodia di Terra Santa e per l’Associazione Pro Terra Sancta”. Il suo scopo, ha aggiunto il francescano, “è tutto nella carità: qui si può donare verità, non solo crearla” perché sia “prima di tutto un luogo dove creare connessioni e relazioni, un luogo di dialogo”. 

La “dimora dei magi” è nata all’interno di un antico edificio ottomano, che sorge nel cuore del centro storico della cittadina palestinese. I lavori di ricostruzione e ristrutturazione sono durati oltre tre anni passando attraverso le difficoltà legate alla pandemia di Covid-19, dal reperimento dei materiali e ai lavori di allaccio dell’elettricità e di collegamento alla rete idrica e fognaria. La Dar al-Majus Community Home è in primis un centro al servizio della comunità di Betlemme e, al suo interno, avranno sede le attività di Pro Terra Sancta per la comunità locale. 

Nella struttura vi sono centri di orientamento al lavoro, cooperative sociali, uffici che garantiranno una base operativa stabile all’associazione dopo oltre 15 anni di presenza sul territorio. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il vicesindaco di Betlemme, Hannah Hanania, e il console italiano Giuseppe Fedele. Non solo dialogo e incontro, ma anche creatività perché al suo interno sono previsti spazi per artisti locali e internazionali per valorizzare la bellezza come percorso educativo contro le violenze etnico-confessionali e i conflitti che insanguinano l’area. 

“Nel centro - ha proseguito p. Patton - troveranno spazio iniziative di supporto agli studenti” a vantaggio “non solo della Terra Santa, ma anche dei Paesi circostanti”. “Come i Magi hanno incontrato la verità dell’amore e l’hanno poi portata con sé, diffondendola in tutto il mondo, così anche questo centro - ha concluso il custode - vuole intervenire sulla realtà circostante a partire dalla comunità di Betlemme [per] andare a vantaggio di tutti”.

Vincenzo Bellomo, responsabile e project manager di Pro Terra Sancta a Betlemme e in Palestina, ha invece ricordato come il centro di Dar al-Majus sia stato “realizzato (dal restauro dell’antico immobile, alla progettazione, all’edificazione) grazie a manodopera locale”. Perché “è qui che bisogna investire” se si vuole garantire un futuro alla terra e al suo popolo, soprattutto alla comunità cristiana. “La prossimità e l’amicizia - ha aggiunto - sono gli atti più significativi di carità: è quello che realizza questo centro, in mezzo a una realtà che è piena di conflitti e di violenza” perché soltanto il ritorno al valore di comunità locale si potrà ricostruire una società fondata su “valori di giustizia, di dialogo e di pace”.

Dar al-Majus sarà anche un centro in cui testimoniare la bellezza della comunità palestinese e il valore dell’incontro grazie al bazaar della solidarietà. Si tratta di un locale all’ingresso, sulla pubblica strada, dove verrà esibito il lavoro non solo di Pro Terra Sancta, ma anche di tutte le realtà che a Betlemme fanno del bene. Per Vincenzo Bellomo al suo interno sarà possibile originare “una insolita convivenza di lavoro e di bellezza” grazie anche alla vicinanza alla Basilica della Natività, che è luogo primario “dove la bellezza è nata” e dove si formano le vite. Infine il lavoro, conclude, grazie a “spazi dedicati soprattutto a giovani e donne” che qui potranno trovare un gruppo di esperti pronto a formarli al lavoro, anche in network con altre associazioni”.

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